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Politica

Elezioni comunali: il punto di Andrea Merler

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Due mandati consecutivi da Sindaco del capoluogo, Alessandro Andreatta lascerà la politica attiva per tornare all’insegnamento.

La sua ultima consigliatura, quella che lo aveva visto vittorioso nel 2015 al primo turno con il 53,7% di consensi, sostenuto dal Partito Democratico, dal Cantiere Civico Democratico, dal PATT e dai Verdi, si chiuderà a tinte chiaroscure.

Come non ricordare le continue ed infinite fibrillazioni dovute ai poltronisti della prima ora del Cantiere Civico Democratico e quelle della seconda ora dei fuoriusciti del Partito democratico e del neo costituito gruppo di Futura che con la scusa di avere posti nella Giunta comunale, avevano posto le basi per l’involuzione politica della coalizione con lo spostamento definitivo del baricentro a sinistra avvenuto ormai a ridosso delle elezioni provinciali del 2018.

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Sappiamo anche tutti come è andata a finire nell’ottobre del 2018, con la schiacciante vittoria del centrodestra alle provinciali e da allora l’azione del Comune è rimasta relegata prevalentemente alla gestione dell’ordinaria amministrazione perché ogni delibera proposta dalla Giunta era sottoposta ai distinguo della stessa maggioranza e alle posizioni radicali di un’agguerrita minoranza.

Basti pensare ancora che solo con il rinvio delle elezioni del 3 maggio e in piena prorogatio del mandato causato dalla pandemia è stata approvata la variante al PRG (non un nuovo PRG!) che ha però esautorato anche l’intero Consiglio Circoscrizionale di Gardolo che si era espresso contrariamente all’unanimità e un importante assestamento al bilancio per cercare di sostenere le imprese per la crisi economica.

Il risultato finale è che il fu centrosinistra-autonomista, all’inizio del 2020 si era però improvvisamente ricostituito in una nuova coalizione allargata denominata “SiAmo Trento”, alla cui guida si trova saldamente l’ex sindacalista della CGIL Franco Ianeselli e che, con l’accordo riservato di gennaio tra lui e l’ex Presidente della Provincia Ugo Rossi, era riuscito nell’operazione saltata invece alle provinciali del 2018 a spese proprio dello stesso Rossi.

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L’ex Presidente Rossi avrebbe così negoziato direttamente con il candidato Sindaco Ianeselli la promessa di una sua candidatura per un posto da Parlamentare a Roma. La storia ci dirà se avevo visto giusto o sbagliato.

Vero è che, accordo o non accordo, l’ex Sindacalista della CGIL non poteva piacere proprio a tutti, soprattutto ai moderati di centro che oramai vedono oggettivamente assottigliarsi notevolmente il loro spazio politico in quello che rimane dell’UPT (ex Cantiere Civico Democratico per intenderci) e con Azione di Calenda. Questo “nuovo centrino” risulta anche essere l’anello più debole della coalizione per la presenza a dir poco ingombrante della Lista civica a sostegno del candidato Sindaco nella quale militano noti professionisti che provengono anche da importanti esperienze democristiane.

In buona sostanza si può però intravvedere facilmente una continuità con l’azione dell’ultima fase storica del Sindaco Andreatta, con lo sbilanciamento della coalizione a sinistra e per la quale qualcuno ha parlato più di una volta di coalizione di Sinistra-Centro.

Il centrodestra aveva un’occasione unica per sfruttare appieno la luna di miele del governo provinciale del 2018, ma si è avvitato su sé stesso, dapprima andando alla ricerca di numerosi candidati della società civile ed infine individuando in Alessandro Baracetti il candidato sconosciuto della coalizione che nel frattempo aveva perso fin da subito l’ex assessore provinciale Grisenti e Progetto Trentino sostenitore della candidata della lista Si Può fare Silvia Zanetti.

Post lockdown e con la crisi economica che cominciava a dispiegare i primi effetti, ci sono stati i primi distinguo di Agire dell’assessore Cia che chiedeva un supplemento di confronto politico interno alla coalizione.

Alla fine l’assessore Cia e con lui Agire sono stati accompagnati malamente alla porta dall’allora Candidato Sindaco. All’ultimo momento il segretario della Lega Bisesti ha compiuto quella che chiamerei la sua personale “mossa del cavallo” cambiando in corsa il Candidato Sindaco Baracetti con il leader indiscusso dell’opposizione in Consiglio comunale Andrea Merler che si ritroverà alla guida della coalizione di centrodestra composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e una Lista Civica a sostegno del Sindaco.

