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Trento

Osti e Biscaglia (Fratelli d’Italia):«A Trento è necessario un modello sociale e assistenziale diverso»

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Il dottor Maurizio Osti e il dottor Roberto Biscaglia (nella foto), Medico e oncologo ortopedico della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, sono candidati per Fratelli d’Italia e sostengono come candidato sindaco del centro destra autonomista Andrea Merler.

Osti, 57 anni, sposato con due figli, pensionato, ha svolto un’intensa attività nella Polizia di Stato.

Gioca a calcetto, collabora con una federazione di pensionati ed è presidente di«Trentino appartamenti» un ‘associazione che fa capo alla confcommercio.

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Siamo andati a sentire i due esponenti del partito di Giorgia Meloni, i loro programmi, obiettivi e anche sogni per una Trento migliore.

Lei Maurizio Osti è candidato per Fratelli d’Italia, un partito molto legato al territorio e alle problematiche di area. Cosa ci può dire in merito alle politiche della sicurezza della città in cui vive?

«Dopo aver svolto servizio nella Polizia di Stato, Ho deciso di candidarmi con Fratelli d’Italia alle elezioni amministrative per il comune di Trento il partito che meglio rappresenta il mio ideale politico fatto di chiarezza, fermezza collaborazione e lealtà. per dare sostegno alla coalizione guidata dall’ Avv. Andrea Merler, collaboro anche con le associazioni di volontariato, ed in particolare con la Federazioni dei Pensionati.

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Sicuramente un argomento di primaria importanza è quello della sicurezza dei cittadini, vi sono ancora troppi quartieri dove è stato trascurato il problema, quali Piazza Santa Maria Maggiore e le periferie della città, causando sempre più disagio nei residenti, provocando allarme in centro città per quanto riguarda la microcriminalità diffusa e lo spaccio.

Altra questione fondamentale è quella dello sviluppo. Per far ripartire la città si deve promuovere la sburocratizzazione delle norme urbanistiche, velocizzare i tempi di risposta a privati ed imprese, solo in questo caso si possono attrarre dei nuovi investitori. Non solo, in tema di burocrazia io sarei favorevole ad un garante della burocrazia, una figura istituzionale potrebbe offrire spazio alle istanze dei cittadini vessati dalla burocrazia e operare per risolverle.

Da quanto emerge da una ricerca di Confcommercio, quasi un’azienda trentina su due è a rischio di chiusura per la crisi economica causata dalla pandemia. Questo dato riguarda le aziende attive nei settori del commercio, turismo e attività di servizio e causa grande sfiducia nelle istituzioni da parte di molti imprenditori e per questo motivo sono necessari dei piani di investimento, accesso al credito, semplificazione e dilazione delle bollette nonché la predisposizione di agevolazioni ed incentivi soprattutto per le piccole attività commerciali. Troppi trentini sono costretti a fare i pendolari per garantirsi un lavoro a causa dell’immobilismo del locale mercato del lavoro se vogliono lavorare.»

La sicurezza in città risente da anni di mancate soluzioni, quali sono le sue proposte?

«In un momento di crisi economica occorre più che mai vigilare sul benessere e sulla sicurezza dei cittadini e sul rispetto delle regole da parte di tutti.

Ritengo indispensabile uno stretto rapporto con tutte le Istituzioni competenti, in primis Il Commissariato del Governo, il Questore ed il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, allargato a Rappresentanze di quartiere, individuate di volta in volta in relazione alla necessità, in sinergia e coordinamento reale con ogni Forza di Polizia, per il contrasto alla microcriminalità.

Intensificazione dei servizi di controllo, impiego di unità cinofile, effettuare dei controlli mirati anche ad alcuni esercizi commerciali dei quartieri della città più a rischio, specialmente nei bagni ad uso pubblico, posizionamento di telecamere intelligenti con riconoscimento facciale e movimenti sospetti, cultura preventiva, formazione del personale, e collaborazione con la Polizia di Stato questo può essere l’intervento per garantire più sicurezza e recuperare le aree degradate.

Riappropriazione dei parchi pubblici rimozione di ogni elemento di degrado e bivacco. Accordo con le altre istituzioni per la prevenzione, di ordine e grado per dare la massima diffusione dei principi di legalità e della coscienza civica nelle scuole in modo da affrontare i fenomeni di microcriminalità, che destano maggiore allarme sociale, con delle conferenze negli istituti che portino a conoscenza dei giovani i reali rischi dell’uso della droga, anche in collaborazione con S. Patrignano e le Forze di Polizia.

