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Trento

Dopo l’aumento dei parcheggi del 40% è caos a Trento

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Non solo l’amministrazione di centro sinistra ha regalato ai trentini un aumento del 40% dei parcheggi a pagamento e con ben poco stile ha reso noto il provvedimento ad urne ancora calde, ma per evitare multe o semplicemente non pagare il dovuto ci si dovrà dotare di metro, cannocchiale magari anche di una mappa della città che indichi con esattezza i confini dei vari anelli.

Facciamo un esempio pratico che però si ripete in tante altre situazioni in città. Un automobilista arriva in Cristo Re supera Piazza General Cantore e parcheggia davanti all’Hotel Everest.

Si guarda attorno e vede che l’unica colonnina visibile è a qualche metro a sud in corrispondenza dell’ingresso del “ serpentone” dove andrà a pagare 1 euro e 20 all’ora.

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Tutto regolare? No, perché in corrispondenza dell’incrocio con Via Cardinale Giovanni Morone, inizia la zona a 0,50 centesimi orari peccato che da li non si veda nessun’altro totem per il pagamento.

Dove si nasconde? Davanti all’edicola di Via Oberziner e non è visibile se non raggiungendo l’edicola stessa dove si pagano i 50 centesimi. In situazioni come queste il rischio è doppio: si può pagare più del dovuto, ma anche meno ed in questo caso scatta la sanzione.

Ripetiamo che quella di Cristo Re è solo una delle troppe situazioni similari presenti in città. E la famosa mezz’ora gratuita di sosta? FiduciariaNel senso che le colonnine di Trento al contrario di quelle di Rovereto, non possono essere riprogrammate. Il che vuol dire che parcheggiando a Rovereto nelle zone in cui è prevista la mezz’ora gratuita il totem rilascia regolare ricevuta da esporre in macchina.

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A Trento no, ci si deve fidare degli addetti ai controlli che devono prendere nota della targa oppure fotografarla con un’ora visibile, ripassare e se la macchina è ancora ferma dopo i 30 minuti elevare la contravvenzione.

L’alternativa è quella di introdurre l’importo minimo di 5 centesimi per avere una ricevuta che riporti la mezz’ora di sosta: a questo punto però non è più gratuita.

Peccato che il Comune abbia provveduto in tutta fretta sabato mattina a sovrapporre degli adesivi con i nuovi costi sui segnali verticali utilizzando degli operai in copia con i verificatori che utilizzavano normali scale e forse tale procedura non rispecchia del tutto le norme antinfortunistiche, ma non abbia messo nessuna spiegazione.

Questo è un altro esempio del pressapochismo proprio della sinistra col quale le casse comunali andranno ad incassare di più, ma probabilmente con molte contestazioni.

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