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Val di Non – Sole – Paganella

Libri chiusi e calcolatrice nel cassetto: dopo 36 anni il prof. Torresani saluta il “Pilati” e fa largo alle sue passioni

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Fulvio Torresani, 65 anni, potrà dedicarsi ora alle sue tante passioni

Raccontare l’esperienza lavorativa del prof. Fulvio Torresani, docente di matematica laureato in fisica, è anche ripercorrere la storia dell’Istituto “Carlo Antonio Pilati” di Cles, dove ha insegnato ininterrottamente dall’anno scolastico 1983-84 fino al 2019-20: 36 anni. Una vita.

Nella sua carriera vissuta in cattedra, con gessetto e calcolatrice in mano a risolvere equazioni e disequazioni, logaritmi e limiti, a spiegare cosa sono le funzioni e le matrici, a illustrare teoremi, formule, proprietà, il prof. Torresani ha visto intere generazioni crescere e imparare, per poi aprirsi al mondo una volta conseguito il diploma.

Qualche tempo fa è toccato a lui, dopo aver concluso l’ultimo esame di Stato, chiudere i libri, riporre la calcolatrice nel cassetto, fermarsi qualche istante davanti all’uscita della “sua” scuola, dove era riconosciuto come un’istituzione, prima di avviarsi verso la nuova dimensione della pensione.

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Ora potrà dedicarsi alla sua famiglia, alla moglie Giuliana, anche lei docente di lettere in pensione, e alla figlia Monica. Ma anche alle sue tante passioni: il ballo, la frutticoltura, la tecnologia, il bricolage, lo sci di fondo.

Da quando ha assunto l’attuale denominazione, l’istituto clesiano è stata la casa del prof. Torresani, classe ’55, che, dopo qualche incarico fuori zona, ha trascorso la sua vita lavorativa nelle aule del “Pilati”.

L’Istituto è nato nel 1966 come sede staccata dell’allora ITI Buonarroti di Trento ed era costituito solo dal biennio ITI. Aveva sede al Palazzo Cominelli, che sorgeva nel luogo dove ora si trova il parcheggio antistante il supermercato Coop.

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«Quando vado a comprare qualcosa lì, ho la percezione fisica del tempo che passa» racconta Torresani nel ripercorrere le tappe che hanno portato il “Pilati” dove è oggi.

«È stato poi attivato un biennio “maxisperimentale”, dove in una classe convivevano diversi indirizzi: ITI, geometri e commerciale (ragioneria). I gruppi si separavano durante le ore delle specifiche materie d’indirizzo – svela –. Le iscrizioni aumentarono per diversi anni di seguito, tanto che si dovettero trovare altri spazi: all’ex filanda, nell’edificio in via Degasperi dove ha ora sede l’UPT, nel palazzo Fuganti in via Trento, che ospita attualmente alcune classi del Liceo Russell».

Nel 1988 l’Istituto è diventato autonomo, ha assunto la denominazione “C.A. Pilati” e si è trasferito gradualmente nell’attuale sede al Polo Scolastico. Un po’ alla volta sono stati inseriti nuovi indirizzi di studio, fino a diventare la scuola che tutti nelle Valli del Noce conoscono.

Il prof. Torresani è stato per decenni una delle colonne portanti della scuola clesiana. Una figura apprezzata e amata, che rimarrà nel cuore di colleghi, studenti, genitori.

Cosa resterà, invece, nell’animo del professore? «Le persone incontrate durante la mia esperienza d’insegnamento – rivela –. Gli studenti, perché ogni nuovo anno era come se ricevessi un po’ della loro freschezza e giovinezza. I docenti, persone preparate e di cultura con le quali era bello comunicare e confrontarsi. Il personale vario, che lavora con diverse mansioni nell’Istituto, senza il cui apporto la struttura non potrebbe funzionare. E poi i dirigenti e i collaboratori: è loro particolare merito se l’Istituto Pilati è una scuola ben organizzata, moderna, efficiente e nello stesso tempo attenta ai rapporti umani. Ho impressi nella mente in modo speciale gli ultimi tre dirigenti che si sono succeduti alla guida del “Pilati”: il dottor Mario Turri, la dottoressa Alessandra Pasini e il dottor Alfredo Romantini. Ricordo tutti con affetto».

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