Attività di controllo civico disciplinata da un protocollo d’intesa, come avviene in altre città, tra Commissariato del Governo, attraverso il Comitato per l’ordine e la sicurezza, e il comune con la maggior partecipazione dei cittadini al controllo del territorio dove risiedono, con il coinvolgimento delle circoscrizioni e dei vari comitati civici.

Massima dedizione delle forze di Polizia al controllo del territorio con la riformulazione di un nuovo Regolamento di Polizia Urbana per consentire una ancor maggiore efficacia al contrasto di fenomeni di malaffare e prostituzione lungo le strade della città, dell’accattonaggio molesto, del consumo di alcol nei parchi e giardini pubblici, dell’abusivismo commerciale, che hanno reso problematica la vita dei cittadini e delle attività commerciali, nel centro storico ed in alcune periferie.

La sicurezza partecipata e condivisa è il miglior modo per affrontare il tema della vivibilità cittadina. La continua analisi quartiere per quartiere delle problematiche di zona, verificando le varie tipologie di fenomeni legati al degrado urbano e alla criminalità, potrà offrire una risposta certa anche nel caso di reati che creano allarme sociale (furti, danneggiamenti, abbandono rifiuti, disturbo della quiete pubblica, ecc.) e incidere sulla percezione della sicurezza, soprattutto da parte di fasce di popolazione più esposte come anziani e bambini, e che impongono interventi tempestivi.

Il tema della sicurezza va considerato in modo più esteso, con una visione culturale, la sicurezza economico sociale, iniziative comunali, iniziative con le scuole.

Trento deve diventare il centro nevralgico del turismo Trentino, un circuito di reti e rapporti a livello provinciale, nazionale e internazionale e rientrare nel novero delle città turistiche più belle e attrattive.

Nello scorso anno la Città di Trento è stata visitata da circa un milione di turisti, piazza del Duomo e le nostre varie attrazioni quali il Muse, i musei, come i castelli, sono molto ricercati dai turisti. Ritengo opportuno fare ripartire il progetto per riqualificare Piazza Mostra, che sarebbe sicuramente un’ottima attrattiva per i nostri visitatori. Trento deve abbinare la cultura al turismo culturale e storico, che costituisce un indotto economico e occupazionale di grande importanza per tutta la sua collettività. Ricordiamo i vari eventi internazionali quale il festival dell’economia, il festival dello sport e queste visite sono incentivate anche dalla vicinanza con le nostre località turistiche. Vorrei ricordare anche un valore storico, a Trento si è celebrato anche il Concilio di Trento.

Le località turistiche del Trentino, sono fra le preferite dai turisti, soprattutto a seguito del Covid, le nostre strutture turistiche sono state riconosciute tra le più affidabili. Come le nostre strutture turistiche, vanno continuamente migliorate anche la nostra città deve avere una nuova connotazione, per essere in grado di competere con altre città. Cittadini e turisti chiedono una città pulita, sicura, accessibile anche di sera e di notte.»

Sul sociale Fratelli d’Italia ha idee chiare, ma applicate alla città di Trento quali sono secondo Lei le più idonee?

«Promuovere delle iniziative per i giovani allo scopo di prevenire l’uso e le conseguenti dipendenze di ogni abuso di sostanze, stupefacenti e degli alcolici, fumo gioco. La prevenzione, deve iniziare dalla scuola dell’obbligo, per farsi che le nostre future generazioni prendano coscienza di questo problema. Da ex appartenente aggiungo che la prevenzione deve iniziare anche dai controlli preventivi da parte delle forze dell’ordine, nelle vicinanze delle scuole e dei luoghi di incontro dei ragazzi».

Nel sociale Fratelli d’Italia ha idee chiare, ma applicate alla città di Trento quali sono secondo Lei le più idonee?

«Col Dott. Roberto Biscaglia, (foto) Medico e oncologo ortopedico della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento intendo poi approfondire il tema che ci sta sommamente a cuore, la valorizzazione e tutela dei nostri cittadini non più giovani.

