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Val di Non – Sole – Paganella

Cibi freddi e porzioni ridotte nelle mense scolastiche della Val di Non: arriva anche la protesta delle mamme di Taio

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Un gruppo di genitori di bambini e ragazzi che frequentano l’Istituto Comprensivo di Taio intende aggiungere il proprio contributo alle segnalazioni dei grossi problemi, relativi al servizio mensa scolastica, pervenute alla nostra redazione e pubblicate sulla nostra testata, da parte di genitori di ragazzi di altri istituti scolastici della Val di Non, in particolare quelli di Vigo di Ton.

LA LETTERA DEI GENITORI – Condividiamo e ci associamo a tutte le segnalazioni dei disservizi registrati in altre scuole, in termini di qualità e quantità del cibo e di pessime modalità di gestione del servizio (cibi che arrivano sui banchi già freddi), inviate da altri genitori alla stampa. Purtroppo dobbiamo confermare che anche presso l’Istituto Comprensivo di Taio si registrano gli stessi problemi.

Già da diversi giorni avevamo pensato anche noi di attuare forti e decise forme di protesta, come quella di ritirare per un giorno tutti i bambini e ragazzi dalla mensa scolastica. Avevamo inoltre pensato di inviare le nostre proteste ai giornali. Ci ha frenato solo, fino ad ora, la promessa che ci è stata fatta dalla Comunità di valle che le cose sarebbero cambiate dopo il 26 ottobre e che, nel frattempo, sarebbero stati introdotti correttivi e miglioramenti nei menu e nelle modalità di somministrazione dei pasti.

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Ora però siamo stanchi di aspettare (continuando nel frattempo a pagare un pessimo servizio e, per giunta, almeno per le prime due settimane di scuola “dimezzato”, cioè composto solo dal primo o solo dal secondo), perché finora non abbiamo registrato significativi miglioramenti. Francamente, l’argomento sostenuto dalla Comunità di valle che la ditta Markas, che gestisce il servizio, abbia bisogno di tempi così lunghi per rifornirsi di generi alimentari (non stiamo certo parlando di merci rare e di difficile reperimento sul mercato) non è né credibile né ammissibile.

Ci chiediamo, ad esempio: prima del dovere di rispondere ed ottemperare alle richieste avanzate alla Ditta dalla Comunità di valle, dopo le proteste e su sollecitazione di moltissimi genitori, non viene, per la medesima Ditta, il dovere di ottemperare ad un capitolato di gara chiaro e indiscutibile che stabilisca, ad esempio, se deve servire un primo e un secondo oppure solo uno dei due?

Non ci pare assolutamente accettabile trincerarsi dietro la scusa dell’emergenza epidemiologica, che sicuramente ha creato molte difficoltà, ma non tali da giustificare il fatto che si dia ai ragazzi solo un primo o solo un secondo e che le quantità siano particolarmente scarse.

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Cosa c’entra questo con l’emergenza epidemiologica? Per quale motivo viene proposto il riso bollito con una frequenza a dir poco sospetta? Non ci pare di essere precipitati, oltre che in una grave emergenza sanitaria, anche in un’emergenza alimentare che costringa a dare poco cibo agli studenti, a tagliare il primo o il secondo o a servire spessissimo il riso bollito, per giunta freddo! Nutriamo anzi il forte sospetto che l’emergenza sanitaria sia furbescamente utilizzata come scusa per realizzare dei grossi risparmi sul servizio e, quindi, sulla pelle dei nostri figli.

Il fatto che le pietanze vengano servite fredde dipende invece, almeno in parte, come i genitori delle commissioni mensa hanno potuto accertare, da una cattiva organizzazione del servizio, nel senso che c’è poco personale addetto al confezionamento del piatto e che, pertanto, tale confezionamento procede a rilento e determina il raffreddamento delle pietanze.

Anche questo, a nostro avviso, è un problema che dipende da una gestione che bada esclusivamente al risparmio e non alla qualità del servizio e alle esigenze degli utenti, cioè gli studenti.

Ricordiamo che si tratta in molti casi di bambini e ragazzi che trascorrono un numero elevatissimo di ore fuori casa (anche 9-10 ore al giorno), almeno nei giorni con i pomeriggi di frequenza obbligatoria, essendo moltissimi anche pendolari, dal momento che la scuola accoglie bambini di vari paesi. Oltre a patire, come tutti, i disagi derivanti dall’emergenza sanitaria, non hanno neanche diritto ad un pasto caldo composto da pietanze gradevoli e di qualità?

Vogliamo dunque ribadire che ci associamo alle vibrate proteste sollevate dai genitori dei ragazzi di Vigo di Ton e di altri istituti e chiedere a gran voce a chi è responsabile di questa incresciosa situazione di porvi immediatamente rimedio. Valuteremo nei prossimi giorni se effettuare altre forme di protesta, dal ritiro dei bambini dalla mensa scolastica alla sospensione del pagamento di un servizio che giudichiamo pessimo.

Lettera firmata da un gruppo di genitori 

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