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Il ruolo politico di Futura e le dimissioni dell’Assessore Paolo Zanella

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In questi giorni stanno facendo molto discutere le annunciate dimissioni dell’assessore del Comune di Trento alla transizione ecologica, mobilità, partecipazione e beni comuni Paolo Zanella.

Prima però di dare giudizi affrettati credo sia necessario partire però da alcuni punti fermi. L’Assessore Zanella si è trovato suo malgrado a dover prendere atto delle dimissioni da consigliere provinciale del leader di Futura Paolo Ghezzi. Quest’ultimo, durante il commiato dal Presidente del movimento Piergiorgio Cattani, aveva peraltro già preannunciato l’intenzione di lasciare il Consiglio proprio a favore di Cattani, ma il destino evidentemente ha voluto diversamente.

Paolo Ghezzi ha deciso comunque di dimettersi dall’incarico di consigliere provinciale lasciando così il suo posto al primo dei non eletti di Futura alle provinciali del 2018 che corrisponde appunto al nome di Paolo Zanella.

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Una semplice surroga di un consigliere provinciale dimissionario, nulla di più e soprattutto nessuna crisi politica della maggioranza comunale.

Non sta certo a me giudicare le motivazioni politiche e personali delle dimissioni di Paolo Ghezzi. Penso che se una persona prende la decisione di dimettersi si deve andare avanti comunque. La politica non si ferma mai e se ci ragioniamo è giusto così.

Il punto politico è che Paolo Zanella aveva assunto solo da un mese l’incarico di uno dei più importanti e strategici assessorati dell’era Ianeselli. Per questo il Sindaco non ha preso bene le annunciate dimissioni dell’assessore reo di non averle condivise preventivamente con il primo cittadino.

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Credo però che Paolo Zanella saprà spiegare bene le sue motivazioni, ma non dimentichiamoci che lui aveva deciso di candidare alle provinciali dell’ottobre del 2018 prendendo quasi 1.500 voti personali proprio per essere eletto in Consiglio provinciale.

Secondo me lui si è trovato di fronte ad un bivio ed ha scelto di accettare l’incarico di consigliere provinciale per ragioni politiche e non certo personali. Se avesse ragionato solo sul piano personale sarebbe rimasto fermo con l’incarico di assessore che gli garantiva un incarico prestigioso fino al 2025 rispetto al più frustrante ruolo di consigliere provinciale d’opposizione con una durata ben più breve fino all’ottobre del 2023.

Ecco spiegate con assoluta semplicità e senza strumentalizzazioni politiche le decisioni assunte da Paolo Zanella. Al suo posto non vedo bene la nomina di un tecnico perché se il Sindaco Ianeselli ha deciso di optare per una Giunta politica deve continuare su questa linea. Il movimento di Futura può trovare al proprio interno, tra gli altri consiglieri eletti la persona a cui dare fiducia e se mancassero le competenze si può sempre rivisitare le competenze dei singoli assessorati.

Aprire una crisi politica al buio non avrebbe alcun senso perché non ci sarebbero validi motivi e credo non sarebbe neanche compresa dagli elettori che invece si aspettano di vedere realizzate le promesse fatte in campagna elettorale.

Andrea Merler

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