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Trento

Finanziaria 2021-2023: Fugatti punta sul Recovery Fund, tre fondi d’investimento e sull’indebitamento

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Si è aperto ieri mattina in Consiglio provinciale – con l’illustrazione da parte del Presidente della Giunta Maurizio Fugatti l’esame della manovra finanziaria della Provincia.

3 i disegni di legge (collegata, stabilità e bilancio) che l’aula affronterà la prossima settimana, in videoconferenza lunedì e martedì e in presenza da mercoledì e fino al completamento dell’ordine del giorno.

Il presidente Fugatti ha aperto il proprio intervento sulla manovra collocandolo nel difficile momento che stiamo vivendo, paragonabile ad una guerra, che non lascia intravedere certezze sul futuro.

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Il Trentino ha saputo fare fronte comune, pur nelle innegabili difficoltà – ha premesso- ed “abbiamo saputo reagire con spirito positivo e con saggezza”, seguendo la strada del coraggio con aperture controtendenza e con l’adozione di protocolli sicuri come nel caso delle scuole dell’infanzia. Fugatti ha ricordato in questo contesto i 45 milioni di euro spesi per la scuola, per adeguarla alle nuove esigenze.

«Oggi siamo più organizzati rispetto alla prima ondata e siamo sempre, non a caso – ha continuato il governatore – siamo stati classificati gialli e rimasti fin qui tali. Dovremmo essere orgogliosi di questo e del nostro sistema sanitario, ha aggiunto. Innegabile che in questa situazione l’economia stia pagando un dazio altissimo, sopratutto in un territorio come il nostro caratterizzato da piccole imprese e molto incentrato sul turismo: dobbiamo rimanere fermi, anche se siamo sempre in movimento perché siamo un popolo capace di reagire in modo resiliente, incanalando risorse positive in ogni attività».

Fugatti ha elencato i numerosi interventi messi in campo insieme ai numerosi provvedimenti approvati già a partire dal mese di maggio, che «hanno cercato di far fronte a questa situazione e confidiamo che possano essere utili anche all’interno di una strategia di ampio respiro. Ma è il protagonismo dell’intera comunità trentina il vero patrimonio, la coesione, la solidarietà, lo spirito cooperativistico, la partecipazione e l’attaccamento. La crisi che stiamo vivendo richiede un patto per lo sviluppo economico e sociale del Trentino, ha aggiunto Fugatti: crediamo che da questo punto di vista sia fondamentale una fase di confronto che coinvolga tutti gli attori del mondo imprenditoriale, sindacale, politico, per avviare un percorso che permetta di uscire dalla crisi, formulando proposte e soluzioni capaci di farci ripartire. A tal fine, Fugatti ha annunciato l’indizione di una Conferenza dedicata da svolgersi nei primi mesi del 2021».

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SONO ANNI DIFFICILI, TENIAMO I PIEDI PER TERRA E NIENTE LIBRI DEI SOGNI DIFFICILMENTE ATTUABILI – Sono stati anni difficili, di continua emergenza, ha ricordato Fugatti, che ha poi elencato tutte le numerose iniziative di riforma avviate per affrontarli sul fronte sanitario, sociale, ambientale, della cultura e dell’istruzione sul fronte della ricerca, della mobilità ecc.

In un siffatto contesto, ha detto, con grande umiltà e al contempo con grande determinazione vogliamo puntare sull’innovazione, sulla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e della montagna, cercando di programmare il futuro migliore possibile in una strategia necessariamente “adattiva”, ovvero che si adatta costantemente al contingente, ma creando nel contempo le condizioni per le modifiche strutturali necessarie a fronteggiare le nuove sfide.

Abbiamo davanti un’occasione per rinnovarci, ha aggiunto, facendo leva sulle migliori risorse a disposizione: un’innovazione sociale ed economica, in una transizione verso una situazione di tenuta e di successiva ripresa che la Provincia deve guidare. Mi preoccupano poco le critiche sui difetti di visione, ha aggiunto, credo che i trentini preferiscano una Giunta con i piedi per terra rispetto a libri dei sogni difficilmente attuabili.

