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Politica

Sondaggi: adesso il governo Conte rischia davvero. Continua l’ascesa di Fratelli d’Italia

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Gli effetti economici e sociali dell’ultimo Dpcm di Giuseppe Conte cominciano a farsi sentire anche negli ultimi sondaggi politici elettorali dell’istituto demoscopico EMG-Acqua.

Conte perde in un solo colpo 5 punti di percentuale nei consensi e solo in una settimana. Le motivazioni sono molteplici ma si richiamano tutte all’emergenza della seconda ondata della pandemia da Covid.

Il rischio, a questo punto, è un cambio di governo e la ricerca di una nuova maggioranza allargata: Giuseppe Conte potrebbe fare da capro espiatorio, ma sembra chiaro che, senza la volontà reale di trovare fondi immediati, bisognerà scegliere se far crescere esponenzialmente il numero dei morti, restando aperti, oppure, chiudendo, far scoppiare una vera bomba sociale.

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Per quanto riguarda la fiducia nei leader gli italiani mostrano scarsa fiducia nel governo presieduto da Giuseppe Conte: il premier resta primo nella classifica dei leader, ma come detto perde 5 punti di consenso e scende a 40. Al secondo posto troviamo Giorgia Meloni con 38 (+1) e al terzo posto Matteo Salvini con 33 (+2).

A crescere più di tutti è Zaia che si trova al quarto posto con 28 (+3), soltanto al quinto posto troviamo Zingaretti con 26 (-1) e poi Bonaccini con 24 (+1). Il grande assente è il M5S: al settimo posto c’è Calenda con 21 (=), e soltanto all’ottavo posto Di Maio con 20 (=) a pari merito con Berlusconi e Toti, Chiudono Renzi con 15 (=) e Crimi con 9 (=).

Per le intenzioni di voto continua l’ascesa di Fratelli d’Italia, che conferma la terza posizione, ma anche e soprattutto dimostra di essere il partito che cresce costantemente: con un +0,3% il partito di Giorgia Meloni sale al 16,0%.

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Il Movimento 5 Stelle lascia sul campo solo un decimale e scende al 14,8%, così come Forza Italia che è al 6,3% e Italia Viva al 4,4%. Azione di Calenda è al 3,5% (-0,1%) ed è l’ultimo partito che supererebbe la soglia di sbarramento secondo la legge elettorale attuale.

Troviamo poi LeU al 2,9% (-0,1%), Europa Verde all’1,6% (+0,1%), +Europa all’1,5% (=), Cambiamo all’1,1% (+0,1%) e gli altri partiti al 2,5% (+0,3%).

Le forze che appoggiano il governo sarebbero al 42,6%, mentre l’opposizione al 47,3%. Il differenziale è di quasi il 5%.

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