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Trento

La giunta mette una pietra tombale sulla discarica di Sardagna:«Non potrà essere più riattivata»

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La Giunta Provinciale, con un conchiuso di Giunta, ha approvato il piano di stralcio relativo alle discariche di inerti. Nel piano è presente anche la discarica di Sardagna che da oltre 25 anni è al centro di numerose polemiche.

Il sito di discarica si trova in un’area con penalità elevate, per la Carta di sintesi della pericolosità, per la presenza di fenomeni franosi.

Questo criterio è considerato in maniera diversa per i tre riferimenti da considerare: norma nazionale (D.Lgs. n. 36/2003), Regolamento provinciale sulle discariche (DPP 14-44/2005/Leg), Piano provinciale gestione rifiuti inerti (2013).

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In particolare, per l’Allegato 1 del D.Lgs. n. 36/2003, la presenza di frane è considerata una condizione di non idoneità non derogabile, come confermato e chiarito nell’ultima modifica in fase di approvazione.

Lo stesso criterio costituisce una condizione di non idoneità per la normativa provinciale per la quale, secondo il punto 5 dell’allegato A del DPP 14-44/2005/Leg, “non possono essere installate nuove discariche per rifiuti inerti, anche se le stesse siano già state localizzate – alla data di entrata in vigore del presente regolamento – dai piani comprensoriali e dai provvedimento comprensoriali di cui agli artt. 65, 66 e 67 bis del testo unico, salvo che le medesime discariche siano già state autorizzate, entro la medesima data, ai sensi dell’art. 84 del testo unico”.

Tuttavia, per il punto 5 dello stesso allegato A del DPP 14-44/2005/Leg, “l’ampliamento – ivi compresa la realizzazione di nuovi lotti contigui – o la modifica delle discariche esistenti per rifiuti inerti, qualora sia già intervenuta la localizzazione ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 bis del testo unico alla data di entrata in vigore del presente regolamento e la stessa interessi le aree e i siti di cui al punto 1, sono ammissibili:

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a) qualora nelle stesse siano conferiti esclusivamente i rifiuti elencati nella tabella 1 annessa all’articolo 5 del decreto ministeriale 3 agosto 2005 [da leggere tabella 1 del DM 27/09/2010];

/b) previa acquisizione del parere favorevole dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e del servizio geologico provinciale”.

Più restrittivo è invece il Piano provinciale dei rifiuti inerti che definisce le aree ad elevata pericolosità del PGUAP (equivalenti alle aree con penalità elevate per la Carta di sintesi della pericolosità) non idonee alla localizzazione di un impianto di recupero o smaltimento dei rifiuti inerti .

Alla luce di tali considerazioni, stando al criterio più restrittivo del Piano dei rifiuti da C&D del 2013, la discarica non può essere localizzata, stante la pericolosità dell’area.

La parte occidentale della discarica, costituita da quasi la metà dell’area, rientra inoltre nella fascia di 300 m dall’area agricola di pregio sita a ovest, imposta quale condizione di non idoneità per l’art. 65 del D.P.G.P. 26 gennaio 1987, n. 1-41/Leg., non derogabile.

La zona sud del sito si trova inoltre in area a bosco, anche questi considerati come criteri non derogabili dalla normativa nazionale, ma derogabile da quella provinciale previa verifica.

Il sito rientra anche nell’area sismica 3, in parte in tutela ambientale, in parte all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, considerate condizioni di non idoneità da poter tuttavia superare con valutazioni specifiche.

Per ultimo, la discarica si trova vicino all’abitato di Sardagna e prossimo alle case isolate a nordovest. Per tali fattori, la normativa impone la valutazione delle condizioni locali di accettabilità dell’impianto. In tal merito si evidenziano le numerose osservazioni pubbliche e la grande partecipazione dell’assemblea pubblica riscontrata durante l’ultima istruttoria di VIA.

Alla luce della trattazione riportata sopra, considerando le condizioni di idoneità più restrittive tra la normativa nazionale e quella provinciale, si ritiene che il sito non sia idoneo alla realizzazione di una discarica, pur ritenendo necessario prevedere un contenimento geotecnico del sito, eventualmente accompagnato dal mantenimento del sistema teleferico di trasporto del materiale per non andare ad incidere nel centro abitato.

«Ci siamo sempre battuti a riguardo per trovare una soluzione a un problema che investiva non solo un’intera comunità, ma tutta la cittadinanza dato che la questione non poteva essere ascritta al solo quartiere di Sardagna. Ora vedremo come proseguirà l’iter che comunque dovrà coinvolgere sia il Comune sia il proprietario del sito, ma si inizia a vedere una chiara soluzione a un tema delicato e che ha visto tutte le forze politiche convergere con noi circa l’esigenza di procedere allo stop della discarica di Sardagna. Voglio ringraziare l’Assessore Tonina e tutta la giunta provinciale a trazione Lega per l’attenzione riposta al tema. La Lega c’è e lo ha dimostrato prima in Consiglio comunale e poi – con i fatti – in Provincia. Di sicuro non utilizzando il tema come uno spot elettorale», questo quanto affermato dal Consigliere provinciale Katia Rossato in merito alla redazione del Piano provinciale gestione rifiuti – stralcio rifiuti speciali della Provincia Autonoma di Trento che nei fatti punta allo stop riguardante la realizzazione della discarica di Sardagna.

Ad intervenire è stato anche il Consigliere provinciale e Referente della Lega per la città di Trento, Devid Moranduzzo, che ha affermato: «Bene la volontà di procedere alla chiusura della discarica di Sardagna da parte delle istituzioni provinciali, dimostrazione di come la Lega senza troppe chiacchiere, ma agendo con i fatti, punta a risolvere le problematiche dei cittadini. Si tratta del resto di un problema riconosciuto trasversalmente da tutte le forze politiche, ma anche dai tecnici. Infatti, in particolare, per l’Allegato 1 del D.Lgs. n. 36/2003, la presenza di frane è considerata una condizione di non idoneità non derogabile del sito. Al contempo la parte occidentale della discarica si trova vicino ad un’area agricola di pregio, elemento che rende l’area non idonea a essere una discarica»

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