Il DEF nazionale prevede una ripresa nel 2021 pari al 6% e le istituzioni internazionali prefigurano l’allineamento del Pil nazionale a valori anti pandemia nel 2023. In un siffatto contesto  – ha detto ancora Fugatti – non possiamo farci autorizzare uno scostamento di bilancio per realizzare programmi visionari, dobbiamo contare sulle risorse che abbiamo, in base alle regole attuali, senza illusioni.

Il bilancio provinciale può contare solo sulla capacità del proprio territorio di produrre gettito, che attualmente usiamo per il 70-75% e non per il 90% come previsto dalla Costituzione. L’autonomia ha bisogno di uno stock di risorse maggiore di quello attuale, questo è il punto. Il 2022, quando mancheranno ben 350 milioni di euro non è lontano. Un futuro positivo si avrà solo mettendo a fattor comune le risorse pubbliche con il territorio, in una partita che implica un’ampia condivisione degli obiettivi.

In queste settimane stiamo elaborando con la provincia di Bolzano una richiesta al Governo di risorse straordinarie per le nostre autonomie, da restituire in tempi lunghi per un piano di bilancio e secondo un sistema di incentivi a favore delle imprese, perché il semplice sistema del ristoro dei minori gettiti causati dalla pandemia non è sufficiente.

Il dibattito a livello nazionale sugli obiettivi per l’utilizzo delle risorse Ue conferma che la Pat ha saputo muoversi con tempo e lungimiranza perché con Bolzano a settembre è stato presentato un paniere di progettualità, che il finanziamento nel Recovery Fund consentirebbe di realizzare.

IL TEMA CRUCIALE DELLE RISORSE: TRE FONDI D’INVESTIMENTO, IL RECOVERY FUND E L’INDEBITAMENTO –  Fugatti è quindi venuto agli aspetti della manovra, condizionata inevitabilmente da una fase contingente caratterizzata dal calo delle entrate, il medio termine da elevata incertezza riguardo i tempi della ripresa e dal progressivo esaurirsi dei gettiti arretrati. La Giunta ha messo a punto una strategia chiara volta a salvaguardare i volumi di risorse dirette alle esigenze del territorio e ai bisogni di cittadini.

Si è puntato alla messa in sicurezza delle risorse tributarie agendo con la collaborazione di tutte le forze politiche del Consiglio sul Governo nazionale, ha riconosciuto Fugatti. Il Governo ha garantito il ristoro pressochè integrale delle minori entrate del 2020, con l’impegno di un accordo analogo per il 2021. Per il medio termine la Giunta ha individuato un ampio ventaglio di strumenti per accrescere il volume delle risorse disponibili, che Fugatti ha così elencato:

Primo strumento: istituzione di 3 nuovi fondi a partecipazione pubblica e privata che prevedono l’apporto di risorse aggiuntive sul piano mobiliare per il finanziamento delle imprese, sul piano immobiliare per la rigenerazione di aree urbane, sul piano della riqualificazione e rilancio delle strutture ricettive anche in vista delle Olimpiadi del 2026.

Secondo strumento: risorse del Recovery Fund, un’occasione unica per il Trentino che ha presentato 32 progetti coerenti con il Piano strategico di ripresa e resilienza sulla digitalizzazione e che interpretano la strategia di rilancio del sistema locale perseguita dalla Giunta. A queste risorse si aggiungono quelle dei fondi strutturali europei, ma anche quelle di altri fondi statali ed europei che si possono recuperare attraverso progetti qualificanti.

Terzo strumento, il ricorso all’indebitamento, grazie al quale si conta sul recupero di 300 milioni nel triennio a venire, in una modalità coraggiosa e carica di fiducia che non deve spaventare. D’intesa con Bolzano si intende poi giocare la partita del recupero delle poste pregresse dei tributi erariali che spettano alle due Province che finora non si è riusciti a farsi riconoscere.

