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Val di Non – Sole – Paganella

Pejo Funivie: bilancio positivo (nonostante il Covid) e Cda rinnovato

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Nella foto a sinistra la Funifor PEJO 3000, in quella a destra il presidente Marco Dell'Eva e il vice Angelo Dalpez

Dieci anni fa, per l’inverno 2010-11 entrava in funzione la nuova Funifor PEJO 3000, una funivia da 100 posti che in pochi minuti conduce dalla località Tarlenta (a quota 2.000) sino ai 3.000 metri di altitudine nel cuore del gruppo dell’Ortles-Cevedale.

Un moderno e capiente impianto che sale sino in Valle della Mite, consentendo poi di tuffarsi in una meravigliosa ed emozionante discesa di 8 chilometri fino a Peio Fonti.

La nuova Funivia ha permesso di ripristinare, con un tracciato sciistico ancora più lungo e di maggior dislivello, la mitica pista Val della Mite nel fantastico scenario del Parco Nazionale dello Stelvio.

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Ma l’innovativo impianto ha avuto il merito, oltre l’inaspettato successo di questi anni, di rilanciare l’intera stazione invernale con la realizzazione di altri impianti e moderni servizi per una clientela sempre più attenta ed esigente.

I dati di questo ultimo decennio e del bilancio 2020 sono stati illustrati dal presidente di Pejo Funivie Spa Marco Dell’Eva nel corso dell’ultima assemblea, chiamata per l’approvazione del bilancio e per il rinnovo del Cda.

Numeri importanti, in crescita, tanto che prima del blocco dovuto alla pandemia a inizio marzo si registrava un +29% rispetto all’anno precedente.

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«Facendo i conti – ha detto Dell’Eva – abbiamo avuto una perdita intorno agli 800 mila euro. La Pejo Funivie, con un fatturato di 3.531.000 euro, e un utile di 390.409 euro, ha comunque chiuso, in questo anno particolarmente difficile dovuto al Covid, con 40 mila euro in più».

PIÙ DI 7 MILIONI E MEZZO DI INVESTIMENTI NEGLI ULTIMI 10 ANNI – Superano i 7 milioni e mezzo di euro gli investimenti attuati da Pejo Funivie negli ultimi 10 anni.

Nel corso dell’assemblea il presidente Dell’Eva è entrato nel dettaglio degli interventi principali. Nel 2011 è stato predisposto il bacino di innevamento per un costo di 1 milione e 850 mila euro, nel 2014 la pista Val Scura e l’innevamento (€ 160 mila), nello stesso anno anche il nuovo campo scuola (€ 250 mila), poi l’innevamento della Val della Mite fino a Pejo 3000 completato nel 2017 (€ 750 mila).

Nel 2016 è stato predisposto il nuovo impianto, la seggiovia quadriposto al Saroden (€ 2 milioni e 350 mila) e quindi la pista Saroden e Beverina (€ 360 mila).

Sono poi stati predisposti a completamento delle due piste le reti e i cunei per un costo di 120 mila euro, mentre nel 2019 è stato ideato e realizzato, sempre a cura della società, il kinderland estivo per 315 mila euro.

Tra il 2019 e il 2020 sono stati realizzati altri lavori, come l’allargamento della pista Doss dei Gembri (€ 850 mila) e l’innevamento della stessa (€ 320 mila). A completamento degli investimenti, è stato anche acquistato un mezzo battipista per 330 mila euro.

CDA RINNAVATO: CONFERMATI PRESIDENTE E VICE – All’assemblea tenutasi nella sala del Parco dello Stelvio, presenti alcuni azionisti mentre gli altri erano in “remoto” dopo l’approvazione del bilancio è passata al rinnovo del Cda in scadenza dopo tre anni.

Da ricordare che Pejo Funivie spa è una società partecipata con Trentino Sviluppo Spa (52%), il Comune di Peio ( 19%), Funivie Folgarida-Marilleva (14%), la Cassa Rurale Val di Sole (7%) e gli operatori turistici all’8 %.

Questo il Consiglio di amministrazione di Pejo Funivie per il prossimo triennio: Marco Dell’Eva presidente (confermato), Angelo Dalpez vicepresidente (confermato), Cristian Gasperi consigliere (confermato), Aurelio Veneri consigliere (nuovo), Roberto Giuffrida consigliere (nuovo).

La nomina del collegio sindacale, invece, ha visto eletti Paolo Carolli presidente, Alan Bertolini e Giorgio Barbacovi membri effettivi, Giulia Camillo e Sabrina Monti membri supplenti.

A chiusura dell’assemblea, il presidente Dell’Eva, oltre ai ringraziamenti ai consiglieri e ai sindaci uscenti, ha posto grande attenzione sul momento difficile che tutto il mondo, non solo quello della neve, sta attraversando e come il nuovo Dpcm, ha di fatto messo lo stop all’apertura degli impianti.

«Una grande perdita anche per le casse della società – ha concluso Dell’Eva – calcolando che il periodo natalizio influisce del 30% sul fatturato complessivo oltre a tutto l’indotto per la località: albergatori, ristoratori, maestri di sci, noleggiatori».

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