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Io la penso così…

La falsa e disorientante narrazione della sinistra che crea ansie e paure

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Spett.Le direttore,

è  davvero surreale l’appello promosso da esponenti, per lo più orientati a sinistra, del sindacato e del mondo del sociale, appello che, in sintesi, sostiene che la Provincia fornisce “dati falsi” al Ministero e che per questo il Trentino non è, come molte altre Regioni,zona rossa”.

In questi anni si è costruita l’errata narrazione per cui l’inetto Fugatti dovesse apprendere dall’omologo dell’Alto Adige/Sudtirol. L’idea quindi che i dati complessivi della Provincia di Trento siano migliori rispetto a quelli della Provincia di Bolzano è piuttosto disorientante proprio perché smentisce questa narrazione.

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Ed allora, sicuramente, “ci sarà sotto qualcosa”. Davvero triste che persone così autorevoli, in una fase storica già di per sé complicata, alimentino ansie e preoccupazioni dei cittadini per una cinica polemica politica (per fortuna che era Salvini quello che “governava con la paura”).

Come ha confermato il direttore del ministero della salute Giovanni Rezza il Trentino sarebbe comunque zona gialla anche se venissero considerati tutti i tamponi veloci nell’immediato (strumento peraltro bocciato dal virologo Palù in quanto “sono troppi i falsi positivi”): vengono infatti impiegati dal Governo 21 parametri per determinare il “colore” delle Regioni (sono tutti falsificabili dal “cattivo” Fugatti?)

Siamo poi sicuri che, anche se stringessimo ulteriormente le limitazioni, il contagio rallenterebbe? Non è forse una “buona cosa” che alcune attività possano, in sicurezza, proseguire garantendo comunque un minimo di continuità aziendale ed occupazione?

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La crisi economica che si svilupperà nei prossimi mesi ed anni avrà effetti fortissimi tali da modificare i connotati strutturali della nostra società. Il nostro welfare, la nostra cultura, le nostre aspettative individuali e collettive, la dignità delle persone sono, tra gli altri, elementi di un sistema fondato sullo sviluppo e la crescita.

Sono temi che dovrebbero interrogare profondamente le forze sociali che non dovrebbero limitarsi esclusivamente ad invocare le chiusure. Le chiusure indiscriminate infatti non colpiscono tutti allo stesso modo.

I soggetti più deboli, in particolare quelli che lavorano nei servizi con impieghi precari, professionisti e piccoli imprenditori saranno in gran parte travolti dalla crisi in atto. Non tutti sono dipendenti pubblici o pensionati con lo stipendio sicuro.

Stupisce (ma fino ad un certo punto) che il sindacato sia così insensibile agli appelli del mondo del lavoro stagionale in gravissima difficoltà (come testimonia la lettera di Sara Brigadoi pubblicata su un media Trentino il 17/11) ed invece sia molto attento ad alimentare polemiche politiche con accuse gravissime alla Provincia.

Francesco Misano – Trento

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

 

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