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Viaggi & Turismo

Scopriamo il paesaggio montano e culturale del Tesino

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Ripartire dalla montagna è sempre una buona idea, soprattutto in questi tempi incerti e il Tesino con i suoi borghi, chiese, boschi, passeggiate ed escursioni risulta attrattivo e sorprendente, offrendo una vacanza che non ti aspetti.

Tra le numerose escursioni che abbiamo scelto in questa estate 2020, spicca il sentiero botanico naturalistico del Trodo dei fiori che inizia al passo Brocon (m.1620); è un itinerario adatto a tutti, spettacolare per la varietà della flora alpina circa 300 specie che tra giugno e luglio si incontrano lungo il tracciato a zig zag fino al Col del Boia (m.2050), dove restano alcune trincee della Grande Guerra.

Il panorama è indimenticabile, ma forse lo è ancor di più l’escursione sul monte Coppolo (m.2069), che in circa due ore dal passo Brocon conduce alla sommità.

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Mentre si sale sul crinale erboso, è bene voltarsi di tanto in tanto per mettere a fuoco all’orizzonte le prime propaggini della catena del Lagorai con Panarotta, Fravort, Gronlait, cima Stellune e Cima d’Asta, Cima Lagorai, Cauriol e Cima Cece. Si intravede anche il gruppo del Catinaccio e Latemar sullo sfondo.

Da Passo Rolle ecco le splendide Pale di San Martino seguite dalle Dolomiti bellunesi e feltrine, collegate da passo Cereda. Giù nella valle si riconosce Fiera di Primiero e lateralmente Canal San Bovo.

Continuando appare la conca del Tesino con i prati del Celado, la Valsugana e l’altopiano di Asiago. Una vertigine di cime che si susseguono a 360 gradi, rocce dolomitiche calcaree di colore chiaro che si alternano al rosso porfido del Lagorai, passando per il grigio del granito.

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Partecipando alle passeggiate del gusto con l’accompagnatore del territorio Luca Stefenelli, scopriamo altri itinerari del Brocon e sapori autentici di formaggi, yogurt e deliziosi dessert alle malghe Cavallara e Valfontana, squisiti piccoli frutti all’azienda agricola Maso da Tilio Bailo.

Lasciamo Castello Tesino (vedi articolo del 23 luglio 2020) per inoltrarci in Val Malene, direzione Malga Sorgazza, un assembramento di auto ci fa capire che la meta di Cima d’Asta è piuttosto ambita.

Puntiamo al lago di Costa Brunella (m.2013) che raggiungiamo dopo circa due ore seguendo il sentiero che attraversa una fitta vegetazione, punteggiata da flora variopinta; arnica, campanule, orchidee, timo, cardi, primule, non ti scordar di me.

Usciti dal bosco il nostro sguardo va a Cima d’Asta e al Brocon che si intravedono tra le nuvole. Raggiungiamo il lago e la diga costruita negli anni ’40 per fini idroelettrici, il livello del lago è basso, sembra quasi un paesaggio lunare con le sue rocce bianche.

La val Malene è ricca di boschi e cascate, da non perdere il sentiero Riserva Naturale i Mughi, un giro ad anello tra boschi di abete rosso, abete bianco, faggio e pino mugo. Una località ancora poco conosciuta è la Forra Sorgazza-Cengello, il percorso naturalistico si affaccia sulle gole e cascate formate dal torrente Grigno, che si snoda per 23 km dalle pendici di Cima d’Asta al fiume Brenta.

Durante il suo tragitto un alternarsi di ponti e piscine naturali, altre cascatelle le troviamo nei parchi fluviali in diverse località del Tesino. L’acqua è un bene prezioso che alimenta numerose fontane che si incontrano durante le passeggiate nei borghi del Tesino, a Pieve c’è la fontana al capitello di Nogarè, quella dei Serpenti (così denominata per la presenza nei riquadri di due serpenti assetati) e quella in prossimità della Chiesa.

La più maestosa è la fontana di Piazza Maggiore del 1725 “ottagonale di pietra rossa con quattro getti, mascheroni e stemmi” restaurata più volte.

Anche a Cinte è facile imbattersi nell’antica fontana con lavatoi, dalla quale ci si inoltra in lenta discesa verso il parco fluviale val Molin ed il tempio del monaco buddista ven Seiun.

I tre borghi di Castello, Pieve e Cinte sono collegati da un sentiero, che incrocia la statale all’altezza del passo Forcella. Un lungo giro ad anello attraverso un paesaggio magnifico, boschi e prati a perdita d’occhio, che da Pieve si incuneano verso l’Arboreto e il Giardino d’Europa Alcide De Gasperi.

Oltre all’orto botanico nell’Arboreto si trova l’ambiente della Palude vicino a quello del Bosco, la zona delle sequoie americane che sconfina nel Meleto, l’Ontaneto, lo Stagno e il Bosco delle Fate. Una vera oasi di 14 ettari, dove è stato creato anche il Labirinto Magico.

