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Valsugana e Primiero

New Lido sulle restrizioni ai bar e ristoranti, Ravanelli: «La gente è stufa e in difficoltà».

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Costretti a chiudere nella prima ondata di coronavirus i ristoranti anche dopo la riapertura hanno dimezzato la clientela a causa dei lavoratori che operano in smart working. Per loro quindi la crisi è profonda.

Poi, nonostante il tentativo del governatore Fugatti che coraggiosamente ha tentato di tener aperti ristoranti e bar, hanno dovuto chiudere alle 18.00 rinunciando quindi alla maggior parte della clientela.

Siamo stati da Nicholas Ravanelli,  al quale abbiamo fatto delle domande in merito ai Dpcm e alle restrizioni per i locali e alla situazione in generale.

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Lui ed il fratello gestiscono il New Lido, un bar e ristorante a Baselga di Pinè e sono stati costretti a chiudere in anticipo e fare le vacanze previste per febbraio. Senza subbio, come detto, la ristorazione è uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria.

Allora Nicholas, il Lido è stato chiuso questo mese, avete optato per questa scelta a causa delle nuove restrizioni? Rispetto all’anno scorso avevate molti clienti in meno?

“Abbiamo anticipato la chiusura del locale di un mese poiché l’ultimo dpcm  che prevedeva la chiusura alle dieci non ha fatto altro che spaventare la clientela; da quando è uscito il decreto abbiamo visto il calo sostanziale di persone.

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Per quanto riguarda il periodo estivo noi abbiamo avuto probabilmente un aumento delle persone grazie alla posizione strategica del Lido e grazie al fatto che noi abbiamo molto spazio all’aperto rispetto ad altri bar e ristoranti.”

Conte ora ha chiuso tutti i locali e i ristoranti alle 18, ha fatto bene?

“Non so dirti se ha fatto bene o male perché Conte ha dovuto affrontare una situazione molto difficile.

So però per certo che con queste restrizioni, il governo ha tagliato le gambe a moltissime attività; per quanto riguarda il mio settore, sopravvivranno solo quelle che in passato hanno risparmiato ed hanno un po’ di soldi da parte. Già dopo la prima ondata le attività erano state fortemente danneggiate, dopo la seconda la situazione è peggiorata ancora di più; la situazione è grave.”

E invece cosa ne pensi del nostro governatore Fugatti che si è opposto al governo ed è riuscito per alcuni giorni a posticipare le chiusure?

Fugatti ha compiuto un grande atto di coraggio, ha cercato in buona fede di andare contro le disposizioni del governo per dare una mano ad attività come la mia nella quale si lavora in determinate fasce orarie.”

Trovi giusto che il Trentino ora si sia dovuto adattare oppure pensi che bisognerebbe avere più capacità di scelta ?

“A parer mio la nostra amministrazione provinciale dovrebbe avere più libertà in questa situazione per il fatto che noi, come Trentino abbiamo dimostrato di saper gestire meglio la situazione rispetto ad altre regioni o posti.”

A Napoli, Roma, Torino e. in altre città sono scoppiate delle rivolte, quei cittadini hanno fattobene a ribellarsi? Ci vorrebbe una rivolta anche a Trento? Se ci sarà parteciperai?

“Il modo di ribellarsi distruggendo vetrine e usando la violenza non è sicuramente quello migliore per risolvere la situazione, detto ciò, queste manifestazione sono un dato che ci indica come la gente sia stufaLe persone sono in seria difficoltà, la situazione comincia a pesare sempre più, gente che ha famiglia e magari anche dei dipendenti, non riesce più ad andare avanti. Per quanto riguarda le manifestazioni pacifiche, purtroppo non sono riuscito a partecipare a quella che c è stata a Trento di recente ma sicuramente se ce ne sarà un’altra, anche io mi farò sentire.”

Quando si potrà ritornare a lavorare come prima secondo te? Riapriremo nel periodo natalizio?

“Se si riaprirà durante il periodo delle vacanze di Natale, sarà solo per una questione economica, non vedo come il virus potrebbe sparire da qui ad un mese. Detto ciò io sono indeciso se la riapertura sarebbe giusta oppure no, bisognerebbe capire la gravità effettiva di questo virus perché fra anni magari si potrebbe capire che è una presa in giro… non lo so neanche io cosa dirti al riguardo.

A questo punto però mi verrebbe da dire, se hanno tenuto chiuso fino ad ora, direi di continuare a tenere chiuso, pur andando contro i miei interessi, piuttosto di ricominciare a lavorare con tutte le norme soffocanti che c erano in precedenza tengano chiuso. Quello che abbiamo fatto  quest’anno è stato un doppio lavoro, da barista e da badante perché dovevamo essere perennemente attenti a quello che gli altri facevano.”

Come ti senti pensando ad una  nuova apertura?

Spaventato, solo al pensiero di ricominciare a lavorare dovendo costringere tutti a restare seduti, impedendo loro di andare a salutare i loro amici seduti altrove, ecc. mi sento preoccupatoAnche il bar è diventato più una prigione che una libertà.”

Cosa pensi che succederà, se succederà quando ci daranno il “liberi tutti” e si ricomincerà la vita come prima?

“Faccio festa per cinque giorni di seguito al Lido, dalla mattina alla sera.”

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