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Il lusso è di casa nelle suite della baronessa Margherita De Cles

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Margherita De Cles nel suo Atelier - foto di Camilla Jerta Rampoldi

La Baronessa Margherita De Cles, giovane e apprezzata stilista trentina, vestirà gli abiti di “padrona di casa”.

Nel Palazzo Dal Lago a Cles, dove abita tra un viaggio e l’altro spostandosi da un capo all’altro del mondo, e  dove ha sede l’ Atelier La Cles lo stesso presso il quale effettua le consulenze di immagine, sono in allestimento alcune suite di lusso.

Nello stesso palazzo storico di proprietà della famiglia, Margherita De Cles sta, infatti, concludendo un nuovo progetto in cui sposa moda e design, offrendo due suite lussuose ed esclusive per i viaggiatori e business people più sofisticati.

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Pronte per metà agosto, sono ispirate all’India ed all’Africa, i luoghi preferiti da Margherita De Cles che ha  sete di viaggiare, coniugando uno spiccato senso del gusto e la ricerca del bello in ogni luogo che stimoli il suo estro creativo.

Perché è lì, in questi luoghi lontani ed esotici, che il colore viene valorizzato e usato senza pregiudizi stilistici, con accostamenti che valorizzano la personalità di ciascuno.

La stilista che tra le sue innumerevoli attività sta iniziando ad interessarsi anche alla Home Decor, cioè la capacità di arredare secondo il gusto personale, proporrà quindi una suite dall’evocativo nome “Garden of Eden” dedicata all’Africa e una “Lotus Suite” ispirata all’India. Ogni dettaglio è accuratamente studiato ed a tema, in particolare la scelta dei colori.

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In tutto quello che Margherita De Cles realizza c’è la sua forte personalità che si è formata con il tempo ma è partita da alcune idee molto chiare, fin da giovanissima. Forse, in questa affascinante pronipote del Principe Vescovo Bernardo Clesio, l’eredità delle culture dei genitori, quella del Trentino e della Sicilia, ha contribuito a creare l’identità di Margherita come in un melting-pot, una fusione di influenze diverse.

La sua visione della moda nel mondo, è all’avanguardia, un mix tra tradizione e innovazione, partendo da un senso profondo di rispetto per l’ambiente, le tradizioni e culture.

I concetti che la animano sono l’etica, la non violenza, la sostenibilità. Ormai famosa è la seta che lei porta in Italia dall’India e che è vegana perché prodotta senza che i bozzoli vengano immersi nell’acqua bollente, uccidendo la farfalla. Piuttosto la tecnica è quella di liberarla e successivamente attraverso le lavorazioni apposite mandare il filo a tessitura. Lavoro svolto da piccole comunità rurali in india a sostegno delle donne.

L’idea di fondo è la non violenza professata dal Mahatma Gandhi, il desiderio etico è la volontà di creare e dare lavoro nel rispetto delle persone e garantendo istruzione e sussistenza alle classi disagiate.

La seta vegana con cui lei realizza la sua collezione “Ahimsa Collection“(in sanscrito non violenza) è  dedicata a persone che sono vegane o attente al rispetto per l’ambiente. Ma anche a spose alternative che amano un capo realizzato con una seta grezza, dal colore naturale che si avvicina all’avorio.

E sempre seguendo il filo etico, Margherita De Cles è arrivata in Africa, in Zimbabwe, dove sogna di trasferirsi in un futuro prossimo e fondare una sua NGO, organizzazione non governativa, finalizzata alla produzione di seta e di cotone sostenibile. Produzione che vorrebbe svolgere completamente lì, “perché la popolazione locale, contrariamente a quello che si pensa, è una grande lavoratrice” sostiene questa determinata giovane donna che a soli 38 anni ha già collezionato notorietà e successo professionale.

Però questo atelier a Cles rimarrà perché la mia famiglia e le mie radici sono qui in Trentino” aggiunge la cosmopolita trentina che ha vissuto in tanti luoghi come New York e Cape Town, e recentemente è rimasta per quattro mesi in Zimbabwe, bloccata durante il periodo di pandemia.

Non avevo preventivato un periodo così lungo, ovviamente. Sono arrivata in Zimbabwe dall’India, dove ero stata per un matrimonio e durante il periodo di lock-down ho avuto delle difficoltà di vario tipo pratico ma sono stata molto aiutata. Alla fine si è rivelata anche questa una esperienza formativa, una sorta di insegnamento. Penso che nulla succeda mai per caso e che il fatto di vivere quel periodo di pandemia sia stata per me una grossa opportunità per mettermi a contatto con nuove culture e idee e ispirarmi per la mia visione della moda del futuro in un paese ricco di colori e di risorse come l’Africa e decisamente più giovane rispetto al resto del mondo” racconta Margherita De Cles.

Contro le produzioni eccessive dei grandi brand della moda e lo spreco, in quel periodo ha proposto il “Guardaroba della nonna cercando di consapevolizzare il consumatore evitando inutili sprechi di capi che rimangono nell’armadio inutilizzati ma anzi cercando di far comprendere l’importanza oggi di concetti come tracciabilità, trasparenza, sostenibilità e il concetto di capo etico e sostenibile.

Contattata da Vogue Africa, testata giornalistica internazionale fashion, sta valutando se collaborare alle prossime passerelle di moda, che ci rivela come saranno almeno per i prossimi cinque anni: “le sfilate saranno solo virtuali e gli stilisti realizzeranno capi solo in questa modalità. Quindi i negozi li potranno ordinare vedendoli in una sfilata virtuale e senza che siano stati effettivamente prodotti”.

Ma sembra che questo progetto, sia un modo troppo freddo e distaccato di proporre la sua moda che vive come una vera e propria forma d’arte e d’espressione personale, un mezzo per veicolare un messaggio sempre positivo e costruttivo.

Come si fa a non vedere come cade un abito? Come è possibile non toccare la consistenza della stoffa? E poi io ho bisogno del contatto umano. Viaggio per avere ispirazione ma anche per parlare con la gente ed entrare in sintonia con le persone” aggiunge Margherita De Cles.

Non sarà facile per il virtuale riuscire a compensare la mancanza del senso del tatto, e ancora di più il contatto umano.

Ma conoscendola, è probabile che riuscirà con la sua inventiva a creare una sfilata che sia un viaggio sensoriale in cui i colori, tessuti, profumi e musiche arriveranno al cuore di chi guarda.

 

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