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Rovereto e Vallagarina

Il fronte più combattuto del Trentino: domenica 11 ottobre si inaugura il cimitero militare di Streva, dopo il restauro

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Nel Comune di Vallarsa, a poche centinaia di metri dal passo Pian delle Fugazze, confine con la provincia di Vicenza, quello che oltre cent’anni fa costituiva il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero austroungarico, spicca il cimitero di Streva, oggi risistemato con la riproduzione di alcune croci in ferro, ad opera del Gruppo Alpini di Montegalda (VI) ed altri Gruppi, in coordinamento con i volontari dell’Associazione Pasubio100anni di Vallarsa.

Nove sono le croci attualmente installate, che corrispondono ai nove caduti censiti finora nelle ricerche d’archivio e, su ognuna, è stata affissa una targhetta identificativa.

Realizzato dopo i terribili momenti della Strafexpedition del maggio-giugno 1916, il cimitero si trova su un pianoro sottostante la strada statale n. 46 che passa per la frazione di Streva ed ha custodito per alcuni anni le spoglie di un centinaio di soldati, fino alla loro esumazione avvenuta negli anni Venti, a seguito della costruzione del vicino Sacrario del Pasubio, inaugurato il 29 agosto 1926 alla presenza del re, dove da allora fino ad oggi, si ripete il pellegrinaggio annuale in onore e in memoria della 1ª Armata.

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I lavori di ripristino hanno riguardato principalmente i resti della cappella sommersa dai rovi e la messa in sicurezza delle sue parti strutturali, il recupero dei cippi rinvenuti sotto terra durante la sistemazione del terreno che era stato dissestato in occasione dell’esumazione dei corpi, la riproduzione delle croci in ferro, l’installazione dell’asta per la bandiera italiana ed europea, il ripristino dell’altare e la realizzazione di una recinzione in legno.

Nelle valli del Leno, dove vi erano i fronti di combattimento più caldi del Trentino, lo sfollamento degli abitanti confinati in Liguria e a Mitterndorf in Austria, nonché i paesi e i campi trasformati in un enorme campo di battaglia fortificato, esistevano una quarantina di cimiteri, di cui nove, sul Monte Zugna.

In Vallarsa, su 952 abitazioni censite nel 1911, ben 853 erano state distrutte.

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Fino al 1928 i famigliari potevano esumare le salme senza particolari autorizzazioni, per riportarle nel cimitero del paese d’origine. Risulta dunque difficile conoscere il numero esatto delle sepolture, e la provenienza; sicuramente italiani, austriaci, ungheresi, boemi (Rep. Ceca), russi, romeni e moltissimi ignoti, dei quali, la maggior parte erano finiti nelle fosse comuni.

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Quei nove “ragazzi”, erano tutti di età compresa tra i 20 e i 40 anni: POLSINELLI VINCENZO – Broccostella (FR) 5.3.1887 – 5.9.1917 Pasubio, di anni 30; STRADELLA PROIETTI Mariano – Canepina (VT) 19.11.1876 – 16.5.1917 Pasubio, di anni 40; VAGNI Lorenzo – Castelleone (CR) 13.4.1879 – 11.12.1916 Pasubio, di anni 37; BRAGHIN Luigi – Cavarzere (VE) 23.1.1890 – 5.9.1917 Pasubio, di anni 27; PADOAN Luigi – Chioggia (VE) 7.11.1895 – 5.9.1917 Pasubio, di anni 21; MONI-BIDIN Gian Battista – Fossalta di Portogruaro (VE) 27.5.1885 – 5.9.1917 Pasubio, di anni 32; BOVOLENTA Luigi di Mesola (FE) 21.10.1896 – 12.12.1916 Pasubio, di anni 20; AVEZZA Giovanni di Santo Stefano Belbo (CN) 9.9.1895 – 18.2.1918 Pasubio, di anni 22; GALVANI Primo di Soragna (PR) 28.1.1884 – 5.9.1917 Pasubio, di anni 33;

I primi di questi caduti è stato VAGNO Lorenzo, di anni 37, l’11 dicembre 1916, mentre l’ultimo AVEZZA Giovanni, di anni 22, il 18 febbraio 1918.

Tra queste due date, furono scavate altre decine di tombe, alcune delle quali multiple, i cui nomi sono ancora ignoti, in un’area di circa 250 metri quadrati che torna ad essere visitabile grazie alla collaborazione degli Alpini, che cureranno la manutenzione.

Fino agli anni Cinquanta, i bambini della valle andavano al cimitero per onorare i caduti e ogni anno venivano in visita anche i famigliari dei soldati. L’inaugurazione dell’area è prevista per domenica 11 ottobre; questo il programma: alle 9.30 l’arrivo delle autorità e alle 10.00 la benedizione dell’Area di Memoria, alla quale seguiranno la deposizione di una corona, l’intervento delle autorità locali, delle associazioni, di alcuni Comuni di origine dei caduti, della delegazione austriaca della Croce Nera e dell’Associazione 3 novembre 1918.

Presenti anche le Sezioni e i Gruppi Alpini, il Gruppo Alpini di Vallarsa, il Gruppo Storico Trentino con le uniformi degli Standschutzen, i Kaiserjager di Borgo Valsugana, le autorità civili e militari.

Al termine, il pranzo/buffet conviviale per gli intervenuti. L’evento, organizzato dall’associazione Pasubio 100 anni con la collaborazione del Comune di Vallarsa, rientra nel più ampio progetto di valorizzazione dei siti storici in Vallarsa e, in particolare nel gruppo del Monte Pasubio, il fronte più caldo e più a lungamente combattuto di tutto il Trentino.

Articolo realizzato in collaborazione con Ettore Zendri 

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