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Politica

Claudio Cia: «Con Marcello Carli possiamo arrivare anche al 30%»

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58 anni, sposato con due figlie, consigliere provinciale, assessore regionale e soprattutto segretario di «Agire per il Trentino», il movimento che sostiene il candidato sindaco per la corsa a Palazzo Thun Marcello Carli.

Claudio Cia si era presentato nella passata tornata elettorale del 2015 come candidato sindaco del centro destra finalmente unito raggiungendo oltre 1.400 volti di preferenza su un totale di 33 mila della coalizione.

«Il sindaco Andreatta ne aveva presi meno di 13 mila, siamo andati vicino al ballottaggio e per me è stata una grande esperienza» – spiega Cia.

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Lui è stato anche l’ago della bilancia della campagna elettorale dove, dopo essere stato cacciato dal centro destra e dal suo ex capitano Alessandro Baracetti, ha costruito un polo civico preparando la strada per la discesa in campo di Carli. In proposito e su altre tematiche lo abbiamo sentito.

Dica la verità come è andata la storia della lite con Baracetti?

«Non c’è stata nessuna lite, dopo il lockdown avevamo preso coscienza della mancata presenza di Baracetti e del fatto che intorno a lui non era stata costruita una squadra, in poche parole era stato lasciato da solo. La sera dell’incontro fra la coalizione nessuno di agire per il Trentino chiese la sostituzione di Baracetti. Abbiamo chiesto solo un cambio di marcia e siamo stati allontanati in malo modo e con i toni che si sono alzati molto, ma solo da parte di Baracetti. La sorpresa è che nessuno sollevò nessuna obiezione e la cosa ci lasciò perplessi.»

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Ma poi nessuno del centrodestra tentò di ricucire lo strappo?

«Assolutamente no»

Questo ha aperto le porte per la discesa in campo di Marcello Carli vero?

«Carli era uscito allo scoperto da qualche giorno e quindi abbiamo preso contatti con lui cogliendo fin da subito la volontà e la disponibilità di mettersi in gioco per il bene della città»

Alla fine però lei aveva ragione visto che Baracetti è stato a sua volta cacciato dal centro destra

«Sono le vittorie di Pirro che non servono a nulla, ora è necessario concentrarsi sulla campagna elettorale che ha molte variabili e potrebbe portare a clamorose sorprese»

Si è fatto una vaga idea di come andrà a finire in questa tornata elettorale?

«Credo che il ballottaggio sia a portato di mano, cosa forse impossibile con Baracetti e il centro destra unito.

Andare per conto proprio per colpire insieme quindi?

«Sì, in sintesi è proprio così. Il centro sinistra prima era sereno e sicuro di aver già vinto ma con l’entrata in scena di Marcello Carli per la sinistra sono cominciate le paure perché lui parla ad un mondo che non si fida ne della sinistra ne della destra».

Che percentuale pensa di raggiungere con il polo a trazione Carli?

«Possiamo fare qualsiasi risultato, anche arrivare al 30%»

E il suo partito?

«Miriamo ad essere decisivi per mandare al ballottaggio Carli. Agire ha dimostrato di essere affidabile e coraggioso mantenendo la coerenza senza mettersi mai in venditax

È una campagna elettorale che si gioca anche sulla sicurezza, voi avete le idee chiare a riguardo?

«In primis nessun recinto a piazza Dante. La sicurezza delle città è condizionata dalle dinamiche nazionali e provinciali, ma il sindaco deve aver la forza di battere i pugni sul tavolo del Questore anche tutti i giorni se ve ne fosse la necessità. La linea morbida e buonista della sinistra non ha pagato ed ora diventa difficile la lotta contro la criminalità. Noi combatteremo senza tregua lo spaccio con tutti gli strumenti possibili e non permetteremo agli spacciatori di distruggere intere generazioni dei nostri figli.»

Come definisce il suo polo?

«Non siamo connotati ideologicamente e non siamo dipendenti dalle scelte delle segreterie nazionali. Il nostro interlocutore principale è il cittadino che chiede meno politica e più concretezza.»

Circoscrizioni si o no?

