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Io la penso così…

Mamma Trentina scrive al Ministro Azzolina: «Mascherine per i nostri figli castigo immotivato»

Pubblicato

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Spett. Le direttore,

Mi chiamo Maddalena Sordo e sono mamma di due bambini, uno dei quali frequenta la classe quarta primaria a Roveré della Luna

Vi scrivo per esprimere la mia preoccupazione riguardo la vostra decisione di recepire in toto le norme contenute nell’ultimo DPCM, incluso l’obbligo di mascherina al banco in posizione statica per i nostri bambini/ragazzi.

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Come ho avuto modo di dire alla nostra gentilissima dirigente scolastica, dott.ssa Lorenza Genetti, capisco che la gerarchia dei ruoli lasci poco margine d’azione e che le norme calate dall’alto non possano che essere applicate, ma vi prego di tenere presente la nostre istanze di cittadini partecipi e consapevoli, nonché di genitori preoccupati.

Ai nostri figli è stato chiesto il sacrificio più grande. Rinunciare alla socialità, allo sport, al parco giochi e alla scuola in presenza da marzo a giugno 2020. Scuola restituita a patto di rispettare un distanziamento fisico innaturale, che ha senz’altro inficiato sull’emotività e sulle modalità didattiche.

Siamo in emergenza sanitaria, e i ragazzi hanno accettato queste misure con grande abnegazione e impegno, tanto che ad oggi gli stessi pediatri curanti non denunciano focolai di infezione, anzi, dichiarano che il Covid-19 sostanzialmente ha un impatto quasi trascurabile sulla popolazione pediatrica.

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Eppure, nonostante protocolli molto rigidi e rispettati liturgicamente, si è deciso di imporre l’uso della mascherina perfino al banco, in posizione statica, per molte ore consecutive. Una misura che da genitore trovo davvero dura e contraddittoria se persino al ristorante, seduti, è concesso di abbassarla per respirare meglio.

La nostra dirigente mi ha spiegato che non è stata fornita una motivazione scientifico/sanitaria. La decisione è calata dall’alto.

Questo non mi sta bene. Se esistono motivazioni sanitarie dovrebbero essere spiegate ai noi genitori che a nostra volta le spiegheremmo ai nostri figli. Ma se fino a ieri il distanziamento fisico bastava, se fino a ieri la scuola non era luogo di contagio, chiedo perché penalizzare ancora i nostri ragazzi che stanno accettando stoicamente di vedere stravolte le proprie abitudini pur di mantenere una parvenza di vita normale.

Si è chiesto a noi genitori di firmare un patto educativo, nel basilare principio di collaborazione scuola/famiglia per educarli a divenire cittadini responsabili e consapevoli. Questa misura aggiuntiva ed esclusiva imposta alle scuola ha il sapore di un castigo immotivato, ad oggi, più che di una necessaria misura di contenimento del rischio sanitario.

Nel ringraziarvi dell’attenzione dedicatami, porgo distinti saluti e auspico una revisione del protocollo di sicurezza applicato alla scuola. Da genitore sto valutando un ritiro dalla frequenza di mio figlio se verrà a mancare una risposta coerente.

Maddalena Sordo

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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