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Trento

Cocaina, crimine e delinquenza sotto il naso di Dante

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Se il sommo poeta fosse vissuto ai giorni nostri come avrebbe classificato la piazza in cui lo hanno collocato? La risposta la sapete, e anche il perché.

Sotto il suo naso aquilino nella piazza d’entrata di Trento sono da troppo tempo tornati i Lanzichenecchi a saccheggiare tutto ciò che trovano a disposizione: le anime dei nostri figli minori e maggiori, la nostra sicurezza, la nostra salute, i nostri risparmi, ultime ma non ultime le nostre biciclette.

Covid o non Covid nulla è cambiato, i ragazzini continuano ad assumere le loro dosi quotidiane di eroina da sniffare o spinelli che li proiettano in modo fulmineo nel mondo delle droghe pesanti. I professionisti più deboli, ai quali non basta più lo spritz per reggere lo stress, continuano a cercare la loro dose di cocaina (e magari se la fanno portare anche a domicilio), i vecchi tossici, o quelli che sono già sulle pagine degli annunci mortuari per overdose, invece la loro fata (fatale) se la fanno direttamente in vena.

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In questa giostra del business criminale che si svolge sotto gli occhi di tutti ci sono loro, africani, spesso nigeriani, nordafricani, spesso tunisini. Gli albanesi sono più furbi e meno identificabili dato che sono bianchi di pelle e parlano italiano meglio di noi. Loro portano i chili, organizzano, coordinano e guadagnano pozzi di soldi.

Sotto il naso di Dante ci scappa ogni tanto qualche coltellata, qualche overdose, spesso risse. I bambini che giocano, a fronte di una riqualificazione onerosissima per i contribuenti, si contano sulla punta delle dita. E pensare che quelli del Partito Democratico pensavano di risolvere il problema di Piazza Dante spendendo 800 mila euro dei contribuenti per valorizzare Piazza Dante. L’ingente spesa – secondo il centro sinistra -sarebbe servita per allontanare gli spacciatori e i criminali dalla piazza.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti e sotto il nasone del povero Dante Alighieri: i delinquenti sono quadruplicati e i consumatori sono dieci volte più di prima. 

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Insomma un nuovo oneroso (per le tasche dei trentini) e drammatico fallimento.

E accanto al naso di Dante ci sono anche quelli dei nostri consiglieri provinciali, che guardano smarriti e allargano le braccia, impotenti, magari maledicendo chi la piazza dovrebbe gestirla, il Comune.

Dietro a tutto questo una macchina costosissima, fatta di centri di accoglienza, servizi sociali, case protette, case Itea, impegno gravoso delle Forze dell’Ordine, processi lunghi o brevi quasi sempre a favore del reo e con avvocati d’ufficio, che naturalmente paghiamo noi, e ci mancherebbe. E poi politici buonisti che di portarsene qualcuno a casa loro non se ne parla proprio….

I cani antidroga, pur lavorando incessantemente, fanno quello che possono. I loro conduttori sono tra le élite della Guardia di Finanza. Ma sono pochi, e non possono certo lavorare 24 ore su 24. Basterebbe aumentare il loro numero anche per la Polizia Locale, ma si è preferito prima abbellire, tra bar per forza senza avventori e turisti increduli, una piazza ad uso e consumo di spacciatori e clienti. Avranno pensato: se devono spacciare e delinquere, stiano almeno in un bell’ambiente.

Del resto il sindaco precedente verrà ricordato alla stessa stregua di una lampadina fulminata, se non per la stasi perenne a cui ha condannato la città sotto il suo mandato. Questo nuovo sindaco sembra più sveglio, lasciamogli il tempo di maledire quanto ha ereditato dalla disastrosa amministrazione precedente, e vedremo se mantiene le promesse.

Ma il problema è ideologico, finché che non ci liberiamo del buonismo non ne veniamo fuori. E il buonismo, ahimè, è l’anima della sinistra da quando ha fatto il patto scellerato con la ex-DC. Il buon pastore dice: Lasciate che i pargoli vengano a me. E i pargoli portano soldi, centri di accoglienza, poi autonomamente fanno soldi, spesso spacciando, o facendo prostituire le donne, come insegnano i nigeriani. Ma in nome dei diritti civili, spesso degli altri però, si può fare anche questo.