L’utilizzo efficace ed equo delle risorse è altrettanto importante del reperimento delle stesse, ha osservato il presidente. Ovvio che in questo contesto è assolutamente necessaria una condivisione forte da parte di tutti: remando tutti nella stessa direzione i risultati non possono che essere moltiplicativi.

Sotto questo profilo la Giunta intende avviare un nuovo percorso e con la manovra intende dare i primi segnali: revisione delle agevolazioni fiscali in termini di semplificazione, maggiore efficacia agli interventi pubblici, concentrazione delle risorse su ricerca, innovazione e internazionalizzazione, settori capaci più di altri di far crescere il sistema, sostegno delle imprese e dei lavoratori in difficoltà, del reddito delle famiglie, riqualificazione del settore turistico, alberghiero, cooperativo ecc., con una serie di misure in grado di accompagnare il passaggio di superamento della crisi. Lo stesso spirito anima la volontà di revisione del modello organizzativo dell’Azienda sanitaria, in una prospettiva di miglioramento dell’efficacia degli interventi con soluzioni diversificate in base ai bisogni espressi dai diversi ambiti e nel contempo in un’ottica di semplificazione: non per spendere meno, ma per spendere meglio. Questo significa aggiornare il modello hub&spoke a suo tempo pensato, favorendo alta specializzazione nei presidi sanitari centrali e una sanità territoriale più vicina alle persone.

Quanto al turismo, sono previste misure specifiche nella consapevolezza che questo rappresenta uno dei settori strategici per il nostro sistema. Di fronte alle ultime scelte del Governo occorre intervenire sull’economia considerato il peso sul nostro Pil del turismo invernale. Per questo è importante attivare risorse a sostegno degli operatori economici e degli occupati nella filiera. Bene le gare femminili di coppa del mondo in val di Fassa a fine febbraio, mentre di sci alpino si riparlerà dopo il 7 gennaio, quando vedremo se la stagione potrà ripartire. Previsti nella legge di stabilità un intervento speciale per gli operatori dello spettacolo e un intervento a sostegno del settore termale.

Una nota di particolare attenzione sui giovani, in questa nuova e complessa epoca chiamati ad affrontare scelte per il loro futuro e che devono essere ascoltati e valorizzati, accompagnati con la formazione e responsabilizzati. Dobbiamo dare loro strumenti capaci di orientarli nella loro vita futura, ha detto Fugatti: abbiamo per questo deciso di investire sulla Fondazione de Marchi affinché diventi punto di riferimento in questo senso e anche nel contrasto alle tossicodipendenze.

CONNETTERE IL PRESENTE CON IL FUTURO, LA VERA SFIDA – Infine la vera sfida: connettere il presente con il futuro, la difficoltà e la sofferenza con il realismo e le risorse per dare risposte di prospettiva credibili per il Trentino di domani. Fugatti ha insistito ancora, in conclusione, sul carattere inedito degli scenari presenti e futuri, scenari in cui molte delle ricette tradizionali sono inservibili e insostenibili. E’ certo che qui ci viene in soccorso la cultura dell’autonomia, precondizione delle scelte politiche di governo dell’amministrazione della cosa pubblica, ha aggiunto. In questo senso, sono tre gli interventi concreti nella manovra, in relazione al Trentino del domani: la sostenibilità economica, sociale ed ambientale; la capacità di innovazione in campo economico, sociale tecnico e pubblico con la digitalizzazione e la diffusione delle nuove tecnologie, elemento decisivo anche di tutela del territorio, infine un decisivo investimento sui giovani, che rappresentano il nostro futuro.

«Auspico un confronto rispettoso, propositivo, – ha concluso – sempre attento agli interessi della nostra gente e della nostra autonomia, ha concluso Fugatti, per far ripartire il Trentino verso un domani coerente con la nostra cultura e la nostra storia.»

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