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Val di Non – Sole – Paganella

Giuliana Cova: la vignetta satirica e la “liquidazione” quasi milionaria?

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Comincia ad entrare nel vivo la campagna elettorale a Predaia  il secondo comune della valle per abitanti (dietro al capoluogo Cles). La sfida per la poltrona di primo cittadino è tra Loris Odorizzi (clicca qui per leggere la sua intervista) e Giuliana Cova

Ma a tenere banco ormai da quasi 10 giorni è la vignetta che ignoti in modo satirico e simpatico hanno confezionato per riassumere la carriera lavorativa di Giuliana Cova. Un momento di satira che ci sta, soprattutto a pochi giorni dal voto.

La vignetta sta correndo in rete a velocità supersonica e viene condivisa decine di volte al giorno nei gruppi whatsApp, in facebook e in altri social. 

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La vignetta raffigura Giuliana Cova vestita col classico vestito della «Morte» con tanto di mannaia in mano dopo essere uscita dalle porte delle casse rurali d’Anaunia e della val di Non, dove si lascia dietro un’enorme scia di sangue. 

La terza porta è ancora chiusa, ed è quella del comune di Predaia che però per lei potrebbe aprirsi domenica prossima. Il sangue che si è lasciata alle spalle – dicono i più informati – sia quello delle casse delle rurali che hanno “liquidato” alla sua ex collaboratrice compensi quasi milionari.

Sia ben chiaro, tutto lecito e magari anche guadagnato. 

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Dopo la vignetta sono però cominciate ad arrivare una decina di e-mail di residenti in Predaia che giudicano inopportuna la candidatura di Giuliana Cova.  Il perché è molto semplice: la candidata sindaco sarebbe stata liquidata dalla Cassa Rurale Val di Non con un assegno quasi milionario giudicato dai più esagerato e poco congruo in proporzione al lavoro svolto. Questo almeno il contenuto di alcune email.

Siamo andati a spulciare nel bilancio della cassa rurale val di Non che è pubblico e visibile a tutti sul sito dell’istituto di credito (leggi qui) per vedere se le cose stavano davvero così

A pagina 102 nella nota integrativa non ci è sfuggita una voce molto piccola ma importante e pesante per la cassa rurale val di Non: “Spese per il personale varie: oneri incentivi all’esodo” 1.578.000,00 euro (vedi sotto)

I soldi di questo «fondo» sono serviti a liquidare 8 collaboratori della banca fra i quali anche Giuliana Cova. Sarebbe facile dividere l’importo per sei per avere una cifra di poco più di 190 mila euro cadauno. Ma in realtà non è proprio così perché per calcolare l’incentivo all’esodo non esistono delle regole uguali per tutti.

Il fondo è stato versato all’INPS con accordo sindacale che ha riguardato 8 dipendenti, alcuni dei quali con stipendi alti.

Ricordiamo che l’incentivo all’esodo è una somma che l’azienda per svariati motivi propone per agevolare l’uscita anticipata dei dipendenti: in pratica, in cambio delle dimissioni volontarie del lavoratore, il datore di lavoro offre una sorta di buonuscita, l’incentivo all’esodo appunto.

Per valutare la congruità dell’incentivo, cioè per valutare se la somma corrisposta dall’azienda è proporzionata al reddito perso per l’uscita anticipata, bisogna seguire vari parametri fra cui lo stipendio annuo percepito e ad eventuali benefits aziendali.

Giuliana Cova è stata direttore generale della Cassa Rurale d’Anaunia per 9 anni e  successivamente è stata  vice direttore in Cassa Rurale Val di Non, fino al suo esodo verso la pensione. Le cifre che percepisce un direttore di banca sono pubbliche e possono variare da uno stipendio minimo di 46.000 lordi all’anno, fino ad arrivare ad un massimo che può superare anche i 120.000 euro lordi all’anno.

Bisogna infine considerare la somma che il datore di lavoro sarebbe tenuto a pagare a seguito di contenzioso per licenziamento illegittimo. Secondo queste valutazioni che sono pubbliche e accessibili a tutti la liquidazione di Giuliana Cova potrebbe essere quindi essere anche superiore.

Ripetiamo: tutto lecito e alla luce del sole, ci mancherebbe. I lettori però, forse lecitamente si pongono alcune domande, la prima riguarda le motivazioni che hanno portato la cassa rurale di Val di Non ad incentivare l’esodo della candidata sindaco della Predaia. La seconda è quello che viene chiamato principio di opportunità 

Sappiamo solo che in politica non è sufficiente rispettare i codici della legge e i principi di legalità. In politica è importante non trascurare il principio di opportunità. Della serie: non basta che una decisione o un gesto siano in perfetta conformità con le leggi, è altrettanto importante che una decisione recepisca il principio di opportunità.

Era opportuno che Giuliana Cova lasciasse il suo lavoro a soli 56 anni incassando una liquidazione quasi milionaria? Avrà le motivazioni e l’entusiasmo giusto per amministrare un comune come Predaia? Cosa lascerà dietro di se quando uscirà dalla terza porta della vignetta? Non sarebbe stato meglio lasciare il passo a qualche giovane preparato e magari con un pizzico di ambizione in più?

Questi sono solo una parte di quesiti che si pongono gli internauti che navigano dal comune di Predaia e che ci hanno voluto riportare dubbi e timori nelle e-mail arrivate in redazione negli ultimi giorni.

Come sempre ai lettori e in questo caso agli elettori, l’ardua sentenza, che arriverà fra pochi giorni e dopo la chiusura delle urne.

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