L’attuale leader australiano ha recentemente fatto un discorso molto semplice, quello che pensa il 90% delle persone sensate in ogni parte del mondo, ovvero: Se voi musulmani non vi integrate, abbracciate le nostre leggi, le nostre regole, le nostre libertà, anche di opinione, faticosamente conquistate, potete tornare nei vostri paesi. Verrà eletto fin che vive.

Noi abbiamo paura a fare il presepe in classe oppure ad attaccare un crocefisso su un muro, o peggio festeggiare il Natale con rappresentazioni e canzoni cantate dai bambini. Bei tempi, quelli della nostra giovinezza. Ora la paura è che sparisca anche Babbo Natale, non si sa mai che a qualcuno dia fastidio anche quello. 

Abbiamo parlato di musulmani non a caso. Chi spaccia lo fa sì per soldi, ma dietro c’è un’idea accarezzante: fotto il cane infedele. Lo sopprimo nei suoi affetti, nella sua economia, nella sua confort-zone. Avvelenandolo. Chi parla di Guerra Santa non ha tutti i torti. In proposito consiglio vivamente di guardare la puntata che andrà in onda lunedì 16 su Voce24news. Uno spacciatore pentito ne racconterà di belle sullo spaccio a Trento. (Qui il trailer)

Quei quattro idioti che spacciano rappresentano un disegno più grande di loro, fottere l’occidente e questo lo dice anche il pentito.

Ma lo dice qualsiasi agenzia di informazione geopolitica. Ma chi legge le agenzie di informazione geopolitica? Sicuramente non i governanti locali, perché avrebbero messo riparo alla cosa in primis chiudendo con pesanti cancelli piazza Dante, l’ex-fiore all’occhiello di Trento, per poi rompere le palle nei quartieri difficili, Gardolo e Cristo Re in testa.

Pensiamo che ogni persona di buon senso abbia imprecato, se non vomitato di fronte al fatto che le istituzioni abbiano liberato uno spacciatore tunisino che ha mandato quasi al creatore un rappresentante delle forze dell’ordine, e restituito a lui (spacciatore ricordiamo) soldi e oro e intimandogli di starsene nella propria lussuosa villa ai domiciliari. (qui articolo)

Ecco, un paese normale lo vorrebbe in isolamento e poi ai lavori forzati, e ce ne scusi il suo avvocato, pensiamo d’ufficio, supponiamo pagato da noi, visto che ufficialmente il pregiudicato non lavorava. Non è colpa dei giudici, loro applicano la legge, ed è la legge ad essere farlocca.

Allora la gente si chiede di chi è la colpa. È legittimo. Chi fa le leggi farlocche? Il parlamento. Chi c’è in parlamento da qualche anno? Chi ha fatto promesse elettorali prima e dopo questa legislatura? Siamo daccapo. Il movimento 5 stelle che doveva spaccare il mondo è ancora ostaggio di una sinistra buonista e garantista per convenienza. Rinnegando vergognosamente quanto fatto in collaborazione politica con la Lega.

Così, ci troviamo un ex-Ministro degli Interni (Salvini) indagato, che supponiamo farà la fine di Maroni, assolto su tutta la linea ma rovinato politicamente e umanamente dopo due condanne irreali in primo e secondo grado.

Noi invece ci troviamo uno spacciatore nella sua lussuosa villa dopo aver massacrato un rappresentante delle Forze dell’Ordine e spacciato magari ai nostri figli minori. Se ne starà tranquillo presumiamo a giocare alla playstation e fare affari come prima.

Succede quindi che un rappresentante importante delle opinioni mass mediali (Brumotti) venga a Trento e venga preso a calci dagli spacciatori, padroni della piazza e che uno di loro arrestato per l’aggressione ad un carabiniere sia libero di «operare»  già il giorno dopo in centro storico di Trento. Dire che è una figura di merda è poco.

Siamo preoccupati per il Covid? La peste l’abbiamo già in casa da un pezzo. Dante non ce ne voglia, è solo colpa nostra. Caro Dante, tu con la tua mano protesa che hai accarezzato generazioni di bambini che felici venivano a vedere i cigni nello stagno, perdonaci. Qui a Trento non potrai rappresentare ne il Paradiso ne il purgatorio, ma solo l’inferno.

Ma, ti promettiamo, non è finita qui.

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