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Trento

Fugatti incontra il ministro Speranza per le restrizioni natalizie: «In fondo al tunnel c’è la luce, si chiama vaccino»

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Durante la discussione sulla manovra di bilancio il presidente Fugatti ha aggiornato i consiglieri provinciali sulla situazione pandemica nella nostra regione tornando ancora una volta sulla questione dei tamponi che ha scatenato un nuovo scontro con le minoranze.

Il governatore si è soffermato a lungo sul tema salute ed emergenza Covid. “La salute – ha detto – è un tema troppo importante che richiede di essere affrontato con rigore e serietà come abbiamo sempre fatto seguendo le indicazioni delle autorità competenti anche per quanto riguarda i test antigenici, da validare con il tampone molecolare entro il decimo giorno”.

Il ministro Speranza – ha preannunciato il presidente –  chiarirà a breve con una circolare che il test antigenico non necessita di successiva conferma con il molecolare se fatto su soggetti sintomatici. Questo – ha aggiunto – aprirà un nuovo percorso anche se la parte operativa non è stata ancora precisata.

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Ma – ha sottolineato Fugatti – da questo punto di vista il Trentino ha sempre rispettato le circolari del ministero. Ministero che – ha precisato –  spiegherà come dovranno essere comunicati questi dati. Ecco perché, per non fare confusione, la Provincia dal 2 dicembre li ha forniti quotidianamente.

Comunque i sindaci li hanno sempre avuti dalla Giunta perché alcuni Comuni avevano un grado di contagio superiore al 3%. Oggi non siamo più in quella fase.

“La storia dirà come sono andate realmente le cose, ma noi i soggetti positivi all’antigenico li abbiamo da subito isolati tutelando così la salute pubblica. D’altronde – ha proseguito il presidente – il dottor Rezza, direttore del ministero ha detto che la Provincia ha rispettato le regole emanate”.

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Fugatti ha informato che oggi non ha ricevuto telefonate dal ministero, “probabilmente perché il Trentino si sta comportando in modo corretto”. E ha aggiunto che la Provincia non ha mai avuto contrasti con il ministero,perché noi crediamo che durante un’emergenza del genere sia necessario collaborare portando il nostro contributo per capire come uscire da questa situazione”.

Fugatti ha ricordato che la Provincia non ha mai nascosto l’alto alto tasso di mortalità nel Trentino fin dalla prima ondata del Covid. Anzi, il ministero aveva detratto 63 decessi comunicati dal Trentino come morti per Covid che Roma non giudicava invece tali. “Il Covid ci insegna che le cose cambiano di giorno in giorno e di settimana in settimana. Territori fortemente colpiti, tra una settimana-dieci giorni saranno in condizioni migliori e viceversa. Meglio quindi – ha ammonito – mettere da parte le polemiche. Se stiamo facendo bene lo dirà la storia ma il 2020 è un anno di totale emergenza. Stiamo gestendo il Trentino in un momento straordinario. La storia e i trentini diranno se abbiamo fatto bene o male. Ma credetemi: non è facile gestire la situazione in momenti come questo. E di questo dev’esserci una forte consapevolezza. Si deve allora solo lavorare per cercare di migliorare la situazione, ma una valutazione definitiva di questo contagio la darà la storia”.

Fugatti ha poi portato due esempi a sostegno di questa sua affermazione. “Oggi il dottor Rezza ha detto che ci sono troppi decessi in Italia e di non sapere se le scuole potranno riaprire il 7 gennaio. E se la Merkel decide per il lockdown tra Natale e l’Epifania anche se ci hanno sempre detto che la Germania è il Paese più capace di fronteggiare l’epidemia e con gli ospedali migliori di Europa, questo vuol dire che occorre molta cautela nei giudizi sulla gestione di una pandemia che non risparmia nessuno”. “Dopodiché – ha aggiunto Fugatti – la politica prima o poi tornerà, ma quando il Covid sarà passato. In questa fase però occorre cautela”.

Fugatti ha concluso dando la notizia che all’Apss è stato conferito un importante riconoscimento internazionale per come ha gestito l’emergenza Covid insieme alle aziende sanitarie di altri Paesi. “In fondo al tunnel – ha detto ancora – c’è una luce che si chiama vaccino, che però non arriverà domattina anche perché servirà una doppia somministrazione e passeranno perciò almeno sei mesi per avviare davvero questo processo. Questi sei mesi sono il tunnel che dovremo attraversare”.

Fugatti ha informato che stamane avrà due riunioni con i ministri competenti: la prima sul vaccino, la seconda sulle restrizioni che il governo nazionale proporrà di introdurre nel periodo tra Natale e l’Epifania.

Non è insomma scontato sconfiggere questo virus, tanto è vero che “vi sono regioni che come noi vedono un’impennata inattesa e preoccupante di ospedalizzazioni. E questo accade anche quando le previsioni dicevano che contagi e ospedalizzazioni sarebbero addirittura calati. Ecco perché – ha ribadito – ci troviamo in forte difficoltà nella gestione di questa epidemia”.

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