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Trento

La Federazione incontra la Giunta provinciale. 4 linee strategiche per disegnare lo sviluppo

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Nel primo incontro tra la giunta provinciale e il nuovo presidente della Federazione Roberto Simoni, accompagnato dai cinque vicepresidenti Italo Monfredini, Paola Dalsasso, Adriano Orsi, Germano Preghenella, Michele Odorizzi e dal direttore generale Alessandro Ceschi, si è parlato delle priorità della cooperazione a seguito della presentazione delle proposte puntuali per l’utilizzo del Fondo di riserva.

La Federazione ha presentato un documento che sintetizza le linee strategiche soprattutto su quattro direttrici: favorire la coesione sociale, rendere il Trentina una terra “green” puntando sulla sostenibilità come paradigma di sviluppo, migliorare le reti digitali per favorire la connessione tra i territori e valorizzare il ruolo di servizio del credito cooperativo.

La soddisfazione di Simoni – “Con la giunta provinciale – ha commentato il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni – c’è una consuetudine di buone relazioni istituzionali che si declina in tanti progetti a favore dei territori, nel rispetto di ruoli che sono per forza di cose distinti. Sono soddisfatto dell’incontro di oggi, credo che soprattutto in questo periodo sia importante una sinergia e alcune visioni comuni sui principali temi che riguardano il futuro del nostro Trentino. Abbiamo raccolto dal presidente Maurizio Fugatti e dai colleghi della giunta disponibilità e condivisione. Ci sono le basi per lavorare insieme, possiamo affrontare il futuro con fiducia, e avremo modo sui temi specifici di confrontarci nuovamente con i vari settori”.

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Quattro proposte per il futuro del Trentino – Il documento presentato alla giunta provinciale presenta un elenco piuttosto puntuale di richieste ed opportunità nei vari ambiti di intervento.

La coesione sociale – In sintesi, nell’ambito sanitario occorre rendere più fluida la collaborazione tra cooperazione sociale e servizio sanitario provinciale, individuando segmenti della catena sanitaria che possano essere utilmente gestiti dalla cooperazione. Nell’ambito dei servizi socio-sanitari, il Terzo settore va considerato partner più che fornitore della pubblica amministrazione trentina. In generale sono da innovare le modalità di erogazione dei servizi di welfare, favorire l’integrazione dei servizi erogati da pubblico e privato, accelerare il processo di digitalizzazione delle imprese del Terzo Settore, in particolare delle cooperative.

Il “Progettone” va aggiornato, ma allo stesso tempo riaffermato il valore strategico per la gestione delle crisi occupazionali e per l’inserimento lavorativo di soggetti con difficoltà. Nell’ambito dell’abitazione vanno valutate nuove iniziative di housing sociale e favorita l’edilizia cooperativa a proprietà individuale.

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Nuove connessioni per un Trentino ”smart” – Un territorio unico, fortemente coeso, dove l’innovazione e la digitalizzazione pervade tutti gli ambiti della pubblica amministrazione e dell’economia. Le imprese e le famiglie vanno incentivate a realizzare le opere stradali necessarie alla cablatura degli edifici in fibra ottica.

Vanno inoltre valorizzati i punti vendita multiservizi, quali i “Sieg”, presenti capillarmente sul territorio. A questo proposito si richiede di finanziare con risorse aggiuntive pari a un milione di euro il fondo dedicato ai multiservizi. Connessioni significa anche strade e ferrovie, laddove queste siano fondamentali per lo sviluppo. Va attivato un gruppo di coordinamento sullo sviluppo del corridoio del Brennero, con il coinvolgimento delle categorie economiche. Altre opportunità possono derivare dalla connessione dell’Alta Velocità con le valli (es. Alto Garda), considerando anche l’eventuale estensione della rete ferroviaria locale ampliando l’attuale ferrovia Trento Malè.

Un Trentino “green” – Un marchio territoriale forte, unico, riconoscibile, quale comun denominatore di tutte le attività e produzioni del Trentino che rispettino i valori di serietà, eticità, laboriosità per i quali il Trentino è conosciuto e apprezzato.

In agricoltura occorre costruire insieme il prossimo Piano di sviluppo rurale (PSR), sostenendo prioritariamente gli investimenti orientati alla valorizzazione della qualità e all’introduzione di strumenti e tecniche sempre più attente all’ambiente. Serve un piano straordinario per la digitalizzazione delle imprese agricole, approfondendo e sfruttando tutte le opportunità legate all’agricoltura di precisione.

Il documento della Federazione propone anche di stimolare la costruzione di relazioni stabili tra mondo dell’agricoltura, del turismo e dei pubblici esercizi nella consapevolezza che dalla reciproca collaborazione possono derivare vantaggi per l’intero Trentino. Favorire le energie pulite, con la valorizzazione delle comunità energetiche nel ruolo di auto-produttori di energia rinnovabile, valorizzare i Consorzi elettrici, favorire l’estensione della rete del metano nelle aree attualmente non coperte.

Per la mobilità elettrica, occorre incentivare l’implementazione della rete di approvvigionamento su tutto il territorio trentino, in particolare sfruttando la capillare presenza delle cooperative.

Il ruolo del credito cooperativo – Occorre riaffermare il ruolo insostituibile delle Casse Rurali nel tessuto economico locale, e Cassa Centrale Banca quale asset strategico per il Trentino. L’emergenza del Covid-19, analogamente alle precedenti crisi economiche, ha messo in luce ancora una volta il ruolo di elevata responsabilità sociale delle Casse Rurali trentine, con la convinta adesione alle iniziative di supporto alle famiglie e alle imprese in difficoltà.

Cassa Centrale Banca rimane un patrimonio del Trentino, pur con base sociale e ambito di operatività di livello nazionale. È di primario interesse che l’ente pubblico favorisca in ogni modo il consolidamento e il durevole insediamento sul territorio di questa realtà. Questione Mediocredito. All’interno della complessiva riorganizzazione del credito cooperativo, il tema della cessione delle quote di proprietà pubblica di Mediocredito TAA dev’essere messo nuovamente al centro di un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, con obiettivo di realizzare nel modo migliore l’interesse dell’economia locale.

La vigilanza. Si ritiene necessario preservare le competenze in materia di vigilanza cooperativa e di ordinamento sulle aziende di credito a carattere regionale, previste dallo Statuto di Autonomia, e le derivate funzioni amministrative delegate alle due Province Autonome e alla Federazione Trentina della Cooperazione, anche alla luce della riforma legislativa del 2016 in tema di cooperazione di credito. La Federazione conferma la propria disponibilità al confronto su questo tema.

Mantenere le misure di sostegno alle imprese per l’emergenza Covid. Si chiede alla Provincia autonoma di attivarsi per prorogare le misure straordinarie che stanno garantendo alle imprese adeguato accesso alla liquidità bancaria (moratorie senza obbligo di riclassificazione del credito, rinvio dell’entrata in vigore del c.d. Calendar Provisioning e del recepimento di Basilea 4).

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