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Trento

L’aggressione di Andalo: per la prima volta in Trentino e in Europa l’attacco di un orso maschio

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È stata una lunga serata e notte frenetica quella che ha coinvolto la comunità di Andalo sabato 22 agosto 2020.

Sono state ore molto difficili con un orso in circolazione in paese dove erano presenti 15 mila persone, tra turisti e residenti. Poi finalmente il sospiro di sollievo e la cattura avvenuta elle 4 del mattino da parte dei forestali. Ma rimane la grande paura della comunità e soprattutto della coppia che ha rischiato davvero la vita.  

Luca Balasso, 24 enne, carabiniere stava passeggiando tranquillamente con Alexandra Punga a pochi metri dal campeggio gestito da «Andalo Live» quando l’orso è balzato dalla staccionata sul sentiero correndo incontro ai due.

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L’orso è balzato addosso al carabiniere che è caduto a terra tenendosi il capo fra le mani mentre la donna terrorizzata fuggiva verso il campeggio chiedendo aiuto  a due ragazzi che avevano appena finito di organizzare uno spettacolo per i bimbi.

Quando sono arrivati sul posto l’orso stava ancora aggredendo Diego Balasso e solo le loro urla disperate sono riuscite a mettere in fuga l’orso.

Sul posto sono arrivati i soccorsi con due ambulanze del 118, i vigili del fuoco volontari e i carabinieri del radiomobile di Cles, raggiunti poi anche dagli uomini del Corpo forestale provinciale.

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Il 24enne è stato trasportato al santa Chiara di Trento con varie ferite su tutto il corpo. Particolarmente gravi sono i graffi sulla testa, alle braccia e i morsi sui fianchi. Non è comunque in pericolo di vita. Vita che forse deve alla sua grande stazza e preparazione atletica che gli ha permesso di resistere ai numerosi attacchi dell’orso.

Sul posto è arrivato anche il dirigente generale del dipartimento agricoltura e foreste, Romano Masè che nella serata di ieri ha affiancato il governatore Maurizio Fugatti nella conferenza stampa organizzata a palazzo Belli.

«Questa ulteriore aggressione dimostra quanto siano sensati gli allarmi che da diversi mesi abbiamo lanciato sulla situazione orsi in Trentino. Situazione che sta diventando sempre più ingestibile». – ha esordito il presidente Fugatti su quanto accaduto ieri sera ad Andalo, dove un giovane è stato aggredito e ferito, non gravemente, con morsi e graffi da un orso.

«Si tratta di un caso molto grave, che secondo il protocollo Pacobace – ha spiegato il presidente – ci dava due opzioni; l’abbattimento o la cattura per sedazione. Non è stata una decisione facile, ma abbiamo preferito catturarlo, optando per una scelta diciamo “reversibile”, anche perché poteva esserci la possibilità, seppur minima, che l’orso catturato non fosse l’autore dell’aggressione. Tutto è andato bene – ha aggiunto – e ringrazio il personale della Forestale che ha operato con grande efficienza, insieme alle forze dell’ordine e a quanti hanno collaborato, compreso il sindaco di Andalo, per la riuscita dell’operazione. Alle 4.45 mi hanno comunicato che il plantigrado era arrivato al Casteller. L’Autonomia trentina ha saputo, in questo caso, dare una risposta pronta, anche a tutela dei tanti turisti che affollano in questi giorni la zona».

L’orso autore dell’attacco, come ha spiegato Masè, è quasi sicuramente M57, anche se saranno le indagini genetiche a confermarlo. Si tratta di un maschio di due anni e mezzo, già conosciuto per i suoi atteggiamenti “confidenti” nei confronti dell’uomo, avvistato spesso nella zona dell’Altipiano della Paganella, dove in passato ha seguito delle persone o ha rovistato nei bidoni dell’umido.

A questo proposito va ricordato che negli ultimi anni proprio in quella zona, la Provincia, d’intesa con la locale società di gestioni rifiuti, ha attivato 100 siti con più 200 cassonetti anti intrusione orso. La cosa più grave, è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa, è che per la prima volta in Trentino, l’attacco avvenga non per la difesa dei cuccioli.

Va detto, inoltre, che quando è stato catturato, cosi come in tutte le fasi che hanno seguito l’aggressione è rimasto nei pressi del centro abitato di Andalo e anche di un campeggio. 

«Il punto – ha ribadito più volte il presidente, che ha informato dell’accaduto il ministro dell’ambiente – è che gli orsi in Trentino sono troppi e la gente comincia ad essere davvero esasperata. Come chiediamo da tempo, dobbiamo poter gestire noi in prima persona i grandi carnivori presenti sul nostro territorio. E lo dobbiamo poter fare al di là delle ideologie. Ci sono altri casi di orsi confidenti e adesso comincia ad esserci anche il problema dei lupi, anche loro sempre più confidenti. Mercoledì ci sarà un Comitato per l’ordine e la sicurezza in cui affronteremo proprio la questione dei lupi. Non è solo un problema che riguarda l’allevamento, è diventato un problema di ordine pubblico. Per questo dobbiamo avere la possibilità di agire autonomamente, per la sicurezza delle persone e anche per la sopravvivenza stessa del progetto grandi carnivori»

In realtà nessuno nessuno riesce a dare una spiegazione al comportamento dell’orso M57, un esemplare maschio di due anni e mezzo di vita di 120 kg di peso che con la sua forze e i suoi artigli è in grado di uccidere un essere umano in poco tempo.

Un attacco così da parte di un orso maschio non era mai accaduto ne in Trentino ne in Europa.

 

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