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Italia ed estero

Il reddito di cittadinanza dei cinque stelle? È ormai fuori controllo, lo intascano migranti spariti, mafiosi, ricconi e delinquenti della peggiore specie

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Con il reddito di cittadinanza voluto dal movimento cinque stelle va sempre peggio. Ora si scopre che molti migranti che da mesi non vivono più in Italia sono ancora “aiutati” dallo Stato con il reddito di cittadinanza che in due anni dalla nascita non ha prodotto i risultati sperati e si è dimostrato un gigantesco flop pagato naturalmente dai contribuenti italiani. E ci mancherebbe.

A denunciare i “furbetti” che hanno continuato a intascare i soldi nonostante siano lontani dal nostro Paese è il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, dopo alcune verifiche che lui stesso ha svolto in prima persona. Il primo cittadino ha ricordato che il “reddito di cittadinanza era nato per aiutare chi aveva bisogno di lavorare” ed invece si è rivelato “uno strumento utilizzato da molti furbetti che vogliono incassare soldi senza fare nulla”.

Di Stefano ha sottolineato che se è vero che non tutti si comportano così, ci sono molti che “se ne approfittano, sottraendo risorse a chi davvero ne ha bisogno, con la complicità anche del governo”.

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I numeri resi pubblici dal sindaco sono chiari e riportati anche su ilGiornale parlano chiaro: “Tra i primi 48 percettori del reddito di cittadinanza chiamati dal Comune per i colloqui psicoattitudinali, 30 hanno aderito ai progetti di utilità collettiva messi a punto dall’amministrazione, ha fatto sapere il primo cittadino che nelle scorse settimane aveva studiato una serie di progetti per impiegare i percettori del reddito di cittadinanza.

Il resto, quindi altre 18 soggetti, “non hanno risposto o non si sono resi disponibili. Praticamente il 38% delle persone contattate”, ha continuato Di Stefano che ha poi spiegato come abbia lui stesso verificato personalmente i fascicoli di ognuno di questi soggetti: “Si tratta principalmente di stranieri che non sono più sul nostro territorio nazionale e sono spariti, ma intanto hanno preso il sussidio per mesi. Altri ancora ci rispondono che non possono venire perché impegnati e vorrebbero l’appuntamento fuori dall’orario di lavoro”.

Ma purtroppo non è tutto. La guardia di finanza solo alcuni giorni fa ha scoperto nel Ragusano 47 persone che beneficiavano illecitamente del reddito di cittadinanza: 46 sono stati denunciati alla procura e segnalati all’Inps, uno è stato segnalato solo all’istituto previdenziale.

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I militari hanno spulciato le posizioni di 154 famigliari delle persone che avevano presentato la domanda per accedere al beneficio e hanno scoperto l’indebita percezione di somme per un ammontare di oltre 461mila euro.

Dodici indagati sarebbero abituali giocatori sulle piattaforme di gioco online, arrivando a scommettere addirittura centinaia di migliaia di euro, utilizzando fonti di reddito evidentemente occultate al Fisco, come emerge dalle indagini della Gdf.

Un ragusano, percettore di reddito di cittadinanza tra aprile 2019 e novembre 2020 per circa 22 mila euro, è risultato aver realizzato nello stesso periodo vincite al gioco per circa 400mila euro. A Pozzallo, i finanzieri hanno individuato un nucleo familiare, in cui tutti i componenti risultavano giocatori abituali su piattaforme digitali, arrivando ad accumulare sui propri conti di gioco più di 140mila euro, situazione poi omessa nelle comunicazioni all’Inps.

Undici persone avevano “dimenticato” di comunicare all’Inps il possesso di beni immobili di valore nettamente superiore al limite massimo previsto dalla normativa vigente per accedere al beneficio del Rdc, mentre altre 4 sono state denunciate in quanto avevano omesso di autocertificare l’acquisto di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata superiore ai limiti consentiti.

Nei primi giorni dell’anno i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite da diversi soggetti non aventi diritto al beneficio del reddito di cittadinanza, in quanto condannati a titolo definitivo nell’ultimo decennio per reati di mafia, ovvero familiari di soggetti condannati per medesimi reati.

A seguito della verifica di tali presupposti, soggettivi ed oggettivi, quindi, l’attività svolta ha portato alla denuncia di 25 soggetti, sventando così una frode di circa 330.000  euro perpetrata da soggetti condannati per reati di mafia e/o loro familiari che avevano fraudolentemente omesso di dichiarare il proprio status nell’istanza per ottenere il beneficio del reddito di cittadinanza.

Tra le principali attività illecite, per le quali i soggetti coinvolti nell’indagine risultano essere condannati, spiccano le estorsioni, l’usura, il traffico di sostanze stupefacenti, il voto di scambio, il maltrattamento e l’organizzazione di competizioni non autorizzate di animali.

 

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