Non a caso l’ho denominata la mossa del cavallo perché era ormai chiaro a tutti e bisogna dare qui atto alla lungimiranza politica del leader di Agire Claudio Cia, che le condizioni politiche erano profondamente cambiate e andava fatta una valutazione sulla competenza, sull’esperienza politica e sull’autorevolezza del candidato.

Mi sento di poter affermare che il cambio del candidato è stata sì una scelta politica dolorosa, ma dettata dall’assoluta necessità di recuperare terreno sulla lepre Ianeselli che nel frattempo, con quasi l’intera Giunta e gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza presenti nelle liste a suo sostegno, poteva pensare di vincere agevolmente persino al primo turno.

Ritengo che anche oggi goda di un discreto vantaggio che però può vedersi recuperato in extremis anche per la presenza di un terzo competitor, l’ex consigliere provinciale Marcello Carli. Quest’ultimo, si è palesato dapprima come candidato proposto da Agire nel centrodestra e poi come terzo incomodo tra i due maggiori schieramenti.

Nel tempo è riuscito ad avere il sostegno di Agire, dell’Unione dei democratici Cristiani-DC e anche di una sua Lista civica. Marcello Carli non è affatto un novellino della politica e saprà benissimo sfruttare l’occasione propizia se ne avrà l’occasione e anche se fino ad oggi non ha mai dichiarato chiaramente con chi deciderà di apparentarsi in caso di ballottaggio, la presenza ingombrante e leale al centrodestra almeno a sentire Cia, dovrebbe destare perlomeno il sospetto del sostegno alla coalizione di Merler.

Il ballottaggio è lo spettro per tutti, per Ianeselli in particolare e l’ultima occasione per il centrodestra di rimediare a tutte le diatribe politiche degli ultimi otto mesi. Un dato però deve farci riflettere. I candidati Sindaco del capoluogo nel 2015 erano quattro, mentre oggi sono otto e possiamo notare altresì l’esplosione delle liste nelle quali oltre al candidato Sindaco sarà difficile eleggere un secondo consigliere.

In questo la coalizione di SiAmo Trento pare avvantaggiata avendo riunito tutte le forze politiche storiche e allargando i suoi confini anche se credo che il voto dei moderati sarà importantissimo e dirimente della contesa politica. Le pluri candidature, in Comune e nelle dodici Circoscrizioni cittadine ovvero le candidature di facciata di consiglieri provinciali o parlamentari in carica non sono segnali positivi e sono sintomi di una democrazia malata dove si ha sempre più la netta sensazione che le rendite di posizione prevalgano e siano occupate per meriti passati e in base all’anzianità di servizio.

Il ricambio e rinnovamento generazionale rischiano ancora una volta di essere ancora rimandati. Il Comune di Trento fa invece certamente eccezione sulla dialettica e il pluralismo, ma al contempo anche sulla disgregazione politica dove invece in molti altri Comuni trentini assistiamo proprio all’esatto contrario con le Candidature uniche di Sindaci che sviliscono il benché minimo confronto democratico tra almeno due opposte visioni e forse anche la partecipazione attiva.Nelle elezioni comunali dovrebbero prevalere meno le ideologie e dovrebbero essere i programmi e le persone a fare la differenza tra chi vince e chi perde.

Quello che mi aspetterei dagli otto candidati è una loro visione politica sulla pianificazione e riqualificazione urbanistica, sulla tutela della sicurezza, sul contesto sociale, sulle scuole e i nidi, sulla semplificazione, sulla digitalizzazione del Comune, sull’efficienza e sull’efficacia dell’azione amministrativa o su altre competenze specifiche.

Una visione che non sia fatta di soli slogan, di promesse elettorali o di accuse reciproche, ma di azioni concrete e fattibili perché è quello che serve veramente in un Comune e su questo spero vi sia il vero confronto dialettico tra i vari candidati.

La città con tutte le problematiche che dovranno essere affrontate dalla politica, ha bisogno di un governo amministrativo che garantisca stabilità per i prossimi cinque anni e che non rimanga ostaggio dei veti incrociati dei partiti o delle aspettative inattese di singoli consiglieri eletti che magari puntano solamente ad avere un posto in Giunta perché questo è un film già visto nella scorsa consigliatura che non ci possiamo più permettere.

a cura di Andrea Merler (nella foto)

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