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Politica

Sandro Bordignon (Agire) «Risolvere le problematiche sociali che a Trento si trascinano per oltre 20 anni»

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Sandro Bordignon, classe 1972, sposato con Marianna, due figli Nicole e Giulia, candidato con Agire per il Trentino nella coalizione che sostiene Marcello Carli.  Negli anni abbiamo avuto modo di leggere diversi suoi interventi a mezzo stampa, così come abbiamo avuto modo di apprezzare la particolare attenzione che dedica ai temi del territorio.

Se volessimo trovare un “fil rouge”, un minimo comune denominatore, la prima parola che ci verrebbe in mente è sociale.

Da futuro consigliere comunale di Trento, quali azioni sceglierà di promuovere e con quali modalità ne darà concreto compimento?

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“Agire per il Trentino nasce e si radica sul territorio con una speciale attenzione al tema del sociale. Mio obiettivo primario sarà farmi carico delle problematiche sociali che si trascinano da più di 20 anni. Dobbiamo assolutamente mettere davanti la persona, difendere ed aiutare il cittadino, non solo con mezzi economici ma con interventi strutturali. Ad esempio: all’interno delle commissioni di edilizia (pubblica e privata) va scelta ed inserita una persona che abbia la competenza per riuscire ad individuare tutte quelle soluzioni che possono incidere concretamente sull’abbattimento delle barriere architettoniche. La questione non riguarda solamente le persone con disabilità o costrette all’utilizzo di una sedia a rotelle ma va a beneficio dell’intera collettività. Si pensi per un attimo alla popolazione anziana – in costante aumento – e alle conseguenti difficoltà motorie oppure alle famiglie con figli, per le quali l’utilizzo di passeggini diventa difficoltoso in presenza di sbarramenti. Finché non cambia l’atteggiamento culturale, facciamo almeno in modo di applicare la legge che faciliterà quel cambiamento!”

Cos’altro può fare il Comune di Trento per aiutare l’integrazione delle persone con disabilità?

“Sicuramente è un argomento che merita attenzione, in quanto centrale per un’integrazione reale e piena. A tal fine bisognerà vigilare che il Comune e le società partecipate e controllate rispettino la legge sul collocamento obbligatorio delle persone con disabilità, legge spesso disattesa dalla stessa pubblica amministrazione, come hanno dimostrato i numeri che Agire aveva reso pubblici attraverso una conferenza stampa mesi addietro”

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Un tema spesso affrontato talvolta in modo disorganico, con luoghi comuni o senza una chiara metodologia di fondo è quello del LAVORO. La pandemia scatenata dal Covid-19 e il conseguente lockdown imposto dal governo centrale non hanno risparmiato nessuno. Oltre ad aver ingenerato comprensibili paure sul fronte della salute, il Coronavirus ha prodotto una crisi senza precedenti, rendendo così ancor più urgente un monitoraggio che sappia coniugare fattore economico e benessere collettivo. Secondo la Sua visione, quali mosse occorrono per restituire serenità ai trentini?

“Mi preme sottolineare che svolgo due attività: la prima come dipendente nella più grande realtà privata della grande distribuzione della nostra regione, la seconda come Consulente di sistemi di telecomunicazioni per aziende. Ho anche una partita IVA L’ho voluto scrivere perché ritengo che questa flessibilità mi permetta di interfacciarmi con le problematiche che sperimentano gli addetti nei settori privati da un lato e chi possiede una partita IVA dall’altro.

Non possiamo pensare che Trento sia una città veramente turistica quando la domenica sera ad esempio in centro città non troviamo un ristorante aperto. Non possiamo pensare Trento come città attrattiva quando durante le feste natalizie non siamo in grado di sostenere (come ente pubblico) un investimento per luminarie all’altezza del nostro meraviglioso centro storico. Il mio impegno andrà nella direzione di trovare un accordo che faciliti l’apertura dei ristoranti anche la domenica sera, affiancando ad iniziative mirate un sistema di turni adeguatamente ragionato.

Nel contempo sarebbe oggettivamente impossibile trasformare Trento in città turistica lasciando aperti i negozi tutte le domeniche in modo indiscriminato e senza una progettualità di fondo. Il turista non viene per fare la spesa a Trento o per entrare in un negozio con il marchio di una multinazionale. Utilizziamo le aperture domenicali (18+4 di Dicembre, si veda l’ultimo ddl provinciale votato anche da Agire) per creare dei progetti. qualcosa esiste già. Vedi Festival dell’economia e dello sport.

Nel commercio è necessario stimolare investimenti di piccoli e medi negozi che sono la reale spina dorsale del paese, compresa Trento: incentivare le aperture di negozi territoriali con prodotti tipici agevolandoli dove è possibile negli affitti o/e nelle tasse (dolomiti energia)”

Ultima ma non meno attuale è la questione del Progresso tecnologico, inarrestabile e talvolta difficilmente gestibile. Internet ormai ci permette di essere collegati h24 e svolgere tantissime operazioni che in passato richiedevano spostamenti fisici, quindi un maggiore dispendio di forze e tempo. Come immagina Trento smart city?

“L’impegno di AGIRE sarà quello di trovare degli interlocutori, ad esempio Trentino Digitale, azienda di cui il Comune è anche azionista, per spingere a soluzioni che garantiscano l’accesso ad una connettività con prestazioni al passo con i tempi. La società Trentino Digitale possiede le caratteristiche organizzative, il personale per rispondere alle esigenze di privati e aziende che chiedono una connettività di livello medio-alto. Non dimentichiamo che il servizio Wi-Fi viene considerato come facente parte delle nuove autostrade del futuro: non si può immaginare Trento come smart city finché non si pensa ad una soluzione onnicomprensiva che la rende finalmente tale”

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