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Trento

25 anni fa il terribile incidente: Norma Villotti ricorda la tragedia del 19 agosto 1995

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“Quando ho sentito un forte dolore al cuore ho capito che mio figlio se ne stava andando. Ero sdraiata sull’asfalto in attesa dell’ambulanza ed ho stretto la mano di una donna che mi era a fianco e le ho detto: è morto adesso e mi sono girata verso il punto in cui Simone era a terra.”

A 25 anni di distanza il ricordo di Norma Villotti, unica sopravvissuta di quel drammatico incidente, è ancora nitido e reale

Era il 19 agosto del 1995 e mancavano una decina di minuti alle 10. Norma era alla guida della Fiat Uno di Rosa Bellocco, quarantaduenne amica di una vita, dipendente provinciale da poco in pensione che le faceva anche da baby sitter.

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A bordo a fianco di Norma, l’amica Rosa che teneva in braccio il figlio Amos di 9 mesi, sul sedile posteriore la sorellina Aila di 11 anni e Simone.

La meta era Padova dove prima di una giornata di relax, Norma e Rosa avrebbero dovuto consegnare i medicinali raccolti, in particolar modo insulina, destinati alla Bosnia. Un viaggio di piacere, ma anche per correre in aiuto a delle persone bisognose rimaste vittime pochi giorni prima del più terribile bombardamento da parte della Nato.

La Fiat Uno aveva da poco passato l’abitato di Primolano quando affrontando la curva a pochi metri dalla galleria per Feltre, al chilometro 69, la macchina dopo aver perso aderenza sull’asfalto bagnato (non si saprà mai se invece la causa possa essere stata una macchia di gasolio o di olio) invade la corsia opposta  centrando una Fiat Tipo. Lo schianto è tremendo.

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Norma ha un lucido ricordo di quanto è successo, nello scontro le portiere si aprirono e tutti i ragazzi volarono fuori dall’abitacolo: “Le cinture di sicurezza mi fermarono prima dell’impatto con l’asfalto; Rosa rimase al suo posto ed ebbe il tempo di sussurrarmi di aver cura dei suoi figli. Io ho ancora in mente le immagini chiare di quei momenti.

Seguono delle fasi concitate in attesa dei soccorsi, Norma con tutte le sue forze urla: “Sentivo che dicevano che eravamo in 4, perché non trovavano Amos. Imploravo che lo cercassero, ma pensavano che fosse l’effetto dello shock e non mi credevano, ma alla fine li convinsi e lo trovarono.”

Di certo in quell’occasione la sfortuna non si fece mancare nulla. La decisione della gita in compagnia fu presa alle 22 del 18 agosto – “mi telefonò Rosa proponendomi di andare tutti insieme a Padova ed accettai”. Rosa guidava sempre lei, invece : “Quella mattina mi chiese di guidare io per poter tenere in braccio Amos che allora si poteva, così sarebbe stato più tranquillo”.

Poi sarebbe bastato un caffè a Primolano per cambiare del tutto quel tragico scenario. Da allora ogni 5 anni, Norma Villotti ricorda chi non c’è più ed è un unico ricordo, come unico fu il funerale celebrato nella chiesa di San Carlo in Clarina.

Per i 25 anni Norma ha voluto ricordare Simone, Rosa, Aila e Amos riportando alla memoria quei tragici fatti che hanno spezzato la vita di persone innocenti lasciandola da sola come in un tragico destino già scritto.

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