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Politica

Consiglio provinciale: fumata nera per l’elezione del nuovo vicepresidente

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Il Consiglio provinciale ha affrontato poco fa il tema delle recenti dimissioni di Alessandro Olivi da vicepresidente dell’assemblea legislativa, procedendo alla presa d’atto, che per regolamento deve avvenire nella prima seduta utile.

Il presidente Walter Kaswalder ha ringraziato il vicepresidente dimissionario per il lavoro svolto in Ufficio di Presidenza. Lo stesso Olivi ha poi spiegato ai colleghi la propria scelta.

“Le istituzioni – ha detto – vengono prima dei partiti e dei nostri progetti personali, vanno rispettate e non sono luoghi da abitare con ingordigia o egoismo. Mi sono dimesso per preservarle da ogni baruffa politica o speculazione. “Come sapete, il mio studio legale aveva chiesto in modo trasparente la misura di compensazione prevista da legge provinciale per la crisi Covid. Mi sono dispiaciuto per non aver vigilato su questo passaggio, che comportava aspetti di opportunità. Ho subito rinunciato alle somme in questione, poi però ho sentito crescere comunque un clima aggressivo e di contrapposizione politica, per cui ho deciso di dare un segnale semplice ma utile, le dimissioni. Che tra l’altro mi restituiscono piena libertà come consigliere provinciale”.

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Stamane non è seguita – alla presa d’atto delle dimissioni – l’elezione suppletiva del nuovo vicepresidente, che presenza dei due terzi dell’aula e voto favorevole (segreto) della maggioranza assoluta dei 35 componenti il Consiglio.

Alessandro Savoi ha osservato che la proposta per il vicepresidente deve venire dalle minoranze e che invece non c’è da rimettere in discussione il ruolo presidenziale. Va rivisto piuttosto – ha aggiunto – il meccanismo per cui le opposizioni vantano la maggioranza (3 su 5) in Ufficio di Presidenza, un dato di fatto che è stato usato per tenere in scacco con sporchi giochi di palazzo chi sta governando la Provincia.

Ugo Rossi ha ringraziato Olivi per il suo operato da vicepresidente e ha ribattuto seccamente a Savoi che nessuno sta facendo giochi e giochetti. La minoranza fa una legittima azione politica e ha fin qui garantito in toto la funzionalità dell’ente attraverso il suo Ufficio di Presidenza. Circa l’elezione del nuovo vicepresidente, il capogruppo ha detto che occorre un’intesa tra schieramenti politici e che per raggiungerla serve un’espressione ufficiale della maggioranza anche circa la volontà di confermare o modificare le diverse figure del vertice consiliare.

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Sara Ferrari ha confermato che permane la sfiducia verso il presidente del Consiglio e che per questo non ci sono le condizioni per limitarsi in modo quasi automatico a un semplice avvicendamento alla vicepresidenza.

Filippo Degasperi ha voluto a sua volta smentire Savoi, rivendicando che si è sempre garantita l’operatività dell’Ufficio di Presidenza, pur con le necessarie cautele e attenzioni. Nulla è rimasto sospeso o bloccato.

Roberto Paccher ha ripetuto che il presidente c’è e non si discute, si tratta invece di eleggere il vicepresidente, sul nome del quale deve venire un’indicazione dalla minoranza.

Il presidente Kaswalder ha infine rinviato l’elezione suppletiva, rassicurando comunque sul fatto che il Consiglio provinciale può lavorare pienamente anche in vacanza del ruolo di vicepresidente.

Designazione, su indicazione delle minoranze consiliari, di un componente del comitato tecnico-scientifico dell’Istituto di statistica della provincia di Trento: l’aula ha infine votato a scrutinio segreto Chiara Tomasi per questo ruolo in Ispat. La docente dell’Università di Trento è stata proposta convintamente dal gruppo di Futura 2018 per la sua indubbia qualificazione tecnica. 13 i voti favorevoli.

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