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Trento

Massaggi cinesi e sfruttamento della prostituzione: a Trento chiuse altre sei strutture

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La Guardia di Finanza di Trento ha posto sotto sequestro altre sei sale “massaggi” cinesi e thailandesi: 5 a Trento e una in Piana Rotaliana. L’ipotesi di reato è sfruttamento della prostituzione.

La settimana scorsa le Fiamme Gialle avevano scoperto il giro della prostituzione con il primo blitz in Piazza Mosna a Trento (qui l’articolo).

I finanzieri erano entrati nel centro relax Tuina fingendosi dei clienti e una volta all’interno del locale era scattato il blitz. Il proprietario possedeva molte banconote da cinquanta: cinquanta euro era il costo della prestazione sessuale. Erano presenti inoltre parecchi profilattici.

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Le indagini sulle sale massaggi vanno avanti da mesi. Sono stati fatti pedinamenti e appostamenti e sono anche state raccolte delle testimonianze fra i vari clienti, che in alcuni casi hanno ammesso che era possibile ottenere delle prestazioni sessuali a pagamento.

Lunedì la Guardia di Finanza di Trento su ordine del pm Licia Scagliarini ha fatto irruzione nel Centro massaggi Tuina di via Iori e al Centro Benessere La Fenice di Via Maccani. Ieri sono finite sotto sequestro altre attività fra le quali una in via Brennero 256 e in via Tonale a San Michele.

Non si sa se le indagini siano finite o siano ancora in corso. I centri che si dedicano a uno sfruttamento della prostituzione sono comunque numerosi. I guadagni sono alti e soprattutto sono in nero.

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