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Benessere e Salute

Defibrillatore: dov’è obbligatorio e perché è consigliata la sua presenza anche in casa

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Non è difficile, ormai, trovare siti dove comprare un defibrillatore online a ottimi prezzi e avendo la certezza di portare a casa uno strumento professionale e dalle performance ospedaliere.

Quello che rischia di essere meno chiaro è, invece, quando e dove installare un defibrillatore è obbligatorio. Fatta eccezione di alcuni luoghi specifici (come palestre, scuole, eccetera), in molti casi la presenza di un defibrillatore è in Italia solo fortemente raccomandata.

Chi curi o gestisca un luogo pubblico o aperto al pubblico, cioè, può far installare un defibrillatore per maggiore sicurezza propria e degli avventori o se è particolarmente sensibile al tema della prevenzione cardiaca, ma non è obbligato a farlo.

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Anche in ambito aziendale non ci sono particolari vincoli: alcune aziende, tra quelle che più investono in sicurezza sui luoghi di lavoro, fanno installare dei defibrillatori automatici o semiautomatici nei loro locali e individuano dipendenti a cui far seguire corsi di primo soccorso o BSLD, in modo da essere pronti a gestire ogni eventuale emergenza.

Interessante è, però, il fatto che alcuni comuni abbiano incentivato, con apposite ordinanze, i condomini, specie quelli più grandi, a dotarsi di un defibrillatore: posizionato in androni, pianerottoli o spazi comuni e facilmente accessibile a tutti i condomini può rivelarsi un vero e proprio salvavita.

Perché è importante una diffusione capillare di defibrillatori semiautomatici e domestici

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Se c’è una cosa che le statistiche dicono chiaramente è, infatti, che la maggior parte di attacchi cardiaci avvengono in luoghi extraospedalieri e, quasi sempre, in luoghi familiari alla vittima, come la propria abitazione appunto o il posto di lavoro.

La presenza di defibrillatori sul territorio – e, proprio a proposito, sono all’attivo numerosi progetti che hanno come obiettivo quello di mappare e geolocalizzare i defibrillatori presenti in ogni comune – può rivelarsi, insomma, per certi versi più importante ancora della loro presenza in ospedale, soprattutto se si tratta di defibrillatori DAE e defibrillatori automatici, utilizzabili al bisogno da parte di tutti, anche di personale non medico.

In caso di attacco cardiaco, infatti, ricevere soccorso nei primi minuti è essenziale per limitare i danni e aumentare la possibilità di sopravvivenza: si stima, per esempio, che entro cinque minuti dal malore si abbia il doppio, se non il triplo, di possibilità di sopravvivere indenni. Spesso chi si trova vicino a una vittima, intimorito dalla situazione, si limita a chiamare il primo soccorso – ed è, va da sé, un’azione indispensabile – quando, intervenendo correttamente, potrebbe già prestare la prima assistenza al paziente.

Una conoscenza diffusa di cosa sono, come si utilizzano e dove si trovano dispositivi salvavita come i defibrillatori semiautomatici è indispensabile proprio in questo senso, almeno quanto lo è una loro diffusione più capillare.

Sapere, cioè, che ci sono defibrillatori in grado di guidare passo passo il first responder a posizionare le apposite piastre e misurare, in questo modo, automaticamente il ritmo cardiaco della persona che ha avuto il malore, suggerendo se sia necessario defibrillare e a che intensità ed essendo sicuri che un sistema di sicurezza impedisca di operare nella maniera sbagliata, potrebbe spingere più persone ad agire proattivamente davanti a un attacco cardiaco.

Quanto detto fin qua suggerisce anche perché, per quanto non obbligatoria, anche la presenza di un defibrillatore in casa sia un buon punto di partenza per una migliore e più diffusa prevenzione cardiaca.

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