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Trento

Degrado ITEA: gravi carenze sulle manutenzioni straordinarie, la denuncia di Gabriella Maffioletti

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Emergono due nuovi casi gravati dalle solite problematiche legate alla mancanza di interventi manutentivi presso le case Itea di via Chiocchetti a Trento.

A denunciarli è la presidente di Ataies Gabriella Maffioletti che si è sono recata a fare un sopralluogo presso i due alloggi ITEA dove si è trovata di fronte ad una situazione di forte degrado.

I casi riguardano una madre sola con prole di età minore e un’altra locazione sempre sullo stesso piano scala al cui interno vivono in tre: nonna, figlia e nipote (due delle quali disabili). Un’intera generazione.

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Nel primo caso: madre sola con due figli, di cui uno in età tenera la situazione è davvero al limite della sostenibilità. Un alloggio di ca 70 metri quadrati. Vani abitativi che risultano mal progettati e poco rispondenti all’uso. La signora deve condividere la stanza da letto (tra il resto invasa nella parete dietro al letto da forti presenze costanti di muffa) con il figlioletto e la stanza destinata alla figlia risulta davvero di ridotte dimensioni.

A tutto questo va aggiunto che gli infissi sono ancora quelli originali ossia di circa 31 anni fa. Gli scatti fotografici ritraggono solo alcuni particolari dello stato di vetustà ed obsolescenza in particolari degli infissi (di cui gli stessi manutentori già intervenuti nel corso degli anni non trovano più i pezzi di ricambio) ed anche di un evidente carenza in fase di costruzione di materiale edilizio di scarsa qualità.

«La signora più anziana da me sentita ricorda infatti come questo stabile fosse stato progettato su commissione di un istituto bancario e di come poi sia sopraggiunta in corso di costruzione ITEA s.p.a rilevando tutto il comparto e cambiando (sempre da loro fonte) totalmente la commessa della ditta incaricata, con le conseguenze che sempre più spesso si registrano nel corso del tempo, di pesanti cedimenti e crolli anche in ordine di supporto (vedi foto parete che ha subito un cedimento parziale e che per questo e’ ancora transennata)»Spiega la stessa Maffioletti

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Nel secondo caso invece si tratta di un nucleo abitativo dove vivono due persone mamma e figlia portatrici di invalidità. La madre ultraottantenne invalida al 100% e la figlia all’85%. La madre costretta a letto e seguita dal servizio domiciliare e la figlia con gravi patologie al seguito che ne cura tutto l’accudimento nell’arco dell’intera giornata.

 

L’ambiente domiciliare (le immagini non sono sufficientemente esaustive del totale stato di criticità alloggiative di una locazione adibita a soggetti tutelati dalla normativa come invalidi…) è di un impatto negativo davvero importante. Si respira aria di assoluta povertà in termini economici e personali ma non di dignità perché di questa virtù davvero queste donne ne hanno da vendere!

«Queste signore nel corso della mia visita – racconta la presidente di Ataies – mi hanno voluto raccontare del loro sconforto assoluto e della loro rassegnazione ormai nel chiedere ai responsabili ed alle maestranze del servizio patrimonio ITEA s.p.a di intervenire per le manutenzioni straordinarie. La porta finestra che dà accesso al locale poggiolo della cucina delle signore anziane non si apre. Rimane perennemente chiusa ed ITEA è latitante, ha risposto sul tema che non ha soldi . Itea su questo fronte , lo ho segnalato in moltissime situazioni ormai, non rispetta gli obblighi in capo al locatore che tra gli altri sono quelli di: “mantenere la cosa in stato da servire all’uso convenuto, con l’obbligo delle necessarie riparazioni e garantire al locatario il pacifico godimento della cosa”. (Art. 1575 c.c).»

Va ricordato che in entrambi i casi le due assegnatarie di locazione hanno sempre pagato in maniera diligente sia il canone di locazione che le rispettive spese condominiali.

Nel caso delle due signore anziane da registrare che l’affitto si attesta mensilmente sui 435 euro, «cifra che si ritiene del tutto inadeguata ad un alloggio in quello stato di conservazione e con quelle gravi carenze infrastrutturali. Per non parlare delle spese esose di riscaldamento a cui evidentemente a causa della inidoneità dei materiali impiegati e della escursione termica determinata dalla inadeguatezza degli infissi sono in entrambi i casi molto ingenti» – aggiunge Maffioletti

Entrambe le locatarie sono unanimi nell’asserire la totale mancanza da parte delle maestranze di ITEA s.p.a a rispettare gli obblighi in materia di interventi di manutenzione straordinaria e la loro sostanziale difficoltà ad avere un referente assertivo in materia.

Sistematicamente il metodo è quello del filtro attraverso il numero verde per i guasti e poi una sostanziale scarica barile sugli obblighi civilistici in materia di amministrazione dello stabile e della materia di vivibilità.

«ITEA s.p.a dimostra ormai da troppo tempo di essere un società para-pubblica che in maniera unilaterale governa un patrimonio di edilizia residenziale pubblico troppo elefantiaco e per di più troppo obsoleto e scarsamente manutentato. Ma le persone vanno rispettate nei loro legittimi diritti: primo fra tutti quello di avere un giusto decoro ed un giusto rispetto delle normative contrattistiche anche in materia di locazione che proprio per virtù della stipula di un contratto di locazione pone anche in capo al locatore tutta una serie di obblighi civilistici a cui neanche ITEA s.p.a può venire meno! Su questa situazione verrà depositata a breve una interrogazione provinciale ad hoc»conclude Gabriella Maffioletti

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