«Hanno importanza se vengono valorizzate, diventano inutili invece se servono solo per marcare una bandiera sul territorio oppure se non vengono tenute nella giusta considerazione dall’amministrazione comunale»

Burocrazia e imprenditori, un abbraccio mortale?

«Dobbiamo liberare i commercianti dal fardello burocratico, la sinistra in campagna elettorale dice così ogni volta ma poi scopriamo che sono aumentati uffici e personale.»

Il PD governa il capoluogo da 25 anni, forse un pochino troppo, i trentini lo premieranno di nuovo?

«Affidare la città di nuovo al Pd sarebbe come affidare il centro trasfusionale a Dracula. Il pd in questi anni ha complicato la vita dei cittadini. La cura non può essere affidata a chi ha causato la malattia. Ieri ho letto un post che diceva così: “Venticinque anni di governo ininterrotto della Città e ci spiegano cosa farebbero se potessero avere il nostro voto.. è umorismo”. Mi trovo d’accordo con quanto scritto anche perché da parte dei democratici non ci sarà nessun cambiamento. I vari Pattini Stanchina, Panetta, Robol, Maule, Serra, Gilmozzi, Franzoia, Calza e Tomasi, tanto per citarne alcuni, si presentano come “novità” o come “punte di diamante” delle rispettive liste a sostegno del candidato sindaco Franco Ianeselli. La tanto sbandierata novità è, nella realtà dei fatti, inesistente».

Perché avete scelto il quartiere Le Albere per presentare la vostra lista dei candidati?

«Perchè le Albere sono la dimostrazione di una politica che non ascolta i cittadini e non si confronta. Politicamente dobbiamo dare delle risposte ma non come le ha date il centro sinistra in questi anni»

Cosa significherebbe avere come sindaco nei prossimi 5 anni Ianeselli?

«Per Trento sarebbe devastante. Ianeselli dimostra di non conoscere le esigenze del territorio. Difende i migranti che non vogliono integrarsi pur avendo tutti gli strumenti per farlo. Rischiamo di trattarli come categorie protette a discapito dei cittadini che invece avrebbero bisogno di quelle risorse che lui vuole dare solo per motivi ideologici all’accoglienza. Con lui Trento diventerà un campo profughi che porterà solo miseria, povertà e disperazione»

E se al ballottaggio andasse Merler?

«Agire per il Trentino per statuto è nel centrodestra, per quanto mi riguarda quindi sosterremo chiunque è alternativo alla sinistra»

Chi saranno le sorprese fra i candidati del suo partito?

«Mauro Corazza, Sandro Bordignon, Olga Segata ed Elena Sester»

Che rapporto ha con il governatore Maurizio Fugatti?

«Ottimo. Lo ritengo una persona onesta e seria ed espressione di una lega capace di rapportarsi con i propri alleati con spirito costruttivo anche se magari con visioni diverse. È un grande lavoratore che in questi primi due anni di governo si è dimostrato all’altezza della situazione e che si è sposato con la provincia trascinato dall’impegno e dalla passione e l’amore per il Trentino. Sono sicuro che farà un altro mandato da presidente»

E se Carli diventasse sindaco lei che farà?

«Se me lo chiederà farò l’assessore, non sono sposato con la poltrona di assessore provinciale. Ho sempre avuto una grande sensibilità verso il sociale e mi piacerebbe diventare assessore alle politiche sociali di Trento. Ma a decidere sarà Carli»

Quale sarà il partito sorpresa?

«Fratelli d’Italia».

E la delusione?

«Vedo Forza Italia in difficoltà.»

Quanto perderà la sinistra al primo turno?

«Sicuramente in 8/10%».

A sinistra le sorprese in negativo?

«Il PD perderà molti voti a beneficio di Futura che così sposterà il baricentro della coalizione ancora più a sinistra la coalizione. Il Patt pagherà un caro prezzo perché la sua base non si riconosce in questa alleanza.»

Che campagna elettorale è stata ?

«Una campagna che si è giocata sui social e sulle strade dove l’incontro diretto fra candidato ed elettori spesso è stato difficile e complicato per il corona virus. Questo alla fine è diventato un limite alla democrazia. Ma sono stato felice perché ho visto molti cittadini riversarsi nelle piazze dove i candidati hanno raccontato programmi e visione del futuro della nostra città. »

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