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Trento

Sfumature Bondage a Trento: la storia dell’insospettabile ragioniera Stefania

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La protagonista della nostra intervista è una ragioniera che lavora in uno studio di commercialisti della provincia di Trento. Insospettabile, ha cominciato a conoscere il bondage grazie alla frequentazione di un uomo.  «Ma già da prima, dopo aver letto il Libro erotico “Cinquanta sfumature di grigio” (scrittrice londinese Erika Leonard), la mia fantasia ha cominciato a girare a mille e la voglia di provare quelle esperienze era diventata quasi ossessiva» – ricorda Stefania (nome di fantasia)

Le fantasie erotiche, per molto tempo considerate un tabù, oggi vengono più facilmente accettate dalle donne. Aumentano il desiderio, aiutano a mantenere un buon equilibrio psichico e consentono una sessualità più sviluppata.

La trasformazione delle fantasie sessuali in realtà spesso unisce ancora di più la coppia ed è da considerare come uno dei punti cardine dell’erotismo maschile e femminile. Queste fantasie possono essere costituite da una o più immagini, oppure articolarsi attorno ad uno scenario più strutturato.

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Pur sapendo che le ricerche sull’immaginario erotico risultano ancora oggi di difficile realizzazione i medici specializzati in modo quasi unanime affermano che la maggior parte delle persone, chi più, chi meno, produce fantasie erotiche.

È confermato anche che più una persona ha una fantasia fervida – e ravvisabile in varie sfere della sua vita – e più sarà incline ad avere fantasie erotiche.

Quando si parla di Bondage il riferimento è legato alle fantasie sulla dominazione, sulla sottomissione e la costrizione e, precisiamo, non alla violenza.

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Fantasie queste comuni siano nella donna che nell’uomo anche se magari in modo diverso. «Personalmente – racconta Stefania a questo proposito – la mia fantasia ricorrente era quella di essere dominata ma poi attraverso le esperienza ho capito che adoravo anche sottomettere indipendentemente donne e uomini»

Stefania quindi comincia a conoscere anche lati nuovi della sua sessualità: come appunto la bisessualità. «Il percorso del Bondage è come una strada con molte fermate, decidi tu quale scegliere per scoprire un gioco nuovo, sei sempre tu la protagonista del tuo destino, quale esso sia. Non ci sono costrizioni nelle scelte che vengono fatte liberamente da tutti concordando prima fin dove si può arrivare» 

«Spesso – aggiunge Stefania –  la condivisione di una fantasia sessuale migliora la comunicazione all’interno di una coppia e stimola l’eccitazione. Succede anche che, se determinate fantasie si rivelano stuzzicanti ed interessanti per entrambi (e non per uno solo), la loro condivisione verbale può essere lo spunto per una successiva realizzazione pratica. Purtroppo, spesso, e questo è risaputo, per imbarazzo, per paura del giudizio o per la paura di turbare il partner non si riesce a parlare liberamente del proprio immaginario erotico.

Stefania, ma alla fine cos’è una fantasia erotica?

«Credo sia la rappresentazione immaginaria di desideri consci o inconsci. Questo fenomeno, oltre alla sessualità, riguarda anche il desiderio e il piacere in generale. Infatti dopo aver provato queste esperienze aumenti la tua autostima, sei gratificata e ti senti quasi completa. Ma attenzione, contrariamente al comune pensiero, molto spesso sono le donne ad avere una più fervida fantasia, anche se poi fanno fatica a parlarne con il proprio partner.» 

Per lei le fantasie quando sono iniziate?

«Dopo i 25 anni quando ero single. Poi ho avuto una lunga storia d’amore durante la quale queste fantasie erano sparite completamente oppure erano molto blande. Poi la fine della storia le ha fatte ritornare prepotentemente. In particolare mi piaceva l’idea di essere in qualche modo dominata, tra le lenzuola».

E poi?

«7 anni fa ho incontrato una persona con cui ho avuto una relazione durata circa 3 anni: lui aveva molta esperienza nel campo e fra un discorso e l’altro mi ha raccontato le dinamiche delle sue precedenti relazioni dove era sia dominatore che dominato. Naturalmente piano piano mi sono avvicinata a queste esperienze, con curiosità ho provato, e grazie alla sua abilità nel salire gradatamente di intensità di sessione in sessione mi sono sentita davvero gratificata» 

E a distanza di 7 anni vive ancora queste esperienze?

«Si, nonostante la rottura del rapporto con questa persona ho deciso di continuare questo percorso. Le occasioni non sono molte se non hai un partner, ma fuori regione ci sono molte opportunità e la conoscenza di persone molto intelligenti mi ha dato la possibilità di continuare quello che per me è rimasto un intrigante e affascinante gioco del piacere»

Rifarebbe quindi tutto?

«Certamente si, forse anche prima. Anche se sono convinta che solo verso l’inizio della maturità si possa godere appieno di questi momenti trasgressivi»

Nei confronti delle persone che non hanno le sue abitudini come si sente?

«Molto fortunata. Mi sento quasi superiore perché conosco la differenza fra i rapporti tradizionali e quelli trasgressivi, perché conosco come ci si sente dopo….ma soprattutto perché mi sento libera e questa per me è una condizione mentale che mi appaga e mi riequilibra il corpo e la mente»

La sua indole è quella di essere sottomessa?

«All’inizio si, ma ora assaporo anche il piacere di dominare gli altri e capire che sono io lo strumento del loro piacere e questo mi gratifica molto. Io adoro mettermi sempre in gioco, è una sfida con me stessa» 

Tanti pensano che questa pratica porti al dolore fisico, è vero?

«No, molti confondono il bondage con le pratiche sadomaso. Il bondage invece è una sorta di arte del legare e indica un’insieme di attività sessuali basate su costrizioni fisiche (consenzienti) in cui ci si lega, ci si imbavaglia, e dove si usano magari degli strumenti che potrebbero far male ma che se usati in modo soft in realtà provocano piacere.»

Cosa la gratifica maggiormente durante queste esperienze?

«La consapevolezza di scegliere di superare i miei limiti e aumentare la mia autostima e sicurezza. Quando gioco con il mio partner, è motivo di enorme soddisfazione per entrambi. Fare sesso dopo una sessione di bondage e usarlo come preliminare, può diventare un’esperienza davvero totalizzante».

Che consigli vuole dare per chi inizia queste esperienze?

«Di trovare la persona giusta, di non forzare mai le cose, di ascoltare bene voi stessi e di comportarsi in modo spontaneo, libero e con naturalezza pensando che non si fa nulla di male. E una raccomandazione: non incontrate persone di cui sapete poco e in situazioni private: questa è la condizione fondamentale per evitare di trovarsi nei guai».

I suoi amici sanno che adotta queste pratiche?

«No, per questo ho deciso di avere una sorta di doppia vita»

Per chi ha provato queste esperienze è possibile avere una storia d’amore chiamiamola tradizionale?

«Questo non lo so anche se a parer mio diventa complicato. Per il momento questo problema per me comunque non si pone»

Fantasie, immaginazione e una diversità quotidiana che apre degli scenari nuovi per chi vuole mettersi in gioco. «Ma anche problematiche del mondo reale, al quale il nostro Io, magari cerca di fuggire per qualche ora – conclude Stefania – fra i sogni e la realtà, pulsioni e  divieti, che però procurano evasione e gratificazione. Per questo poi ti senti leggera ed emozionata e non vedi l’ora che arrivi la sera dopo per ricominciare».

 

 

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