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Trento

Casse Rurali Alto Garda e Rovereto, via al progetto di fusione

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Con la sottoscrizione del protocollo di intesa Cassa Rurale Alto Garda e Cassa Rurale di Rovereto hanno dato avvio al processo di fusione che nei prossimi mesi vedrà coinvolte le strutture nella definizione degli assetti organizzativi e nella predisposizione del piano industriale e, successivamente, sarà condiviso con le rispettive compagini sociali.

La firma del protocollo di intesa rappresenta la premessa ai necessari approfondimenti tecnici, avendo le Presidenze e le Direzioni delle due banche già trovato convergenza sugli aspetti strategici salienti relativi alla governance e all’assetto complessivo.

Attenzione sarà dedicata a ricercare modalità e strumenti funzionali a rafforzare e valorizzare i rapporti con il territorio e le comunità, in una logica di compartecipazione e reciprocità.

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La complessità dell’attività bancaria correlata tanto all’evoluzione della normativa quanto a quella del mercato e l’incertezza della situazione economica, ulteriormente compromessa dagli effetti dell’emergenza sanitaria, obbligano le BCC a riflettere sul proprio futuro e su quello delle comunità e dei territori all’interno dei quali operano.

Riflessioni ancor più valide per Cassa Rurale Alto Garda e Cassa Rurale di Rovereto, che operano su territori contigui caratterizzati da rilevante complementarietà non solo economica e condividono in Vallagarina una parte importante delle proprie zone di competenza – si legge in una nota – .

La presenza di territori, demograficamente rilevanti, che già condividono una capillare rete di servizi ai cittadini e alle imprese (sanità, giustizia, catasto, scuola e università, trasporti, logistica) rappresenta un ulteriore fattore propulsivo alla realizzazione del progetto di un’unica Cassa Rurale, vicina alle proprie comunità e in grado di affrontare nuove sfide con il supporto del Gruppo Bancario Cooperativo di Cassa Centrale.

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Gli ultimi dati di bilancio evidenziano che il progetto aggregativo darà vita ad una realtà solida, con dotazione patrimoniale superiore a 200 milioni di euro, che disporrà di un attivo di bilancio pari a 3 miliardi di euro e servirà un bacino di clienti di circa 100 mila unità”..

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