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Politica

Marcello Carli: «Costruire un’alternativa vera a venticinque anni di immobilismo prodotti da una sinistra inadeguata».

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Marcello Carli può essere considerato l’out sider di queste elezioni comunali ma anche colui che ha sparigliato non poco i programmi degli altri candidati e che ha imposto alla campagna elettorale un altro ritmo.

Stretto tra la sinistra di Ianeselli e la Lega, rappresenta il centro forse nemmeno definibile centro destra, di un fronte politico che vede in campo due ex esponenti della Democrazia Cristiana: Piccoli “garante” di Ianeselli per l’imprenditoria trentina che ne teme la deriva a sinistra e Marcello Carli che ripropone una centralità politica da molti cercata.

Per farlo conoscere ai nostri lettori, gli abbiamo posto alcune domande.

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I tre interventi più urgenti da fare sulla città?

«Non tre, ma quattro; perché dovremo anzitutto attivare tutte le misure necessarie per aiutare la città a superare adeguatamente le difficoltà determinate dalla pandemia da Covid-19. In secondo luogo, si dovranno avviare, appena possibile, tutte le procedure per il disinquinamento delle aree industriali di Trento nord, cercando di recuperare a livello comunitari ed a livello nazionale le risorse necessarie. Su quell’area prevedere poi un centro congressi internazionale – anche per diversificare ed allungare la stagione turistica della città – ed un teatro all’aperto, per poter portare a Trento ad essere nelle agende dei grandi artisti nazionali ed internazionali. Poi dobbiamo lavorare con determinazione per interrare la ferrovia, al fine di ricucire Trento sul piano urbanistico e riportare il fiume in città. E poi passare dalle parole ai fatti anche nella realizzazione della funivia per il Monte Bondone, così da far diventare Trento, finalmente, città alpina a tutti gli effetti».

Cosa fare dell’area a Trento Sud dove si sarebbero dovute costruire le caserme?

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«La cittadella dello sport, portando lì lo stadio di calcio, che ormai è in centro storico, ed una serie di palestre e strutture per l’esercizio agonistico di tutti gli sport, sul modello del Foro Italico di Roma, con un grande parcheggio interrato per facilitare l’accesso agli sportivi. Dovrà poi essere finalmente realizzata la piscina olimpionica con la piattaforma per io tuffi. Ed alle Viote, dopo aver fatta la funivia, realizzare alle Caserme una vera università degli sport invernali. L’insieme di questi interventi farebbe diventare Trento un modello ed un riferimento per lo sport nazionale ed internazionale, potendo realizzare qui significative manifestazioni di livello. E poi, finalmente, fare a Trento la Maratona che la città si merita, per la grande propensione allo sport dei suoi cittadini.»

Conferma o meno dello stadio Briamasco?

«Spostamento a Trento sud appunto, con la cittadella dello sport, come detto.»

Cosa si può fare per far tornare la città ad essere patrimonio dei trentini?

«La città è già patrimonio dei trentini; deve solo essere valorizzata per tutte le risorse che ha e di cui i trentini e le trentine possono solamente essere fieri, perché Trento è portatrice di una profonda identità storica e culturale. Trento deve poi essere valorizzata nella sua grande bellezza, a partire dalle case dipinte che ornano il centro storico, alla Tridentum romana che dovrebbe essere – a partire dalla Domus di Orfeo – valorizzata in maniera adeguata, soprattutto per chi abita in questo gioiello di città. Trento va però potenziata da un punto di vista informatico – qui penso ad una rete wi-fi aperta, veloce e gratuita in tutto il comune – e deve essere dotata di una struttura burocratica molto efficiente ed idonea a richiamare investimenti. La burocrazia deve diventare un fattore di competitività economica».

Politiche sociali: costi asilo nido, emergenza abitativa padri separati e/o trentini in difficoltà?

