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Sostenibilità, è ora di agire. Festival ASviS 2020 al Muse

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Dal 22 settembre all’8 ottobre è ora di agire per la sostenibilità e il Museo delle Scienze – Muse di Trento si dichiara in prima linea nell’impegno per lo sviluppo sostenibile.

Due settimane in cui si svolge la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’Alleanza Nazionale per lo sviluppo sostenibile–ASviS.

La sostenibilità è stata definita in vari modi. Uno di questi, ad esempio, è stato espresso dal WWF Italia che la definisce “…. la capacità della nostra specie di riuscire a vivere, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse per vivere e senza oltrepassare le loro capacità di assorbire gli scarti e i rifiuti dovuti alle nostre attività produttive”.

Due settimane di incontri, conferenze e attività didattiche, sia online che negli spazi del museo, per capire come avvicinarsi il più possibile entro la fine di questo decennio ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Infatti, il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, corredata da una lista di 17 obiettivi (Sustainable Development Goals, SDGs nell’acronimo inglese) e 169 sotto-obiettivi, che riguardano tutte le dimensioni della vita umana e del pianeta e che dovranno essere raggiunti da tutti i paesi del mondo entro il 2030, ma alcuni di essi anche entro il 2020.

Oggi il concetto di sviluppo sostenibile si è evoluto e consiste nell’equilibrio virtuoso fra tre dimensioni: quella economica, quella ambientale e quella sociale. Nell’Agenda 2030 queste tre dimensioni si integrano con l’approccio delle cinque P: People, Planet, Prosperity, Peace, Partnership.

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

E’ quindi naturale che il Muse abbia deciso di portare anche a Trento con una serie di iniziative, laboratori e tavole rotonde, sia nel giardino che sui canali digitali del museo, con l’obiettivo di operare in un’ottica di rete e stimolare il dibattito pubblico creando un “effetto domino” di diffusione delle buone pratiche sostenibili.

Questa scelta – spiega David Tombolato, referente del MUSE per i progetti legati alla sostenibilità – è dettata in primo luogo dalla volontà di promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030, diffondere la cultura della sostenibilità, veicolare buone notizie relative a ciò che già fanno in tal senso le realtà pubbliche e private presenti sul territorio provinciale, nazionale e internazionale e informare la popolazione sul percorso avviato dalla Provincia Autonoma di Trento per la attuazione della Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile–SproSS”.

Novità dell’edizione 2020, la pubblicazione sulla profilo Instagram del Museo di “Si può fare! La sostenibilità in pratica”, un breve video che verrà pubblicato ogni giorno per la durata del festival, in cui si racconteranno delle realtà che concorrono al raggiungimento della sostenibilità.

Una campagna social ideata dal MUSE per veicolare il messaggio è #ORADIAGIRE, la call to action lanciata a livello nazionale da ASviS, e innescare un circolo virtuoso di buone notizie, nell’ottica di contribuire al cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 dell’Onu e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Programma, da segnalare:

martedì 22 settembre alle 10 con l’evento inaugurale (in diretta facebook) dal titolo “Dalla crisi alla ripresa: trasformare l’Europa e l’Italia nel segno dello sviluppo sostenibile”: un’occasione senza precedenti su come assicurare un rilancio che renda il nostro Paese più sostenibile e resiliente, alla quale parteciperanno rappresentanti di primo piano delle istituzioni e leader di aziende chiave di settori strategici oltre alla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite.

Martedì 22 settembre ore 14 nelle sale del MUSE (con repliche sabato 26 e domenica 27 settembre alla stessa ora) “Un goal al giro di boa”, un viaggio circolare seguendo il percorso di un rifiuto  e

e il nuovo gioco di ruolo targato MUSE “The last Future”, un’avvincente “corsa contro il tempo” ambientata nel 2030 su una base di ricerca galleggiante nell’oceano Pacifico con un finale che verrà scritto dagli stessi partecipanti (dalle 18.30 alle 19 nel giardino del museo).

La seconda giornata si apre con un’altra novità, “The lost species”, un gioco da tavolo ad hoc ambientato in Tanzania: qui, una spedizione internazionale è alla ricerca delle specie anfibie in via di estinzione, ma malattie, bracconieri e piogge tropicali ostacoleranno la loro missione (dalle 15 alle 19 nel giardino del MUSE).

In serata, alle 20.30, andrà in scena il talk scientifico sui temi dell’evoluzione dal titolo “C’è un prima e c’è un dopo”, con Massimo Bernardi, paleontologo del MUSE, e Paolo Costa, filosofo della Fondazione Bruno Kessler (ingresso gratuito, prenotazione su Eventbrite).

Giovedì 24 settembre, a partire dalle 15 (con attività a fruizione libera ogni 20 minuti), la nuova attività “Cosa c’è dentro uno smartphone?”: lo staff del MUSE FabLab, l’officina digitale del museo, illustrerà cosa si nasconde all’interno di uno smartphone e tutti gli elementi rari e preziosi che lo compongono.

Martedì 29 e mercoledì 30 settembre, infine, altre due proposte firmate MUSE FabLab: il gioco interattivo online su “Circular economy e rifiuti elettronici”, in programma martedì dalle 17 alle 18, e il giorno seguente, dalle 16.30 alle 17.30, la diretta facebook su “Sviluppo sostenibile e lotta contro il cambiamento climatico in Perù”, in collaborazione con Mandacarù e Altromercato.

Il Festival si chiuderà giovedì 8 ottobre con due momenti: alle 10 la conferenza finale con la presentazione del Rapporto annuale dell’ASviS sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile (online) e alle 11.30, nella sala conferenze del MUSE, una riflessione sullo stato dell’arte dell’Agenda 2030 in Trentino.

Tre i webinar, due da evidenziare:

sabato 26 settembre dalle 10.30 alle 12, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, dal titolo “I conflitti ambientali e lo sviluppo sostenibile: da ostacolo a opportunità”: un panel di esperti nazionali chiamati a confrontarsi sul ruolo attivo dei poli museali nella prevenzione e gestione dei conflitti ambientali, con esempi molto concreti (dai grandi carnivori al caso Ilva di Taranto).

E quello dedicato a “I musei per lo sviluppo sostenibile nazionale e locale”, al via lunedì 28 settembre alle 16: l’occasione per esplicitare il ruolo dei musei nel contribuire alla sostenibilità di un territorio, ma anche per lanciare il nuovo progetto dei musei integrati promosso da MUSE, ICOM e ANMS. A seguire, dalle 17 alle 18, in sala conferenze del MUSE, l’incontro “Una mobilità sostenibile green e clean per l’Europa”.

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