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Arte e Cultura

Wolfgang Amadeus Mozart: 250 anni fa il suo viaggio a Rovereto

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Mozart nacque il 27 gennaio dell’anno 1756 nella città di Salisburgo, all’epoca appartenente al Sacro Romano Impero e fu battezzato il giorno seguente la sua nascita presso la cattedrale di San Ruperto.

I genitori di Wolfgang erano persone molto note all’epoca della sua nascita: il padre Leopold, compositore e insegnante di musica ricopriva l’incarico di vice Kapellmeister (maestro di cappella) presso la corte dell’arcivescovo Anton von Firmian, la madre Anna Maria Perti era la figlia di un prefetto.

Amadeus era il settimo ed ultimo figlio della coppia, solo lui e la sorella maggiore Maria Anna, detta Nannerl riuscirono a raggiungere l’adultità, gli altri fratelli morirono precocemente.

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Wolfgang dimostrò un talento per la musica tanto precoce quanto straordinario, fu un vero e proprio bambino prodigio.

La sua prima comparsa pubblica avvenne all’età di cinque anni, allorché cantò come corista nell’opera “Sigismundus Hungariae Rex” di Eberlin. Era dotato di una memoria prodigiosa, aveva un orecchio straordinario in grado di riconoscere l’altezza dei suoli (orecchio assoluto) e un’incredibile capacità di apprendimento.

Il padre Leopold incoraggiò il talento del figlio e le prime creazioni di quel ‘prodigio di Dio’, come egli amava definirlo, gli dedicò grandissima energia, molto tempo e denaro nella sua educazione musicale, intraprendendo con il “divin figlio” diversi viaggi in Europa, tra i quali il suo primo soggiorno in Italia, nell’amena città di Rovereto, spartiacque tra la cultura latina e quella germanica.

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Rovereto deriva dal latino Roboretum, che significa luogo ricco di querce. È una zona di notevole importanza nel sud del Trentino. La città giace nel cuore della Vallagarina, una valle attraversata dal fiume Adige che scorre verso la pianura del Po per poi confluire nel Mar Adriatico.

È circondata da un paesaggio gentile, sulle pendici dei monti e sulle dolci colline cresce la vite che produce il Marzemino, nominato anche nel Don Giovanni di Mozart.

La città fu sotto la dominazione veneziana, dal 1416 al 1509. Nel 1509 Rovereto passò sotto dominio austriaco. Nel 1564 divenne parte della contea di Tirolo. Maria Teresa d’Austria approvò nel 1750 la fondazione dell’Accademia degli Agiati voluta da Giuseppe Valeriano Vannetti.

Questa Accademia fece della città un vivace centro culturale.

Appena scesi a Rovereto, i due viaggiatori vennero invitati a colazione da Carlo Andrea Cristani a casa di suo fratello barone Giuseppe Nicolò Cristani di Rall, capitano del circolo e commissario ai confini d’Italia. Giuseppe aveva studiato al Rupertinum di Salisburgo ed era stato anche alunno di violino di Leopold.

Wolfgang fu immensamente felice di visitare l’Italia, paese del sole, dei colori, dei sontuosi palazzi e dei giardini lussureggianti, della musica, dell’architettura, della pittura e dei paesaggi magici e indimenticabili.

La città della quercia ospitò il tredicenne Mozart, che, nelle sale del palazzo Todeschi nel Natale del 1769, tenne il suo primo concerto, mandando in delirio la nobiltà cittadina; basti pensare che il signor Bridi, banchiere roveretano a Vienna, nel giardino del suo palazzo sulla strada imperiale fece costruire una tomba immaginaria dedicata a Mozart e il “Tempietto dell’ Armonia”, i conti de Pizzini di Ala lo ospitarono tutte le volte che egli venne in Italia , e lui ricambiò l’ ospitalità tenendo diversi concerti a palazzo; fu osannato in particolare dalla famiglia Lodron, che diede a Salisburgo personaggi illustri tra i quali il principe vescovo Paride, a cui il piccolo genio dedicò tre sue composizioni.

Ma non solo all’interno delle aristocratiche sedi si poté godere la musica di Mozart. Il 26 dicembre, nella chiesa di San Marco, Wolfgang estasiò tutti i cittadini di Rovereto suonando l’organo, ognuno voleva stargli il più vicino possibile.

Il padre Leopold, in una lettera alla sua amata consorte (sotto riportata nella versione originale), dichiarò di essere soddisfatto dell’accoglienza e della generosità incontrate nelle prime tappe del suo viaggio. Mi spiace di non aver ricevuto la tua prima lettera. Forse è rimasta all’ufficio postale di Botzen. Vado ad informarmi, perché senza dubbio mi sarà stata rinviata ad Insprugg. Siamo in buona salute, grazie a Dio!, le lo dico subito.

Avresti dovuto dirmi, quando mi hai scritto, quante mie lettere hai ricevuto, perché te ne ho scritto una da Wirgl, una che ti ho fatto arrivare per mezzo del cocchiere, poi una da Insprugg attraverso la posta e infine una da Botzen.

Ti chiedo subito di fare i miei complimenti al sig. Ranftl, e di dirgli che il sig. Stockhammer ci ha ricevuto con tutti gli onori e ci ha offerto un pranzo sontuoso ove ho ritrovato il mio vecchio amico sig. Stickler.

Puoi egualmente dire al sig. Kerschbaumer, col mio grato pensiero, che il sig. Semelrock ci ha ricevuto molto gentilmente e ci ha dato una lettera di raccomandazione per Bologna. Siamo restati solo un giorno e mezzo a Botzen. Appena arrivati a Roveredoun certo Cristani, che recitò al Collegio Rupertino la parte femminile nella commedia (“Il figlio di Catone”), è venuto a vederci e ad invitarci, a nome di suo fratello, a pranzo per l’indomani.

E chi è questo fratello se non Nicolaus Cristani, che era a Salisburgo presso il sig. precettore dei paggi, il consigliere concistoriale Cristani, e mio allievo al violino? Questi è la prima personalità a Roveredo e in tutta la regione, di cui è il balivo in nome di Sua Maestà l’Imperatrice. Te lo ricorderai certamente, egli alloggiava presso i paggi. (…)

Il primo viaggio in Italia dei Mozart fu piacevole e utile allo stesso tempo: regalò al bambino prodigio, astro nascente della musica, un incredibile bagaglio di nuove idee e illustri conoscenze, contribuì ad arricchire le sue esperienze e ad affinare il suo gusto musicale.

Da tutti riconosciuto come il compositore più universale della storia della musica occidentale, il musicista austriaco ci ha lasciato in eredità 626 composizioni di vario genere, molte delle quali veri e propri capolavori, dalla musica vocale, teatrale, a quella sinfonica e da camera.

Ma soprattutto rivoluzionò la storia della musica moderna dell’occidente grazie ad un’arte complessa e molteplice, ricca di elementi diversi e influenze da ogni parte d’Europa, in particolare tedesche e italiane.

Fu protagonista dei mutamenti culturali del tardo Settecento europeo, sempre in equilibrio tra il classicismo e la precursione di quel movimento romantico che di lì a poco cambierà modi di pensare e agire nel contesto storico del 1800.

Genialità e inventiva rare che lasciano il proprio segno nella musica ancora oggi e che difficilmente faranno dimenticare la sua figura, entrata nella leggenda.

Articolo realizzato in collaborazione con Sabrina Andreatta

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