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Arte e Cultura

Ville, val di Cembra: castel Giovo o castello della Rosa

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Ecco che nuovamente vi portiamo il profumo dell’epoca medievale, che in tutti richiama storie e leggende portandoci tra le case del piccolo abitato di Ville, nel comune di Giovo, per dare allo sguardo il piacere di ammirare una maestosa torre che ancora sembra voler difendere il paese, ultimo baluardo rimasto delle rovine della residenza fortificata dei signori di Giovo.

Non solo allora i grandi e maestosi palazzi sono carichi di storie e leggende intriganti e cariche di mistero, ma anche una semplice residenza di controllo in un piccolo punto del Principato Vescovile può nascondere meriti, potere, ambizioni o antiche leggende.

Ancor più l’interesse e la curiosità crescono, anche in noi che abbiamo esplorato il complesso, se pensiamo che i signori di Giovo, titolo che era ambito dai nobili e che oggi usiamo comunemente senza tanto badarci, non facevano parte della nobiltà vescovile, ma avevano ricevuto tale investitura da numerosi principi vescovi per il loro servigi governativi, essendo notabili diretti del vescovo o dei loro signori giurisdizionali, i conti Appiano.

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Ecco che allora già si intravede una storia di valore, dove si è premiati per il lavoro svolto con dedizione e non perché si è ereditato un titolo, carico di potere e tracotanza, solo perché la nobiltà scorre nel sangue.

Questo e molto altro ci testimonia la maestosa torre, ancora intatta, cui unico intervento di restauro fu negli anni ‘80 in cui si aggiunse anche la copertura in ferro contro le intemperie, che domina dall’alto dei suoi 24 metri e i suoi cinque piani e fu eretta nel XIV secolo.

L’intero complesso fortificato doveva constare di due torri collegate fra loro da un passaggio interno e un loggiato rinascimentale che racchiudeva il palazzo signorile, di cui ancora se ne apprezzano e immaginano le tracce nella nostra modernità, da cui si accedeva esternamente.

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Ma se avessimo passeggiato, come ora facciamo, per le strade dell’epoca medievale avremmo scorto sotto la finestra del secondo piano sul lato sud, murata tra la pietra arenaria di colore giallastro, lo stemma riconosciuto ai vicari di Giovo, una spendente rosa bianca in campo blu, arricchita nei secoli dal possente ruggito di un leone rampante che tra le zampe artiglia un giogo o dalla scattante prestanza del levriero della famiglia Moremberg o ancora il volo imponente del Grifo (grifone) rapante con ponte, simbolo ultimo dei nobili che risiedettero nei secoli a Giovo fino alla modernità del 1790, con la morte di Susanna Prugger di Termeno, si andò spegnendo la bellezza di quel luogo, abbandonato nell’età moderna, tranne quando, già preda di un feroce decadimento fu preda di gravissimi danni perché sede delle truppe austriache di Lavis, partecipanti alla cacciata degli invasori francesi del Buonaparte nel 1797.

Nel nostro recente presente invece se ne stà tranquilla, di proprietà di privati, ancora a baluardo del paese, quasi che fosse stancamente abbandonata dalla frenesia moderna.

Ma se almeno un po’ di curiosità vi è scaturita dentro, vi invitiamo a ripercorrere i nostri passi e alzando gli occhi a fermarvi ammirati davanti allo spettacolo che castel Giovo ancora vi può regalare.

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