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Trento

Roberto Paccher blocca l’aumento dei 500 euro per i consiglieri inventato dal centro sinistra nella precedente legislatura

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La legge che prevede l’adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri risale al 2012 quando la maggioranza di centro-sinistra inserì nella norma questo meccanismo automatico.

Negli anni successivi sempre la maggioranza di centro-sinistra dopo aver votato il provvedimento decise di non liquidarlo lasciando così provvedere alla liquidazione a chi sarebbe arrivato dopo di loro.

Ora dal primo gennaio sarebbe dovuto scattare l’aumento previsto dalla legge e i conseguente accredito degli arretrati maturati fino ad oggi.

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In mattinata il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher si è confrontato con i componenti dell’ufficio di presidenza decidendo di sospendere la liquidazione degli aumenti previsti così come la sospensione della liquidazione degli arretrati.

«Fa sorridere che quelle forze politiche che hanno sostenuto la legge che prevede l’automatismo dell’adeguamento dell’indennità ora siano le prime a gridare allo scandalo così come è davvero singolare che il consigliere Paolo Ghezzi che ha depositato un disegno di legge che prevedeva l’aumento delle indennità legato al contratto dei pubblici dipendenti e che avrebbe avuto come conseguenza un aumento maggiore rispetto a quello previsto dall’istat ora si faccia il paladino del risparmio di costi della politica e dichiari di rinunciare all’aumento che  approvato sul disegno di legge sarebbe stato addirittura maggiore a quello che doveva essere applicato.» Così il presidente Paccher dopo la sospensione del provvedimento che quindi bloccherà i 500 euro per ogni consigliere.

In difesa di Paccher corre anche il consigliere provinciale Claudio Cia: «Credo sia necessario ricordare come la colpa dell’aumento dell’indennità e del versamento degli arretrati non sia imputabile al Presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, che in più occasioni ha cercato di attirare l’attenzione dei colleghi Consiglieri per valutare il da farsi, salvo poi essere sopraffatto dalla pronuncia della Procura dello Stato in riferimento alla richiesta di alcuni ex-Consiglieri  che chiedevano gli arretrati maturati sui vitalizi e che ha condotto all’adeguamento anche per le indennità degli attuali Consiglieri. Se veramente la sinistra trentina avesse voluto essere più vicina – non a parole, ma con i fatti – a lavoratori e pensionati sarebbe bastato che – nella scorsa legislatura – invece di portare in aula una legge per introdurre l’ideologia gender nelle scuole che ha richiesto settimane e settimane di dibattito, si fosse utilizzato quel tempo per correggere gli effetti di questa stortura politica che i nostri cittadini sono gli unici a subire».

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