«Il mio sogno è fare di Trento una città ideale da un punto di vista sociale. Questo coinvolge tutti settori dell’attenzione sociale, dalle famiglie e le loro esigenze di sostegno – tra cui gli asili nido -, come anche il tema dei padri separati che vanno incontro ad enormi problemi economici oppure di coloro che perdono il lavoro e fanno fatica a ritrovarlo. L’Ente pubblico, e soprattutto il comune deve prestare molta attenzione a questi temi, perché sono dirimenti fra una società che mette al centro la persona ed un’altra che si limita a gestire gli individui. Noi puntiamo a mettere al centro le persone. Questo significa dare il via libera alla realizzazione di nuove strutture per l’infanzia che abbiano costi di accesso bassissimi, ma anche far si che vi siano alloggi sociali in cui possano trovare un vero tetto coloro che ne perdono uno. Mi piacerebbe pensare di creare, con l’aiuto dell’investimento privato, una sorta di vero cuscino sociale di qualche decina di alloggi o più, ove poter ospitare coloro che ne hanno temporaneamente bisogno. E sul piano urbanistico dobbiamo creare una città integrata da un punto di vista sociale».

Punto d’Incontro quale futuro?

«Il Punto d’incontro è fondamentale per aiutare le persone che stanno ai margini ed hanno magari più difficoltà, come la Mensa della Provvidenza, o l’Associazione amici dei senza tetto ONLUS, oppure l’Associazione Nuovi Orizzonti per le prosone con dipendenze, e le moltissima altre che si prendono cura di coloro che ne hanno bisogno. Anche questo significa città ideale da un punto di vista sociale.»

Utilizzo della Polizia Municipale da modificare?

«La polizia deve diventare un vero servizio ai cittadini, non in termini repressivi, ma soprattutto in termini di aiuto. E poi dovrebbe occuparsi di più anche di ordine pubblico, coadiuvando le forze dell’ordine nell’azione di monitoraggio e segnalazione, svolgendo sempre più in maniera integrata una funzione di ordine pubblico. Il personale della polizia dovrà diventare sempre più qualificato e la lingua inglese parlata da sempre più agenti per poter interloquire, ove necessario, con i numerosi turisti».

Parliamo degli interventi per la sicurezza in città?

«Per essere sicura la città deve essere viva e presidiata. Dobbiamo portare la luce della vita negli angoli bui della città, ed offrire a queste zone l’opportunità di crescere ed affrancarsi dai problemi della criminalità sia con la prevenzione e la repressione che con la promozione della vita sociale e studentesca. Penso ad esempio a Piazza Dante, che se fosse valorizzata con delle attività recettive attraverso la realizzazione di alcuni chioschi o locali ben disegnati ed aperti fino a tardi la sera, potrebbe essere presidiata in maniera naturale ed a costi assai bassi. Recintarla è una soluzione meccanica, sterile ed estrema. Presidiarla con la vita sociale valorizzando i nostri studenti secondo me è una soluzione più efficace».

Si o no alla regolamentazione della movida?

«La movida va gestita ed organizzata con le rappresentanze degli studenti, dei commercianti e dei cittadini. Una città con 16.000 studenti universitari non può negare il diritto al divertimento; dobbiamo confrontarci con esperienze di successo come Bologna, , Verona, ed anche Barcellona ed altre per vedere come si possa gestire al meglio nell’interesse dei ragazze, dei commercianti e degli abitanti».

In caso di ballottaggio Merler / Ianeselli chi appoggerete?

«Vista la crescente disaffezione degli elettori verso i principali schieramenti, il nostro sogno è vincere al primo turno. Se anche fossimo costretti al ballottaggio, faremo le nostre scelte nell’interesse esclusivo della città».

Invece Carli/Ianeselli su quali basi chiederete l’appoggio di Merler?

«Sulla base dell’esigenza di costruire un’alternativa vera a venticinque anni di immobilismo prodotti da una sinistra inadeguata».

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