Ogni anno sono sempre più numerosi i Trentini negli anni d’argento. È nostra somma preoccupazione essere a fianco dei nostri padri, madri, nonni e nonne che dopo una vita di lavoro e di pagamenti di contributi, impegnati a costruire la nostra Trento, devono essere valorizzati e tutelati negli anni di maggiore fragilità.

Per Maurizio Osti e Roberto Biscaglia, è essenziale rimarcare che a Trento il Comune dovrà :

PRESIDIARE, e non inseguire in ritardo, l’invecchiamento della Popolazione. L’emergenza Covid insegna: TUTELARE le Persone negli Anni d’Argento, sia che siano sole, sia che vivano in Famiglia. Il Comune di Trento dovrà lavorare in sinergia con la Provincia e l’Azienda per i Servizi Sanitari e la rete delle Rsa per:

POTENZIARE i Servizi Infermieristici territoriali (= potenziare le cure domiciliari, medicazioni, monitoraggio clinico, igiene personale, prelievi a domicilio).

POTENZIARE i Servizi diurni di assistenza alla persona (= potenziare i servizi di pasti a domicilio, la sorveglianza, la spesa, la compagnia, i trasporti personali).

POTENZIARE, riqualificare, valorizzare il Servizio di Guardia Medica festiva e notturna.

POTENZIARE la rete delle residenze protette, per i più deboli, ubicate in aree prossime al centro.

POTENZIARE la disponibilità di posti nelle RSA, abbattendo ulteriormente le liste di attesa a vantaggio delle Persone e delle Famiglie in difficoltà, facilitando la fruibilità di periodi di soggiorno di sollievo, rendendo le RSA sempre più parte della Città e luoghi di serenità e di relazione.

POTENZIARE, a tutela delle Famiglie, la disponibilità di strutture di lungodegenza che accolgano chi, dimesso dalle Strutture Ospedaliere, non se la senta di rientrare a Casa in sicurezza.

VALORIZZARE il ruolo degli Animali da Compagnia, facilitandone la gestione, i costi, ampliando gli spazi e le offerte a loro dedicate. Intesi come Compagni di Vita e portatori di affettività insostituibile per tante Famiglie e per tante persone sole negli Anni d’Argento.

Osti e Biscaglia insistono sul fatto che «si deve prestare attenzione alle persone anziane e ai loro bisogni anche per le pratiche burocratiche che vengono presentate sempre più per via telematica, con difficoltà o impossibilità da parte dell’utente anziano ad utilizzare i computers. Pensiamo di realizzare una assistenza a domicilio per l’espletamento di tali pratiche. Pensiamo anche a dei corsi su misura a domicilio volti a familiarizzare i nostri anziani nell’uso dello smartphone, specie alla gestione e alla fruizione delle foto e video che figli e nipoti potranno inviare loro».

UN MODELLO ASSISTENZIALE E SOCIALE DIVERSO – «Considerando una aspettativa di vita sempre più lunga – Spiegano ancora i due esponenti di Fratelli d’Italia –  accompagnata però da rilevanti patologie croniche, è necessario un modello sociale e assistenziale diverso, questo per attivare una nuova e più rispondente organizzazione dell’assistenza sanitaria, territoriale volta a prevenire l’invecchiamento quale stato della psiche (= emarginazione dalla società attiva) e a creare un modello assistenziale e sociale dedicato alla crescita degli anziani attivi.

È necessario mantenere l’anziano sui propri riferimenti, in primis sul proprio territorio continuando a vivere il più a lungo possibile dove è cresciuto e ha coltivato i propri rapporti sociali per una intera esistenza. Il collocamento nelle RSA spesso porta a una scompensazione dell’anziano dovuta alla perdita dei suoi riferimenti naturali. E’ infatti assodato che la psiche dell’anziano risponde positivamente nel suo contesto di vita più di quella delle persone più giovani. Tutelare pertanto la domiciliarità dei nostri cittadini nell’età dell’argento fino al massimo tempo possibile.

«Non voglio fare delle promesse ma mi assumo l’impegno di adoperarmi al meglio delle mie possibilità per dare il mio contributo per una città moderna, innovativa e migliore, tenendo conto che un consigliere comunale, anche di minoranza, può fare molto per le esigenze del proprio elettorato» – Conclude infine Maurizio Osti 

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