Il Giardino d’Europa Alcide De Gasperi ha una forma particolare, ricorda l’anfiteatro greco, dove ci si trovava per discutere di politica e delle città, si comunicava per trovare l’idea migliore per il bene comune. Ma ricorda anche l’emiciclo del parlamento europeo, all’interno delle bancate è coltivata quasi tutta la flora del territorio tesino.

Molte specie di fiori e piante con diversi tempi di fioritura che vanno rispettati. La natura segue il suo corso senza imposizione dall’esterno, così dovrebbe valere anche per l’umanità.

La figura di Alcide De Gasperi, padre fondatore dell’Europa unita e della Repubblica Italiana, viene messa in luce visitando il Museo Casa De Gasperi e leggendo le interessanti e inedite pagine del libro “Alcide e Francesca” scritto dalla figlia Paola De Gasperi con la collaborazione di Marco Odorizzi. Colpisce una frase scritta dallo statista nel 1921 alla moglie: “Ti voglio libera compagna, amica di pari iniziativa e indipendenza, e nulla mi ripugna di più che il farti da maestro e frugare nella tua coscienza”.

La “Fabbrica dell’Europa” propone un percorso di senso che mette in connessione questi luoghi e il cammino non ancora concluso dell’Europa verso una maggiore solidarietà e armonia nelle decisioni comuni. E’ un itinerario di circa 4 km che tocca quattro tappe principali e racconta in maniera innovativa l’avventura europea dal mito ai giorni nostri: Museo Tesino delle stampe e dell’ambulantato Per Via, il Museo Casa De Gasperi, il Giardino d’Europa e l’Arboreto.

Questa è la stagione giusta per visitare musei e giardini con le guide, persone appassionate della storia locale soprattutto se tra i loro antenati annoverano i “perteganti” (merciai ambulanti del Tesino). La guida dei beni culturali ecclesiastici Maria Avanzo Marchi ci accompagna alla visita della chiesa gotica di Santa Maria Assunta a Pieve Tesino, consacrata dal vescovo Fontejo di Feltre nel 1184.

Sorge nella parte alta del paese a pochi passi dalla salita al colle di San Sebastiano, dove è situata la chiesa dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, eretta dalla comunità di Pieve Tesino nel 1479 come ex voto per aver fatto cessare la peste bubbonica evitando una strage.

L’accesso alla chiesa è scenografico: un vialetto con le statue di San Francesco e Sant’Antonio che sembra sorveglino l’ingresso, i capitelli della via Crucis conducono il visitatore in un percorso panoramico attorno alla chiesa fino alla cappella del Santo Sepolcro.

Altra modalità che ci introduce all’avvincente storia del commercio di stampe dei Tesini verso le vie d’Europa e del mondo nel XVIII e XIX secolo è quello di incamminarci insieme alla guida lungo la strada dei Perteganti partendo da Pieve.

Un percorso intervallato da letture e racconti da parte di Maria Avanzo fino al capitello dei migranti al passo Forcella, dove all’epoca i famigliari accompagnavano e salutavano i propri cari prima della partenza. Una corriera poi li portava a Strigno, quindi a Trento fino alle rotte europee.

A testimoniare l’intraprendenza e la passione dei Tesini per questa attività che ha portato loro fortuna, sono le belle case e palazzi che possiamo ammirare passeggiando per i borghi e le bellezze artistiche delle chiese anche per merito di ricche donazioni elargite in passato. Nel 1881 a Pieve Tesino viene fondata la Società di Abbellimento che oggi viene riconosciuta come la Prima Pro Loco d’Italia.

Il Museo Tesino delle stampe e dell’ambulantato Per Via racconta la storia affascinante di una popolazione inizialmente dedita alla pastorizia, poi al commercio delle pietre focaie e quindi al commercio ambulante delle stampe, fino all’apertura di splendidi negozi nelle principali capitali europee, in particolare in Russia.

Villa Daziaro testimonia tutto ciò, peccato non poter aprire a visitatori e turisti appassionati le sale della splendida villa che Giuseppe Dalle Mule, detto Daziaro, fece costruire tra il 1859-1874. I Daziaro, insieme ad altri Tesini hanno saputo tramandare l’arte e i saperi del proprio lavoro di commercianti di stampe nonché editori alle giovani generazioni, scegliendo i più studiosi e meritevoli che poi hanno proseguito l’attività.

Castello, Pieve e Cinte tre paesi vicini eppure diversi tra di loro, ognuno con le proprie caratteristiche, a volte in competizione. Eppure è proprio dal più piccolo dei borghi, dove i mestieri del “Moleta” e del “Pertegante” recano l’insegna a due vie, che riparte il desiderio di conoscere la Conca del Tesino con il suo ricco patrimonio storico-artistico tutto da riscoprire, sapientemente narrato nel pregevole volume di Vittorio Fabris “La Valsugana orientale e il Tesino”.

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