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Trento

Giovanni Coletti sposta la produzione in Lombardia: Il suo sfogo contro i dirigenti della provincia

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Coletti sposta parte della produzione in Lombardia. La notizia arriva attraverso una nota dell’imprenditore che negli ultimi tempi lamenta alcune lacune nel sistema sanitario e la poca considerazione di alcuni dirigenti provinciali della sanità nei confronti del «progetto Casa Sebastiano» e la difficoltà di fare impresa sul territorio

«Troppe le problematiche di crescita se stai in una valle dove fornitori e servizi fanno fatica a servire l’imprese, con la pandemia covid si sono accentuate le difficoltà a fare impresa soprattutto nelle zone di montagna dove da anni si sollecitano investimenti in collegamenti e servizi, esempio apice da 20 anni la zona artigianale di Mollaro dove operano oltre 400 persone è ancora in attesa di una struttura mensa e centro servizi, non si chiedeva solo al pubblico ma erano oltre 10/12 imprese che potevano di finanziare l’opera con una sinergia pubblico/privati.» – Questo lo sfogo di Giovanni Coletti imprenditore fra i più conosciuti in Trentino

Da qui la decisione dell’ufficiale alla repubblica di spostare parte delle sue produzioni in Lombardia dove i clienti sono più vicini insieme ai servizi, e dove c’è maggiore attenzione all’impresa.  L’imprenditore noneso, Mercoledi 18 Novembre, ha acceso in Lombardia la produzione di componenti e attrezzature per la Depurazione dell’aria della Ecotrentino che nel 2020 arriva al raddoppio del fatturato.

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«Mi chiedono perché questa decisione e rispondo che è qualche anno che analizzo da Imprenditore la collocazione diversa non per misera speculazione ma noi che investiamo molto nella salubridità dell’aria abbiamo trovato sinergie anche con università e istituzioni. Che almeno ci ascoltano e che sanno dire si o no , qui esistono solo non risposte ne si ne no Ibriditezza cosi non si può andare avanti.» – aggiunge Coletti

Prossimamente Coletti insieme alla sua famiglia deciderà se accettare le diverse richieste, «dopo aver saputo di un nostro interesse a spostarci su altre regioni al fine di trovare una soluzione per le nostre figlie eravamo coscienti e lo siamo tutt’ora che casa Sebastiano nella crescita non farà per loro, avevo Investito anche sulla progettazione del dopo di noi ma tutto tace, no risposte no visioni e questo ci farà, spero di no, fare delle scelte diverse lasciando nel caso un Trentino a cui abbiamo dato l’anima 30 anni di lavoro per l’Autismo, ci lascia un po’ di amaro in bocca ma se succedesse lo faremo a testa alta. Altre associazioni sono pronte ad accoglierci mi conoscono non mi fermo purtroppo fuori dalla mia terra Di origine ma per la qualità di vita delle mie ragazze faremo anche questo.»

Coletti ricorda tutte le dure sfide affrontate negli ultimi anni, sia a livello imprenditoriale che sociale, «partiremo sia imprenditorialmente che socialmente da altre parti, se questo succederà lo faremo senza panico ma con le idee chiare e sostenuti da altri territori che ci hanno dato molte più opportunità del Trentino. Le altre mie aziende per il momento rimangono in valle di Non. Poi vedremo le opportunità. Noi produciamo comunque già in Piemonte con Tama Aernova e se ci offriranno delle opportunità sposteremo fuori anche quella produzione. Io non voglio fare polemiche, continua l’imprenditore noneso – discuto anche animatamente ma col cuore, sempre, oggi si stà distruggendo quanto bene si era costruito con molte associazioni e cooperative che sono in crisi, ma di questo nessuno ne parla».

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Poi la stoccata contro i dirigenti della provincia (contro uno in particolare) che ritiene responsabili della poca considerazione tenuta nei confronti di Casa Sebastiano: «I dirigenti della pat stanno distruggendo il welfare Trentino facendo economia sulle spalle di disabili o diversamente abili, a loro vengono dati dei premi ai più deboli del Trentino invece tolgono risorse, una volta questi venivano cacciati a pedate nel sedere, oggi no, fanno, dicono, scrivono, manipolano dati e nessuno ha il coraggio di dirlo.» 

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