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L antipatico

Il Pio Franco Ianeselli e le suore del Sacro Cuore di Trento

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Iniziamo con un breve riassunto di una dolorosa vicenda di Trento da anni in balìa di una minoranza gay (sempre meno gaia e sempre più aggressiva) che ci viene restituita in questa lettera di un cattolico seriamente preoccupato per le sorti della sua città.

La vicenda vissuta dall’Istituto Scolastico “Sacro Cuore” di Trento, negli ultimi 5 anni, è incresciosa ed emblematica della falsità e della menzogna tipica della sinistra.

In primo luogo della CGIL, guidata all’epoca dei fatti da Franco Ianeselli, il quale ha creato ad arte un polverone pazzesco, che gli ha permesso di distorcere la realtà, accusare ingiustamente e interpretare in modo arbitrario i fatti accaduti.

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La questione riguardava, e riguarda tuttora in quanto non conclusa, una “controversia” di lavoro tra una insegnante lesbica o presunta tale, in quanto non si è mai dichiarata e l’Istituto stesso.

Primo e secondo grado di giudizio, entrambi estremamente sfavorevoli al Sacro Cuore, con una assurda condanna ad un risarcimento di circa 64.000 euro, a carico del Sacro Cuore. Una sentenza “ideologica-politica” figlia dell’imperante “politicamente corretto”.

Il 5 maggio 2017 l’Istituto delle Suore ha fatto ricorso in Cassazione, la quale a tutt’oggi, dopo oltre tre anni, non si è ancora espressa.

È evidente che è difficilissimo un bilanciamento dei diritti, o presunti tali. In primo e secondo grado i diritti erano tutti dell’insegnate lesbica o presunta tale, con sentenze da regime totalitario.

Purtroppo la superiora del Sacro Cuore nel frattempo è venuta a mancare, e non potrà vedere come si pronuncerà la Cassazione, che, prima o poi, dovrà pur farlo. Il sospetto, a questo punto, è che si aspetti l’approvazione del ddl Zan, per avere via libera alla conferma arbitraria della sentenza di secondo grado.

Al sottoscritto l’intera vicenda appare come un vespaio, dove chiunque mette le mani rischia moltissimo. Lo scopo politico, però, è la soppressione della scuola cattolica nel suo insieme, non solo del Sacro Cuore di Trento.

A Genova è già successo. Il problema è di Libertà e prima ancora di Verità, che va riconosciuta e rispettata. Per questo vale la pena di lottare e opporsi, sul piano civile e politico, al tentativo di sopprimere la scuola cattolica, anche solo pensando che storicamente è stata la Chiesa Cattolica ad inventare la scuola, che prima non esisteva”.

La prima cosa che viene da chiedersi è la seguente: una scuola cattolica è libera o meno di fare una scelta culturale secondo la dottrina cattolica, oppure è obbligata a seguire il vangelo politicamente corretto che prevede gender, gay e droga libera?

E poi: una suora che ha fatto una scelta di vita e religiosa ben precisa e che dirige una scuola cattolica, in coscienza, è libera o meno di scegliere un insegnante adatto per i bambini che le sono stati affidati da famiglie cattoliche?

Questa vicenda dolorosa e crudele del 2017, legata all’Istituto del Sacro Cuore di Trento, vede in primo piano il ruolo di Franco Ianeselli, sindacalista, segretario provinciale della Cgil, ora candidato sindaco per la città di Trento, e il ruolo dell’avvocato Alexander Schuster che ha assistito la donna, insegnante di educazione artistica, a cui l’Istituto del Sacro cuore non aveva rinnovato il contratto. Naturalmente Schuster è candidato ora nella coalizione del centro sinistra a sostegno di Ianeselli.

Questa vera batosta ha messo in ginocchio il Sacro Cuore, causando solo tanto dolore e tanta angoscia in tutta la città di Trento per i toni così crudeli ed aggressivi adottati da Ianeselli e da Schuster: eppure, una grande soddisfazione venne espressa da Ianeselli anche sui media nazionali. E’ da ricordare che, oltre all’insegnante, l’istituto Sacro Cuore ha dovuto pagare 10.000 euro alla Cgil e alla Associazione radicale “Certi Diritti”.

