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Italia ed estero

Il killer di Nizza era sbarcato a Lampedusa all’inizio di ottobre

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Nella foto di Toni Capuozzo il killer mentre viene medicato dopo essere stato colpito dai proiettili della polizia francese

Svelata l’identità del terrorista che ha decapitato due persone e ucciso una terza, (nella foto mentre viene medicato.). Si chiama Brahim Aoussaoui, tunisino, che è sbarcato a Lampedusa il 20 settembre, con un gruppo di altri migranti che si trovavano su un barcone,.

L’uomo era stato trasferito nel centro di identificazione e fotosegnalato dalla questura.

Per questo la polizia e i servizi di intelligence stanno adesso ripercorrendo le tappe del viaggio che lo hanno portato in Costa Azzurra. E soprattutto stanno verificando come mai non sia stato trattenuto nel centro di identificazione in attesa del rimpatrio.

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In tasca gli hanno trovato un foglio rilasciato dalla Croce Rossa Italiana ed è stato proprio il documento a consentire agli inquirenti francesi di identificarlo.

Nei confronti del killer di Nizza era stato emesso un decreto di respingimento del prefetto di Bari accompagnato da un ordine del questore ad abbandonare l’Italia entro sette giorni e nei suoi confronti non era stato disposto il trasferimento in uno dei Centri per i rimpatri poiché non c’erano segnalazioni.

Al momento si sa che Aouissaoui Bahrain è nato in Tunisia il 29 marzo del 1999 ed è arrivato agli inizi di ottobre in Italia. È sbarcato sull’isola, bloccato grazie ai controlli e portato in Puglia per le procedure di identificazione dei cittadini extracomunitari.  Dopo la foto segnalazione effettuata a Bari, era stato inserito nei terminali per «illecito ingresso in territorio nazionale».

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A pubblicare per primo la foto dell’attentatore è stato il giornalista Toni Capuozzo che ai numerosi internauti che non volevano che il tunisino fosse curato, dopo aver decapitato due persone e ucciso una terza, il famoso giornalista di mediaset a risposto: «A tutti gli amici che dissentono sulle cure prestate al terrorista, nella foto. Per me è sacrosanto curarlo, guarirlo, processarlo, condannarlo, detenerlo. Proprio perché non siamo come i fondamentalisti, perchè non vogliamo assomigliare a loro, perchè è per difendere una civiltà che ha cara la democrazia, i diritti, le libertà che dobbiamo batterci. Guai se li imitassimo, con giustizia sommaria e oscurantismo, disumanità e ferocia. Si può combattere e rispettare i nostri valori.»

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