Questa batosta è il frutto avvelenato di un disprezzo e di un odio per il mondo cattolico, mondo a cui adesso l’ex sindacalista di sinistra guarda per rimpolpare il suo elettorato.

Ianeselli sembra addirittura, un’altra persona, nello sfondo celeste dei suoi manifesti, nell’aria serafica con cui cita ovviamente Chiara Lubich e Alcide Degasperi, pontifica sul Concilio di Trento e nel proliferare di selfie su sagrati delle chiese di San Pietro, Santa Maria e Piazza Duomo ed altre ancora…

Eppure in passato spiccano altre sue battaglie “de sinistra” che non hanno nulla di cattolico, in prima linea con striscione Cgil, come quella che lo ha visto in prima linea a favore del Dolomiti Gay Pride, il festival dell’orgoglio gay, insieme ai politici del PD, Alessandro Olivi, Sara Ferrari, Anpi e drag queen: Gay Pride dove i religiosi sono stati ridicolizzati e umiliati da provocazioni a dire poco sacrileghe.

Ianeselli e i suoi candidati sono dei paladini delle teorie Lgbt, che PAPA FRANCESCO ha definito “uno sbaglio della mente perché creano confusione con progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina, dal diritto del bambino a crescere in una famiglia con un papà e una mamma: cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria gender questo è contro le cose naturali, fare insegnamenti nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità, io chiamo questa colonizzazione ideologica”.

Le liste che sostengono Ianeselli sono piene zeppe di cattolici o sedicenti tali, annacquati dal politically correct tra atei devoti che contrabbandano valori eticamente sensibili con poltrone e cariche prezzolate, vecchi dinosauri della prima repubblica in odore di tangentopoli e riciclati politici che gridano al miracolo per il restauro alla buona di qualche sperduta chiesetta e snocciolano i santi del giorno.

Tutti insieme, appassionatamente, con femministe radicali, entusiasti di eutanasia libera, aborto chimico, gestazione per altri comunemente detta utero in affitto, adozioni da parte di omosessuali, abolizione dei termini mamma e papà con genitore 1 e genitore 2, anarcoidi, antagonisti, centri sociali, spacciatori di droga e infatuati per l’islam disposti alla sottomissione, ovviamente spacciata per dialogo interreligioso.

E l’elettorato cattolico che farà? starà a guardare questa coalizione rossa baizuo’? I cattolici seri si sveglieranno, o saranno superflui, come al solito?

Interessante anche il termine, una sorta di neologismo, che riassume un po’ tutta questa pagliacciata: Baizuò è un termine cinese dispregiativo che significa sinistra bianco e si riferisce a quella elite liberal, progressista e radical chic, tutta ponti e porti aperte, ambientalista da salotto, ossessionati dal politically correct, gender e immigrazionista ad oltranza: ebbene avremo il primo candidato sindaco autenticamente baizuò, o meglio celeste baizuò, vista la sua provvidenziale conversione sulla via Belenzani.

Non a caso, il candidato Ianeselli aprì la sua campagna elettorale in periodo Covid, con il memorabile slogan Abbraccia un cinese: chi di cinese ferisce….

Insomma, tra sinistri gay pride a go-go e bastonate alle suore del Sacro cuore, per l’ateo devoto Ianeselli val bene una messa. Rimane il mistero di come un cattolico serio possa votare Ianeselli, il PD e una coalizione imbarazzante profondamente e radicalmente anticristiana. È un mistero, o semplicemente, un caso di schizofrenia.

Da notare infine: Salvini mostra una piccola coroncina ed urlano allo scandalo, sbraitano indignati parlando di strumentalizzazione della religione: qui, invece siamo in piena libertà di espressione, poiché se sono loro a utilizzare i simboli e i riferimenti religiosi, è tutt’altro che indecente, anzi, è cosa buona e giusta, perché loro sono i più bravi e i più degni, erto sono i più furbi e, di sicuro, i più cialtronescamente spregiudicati.

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