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Trento

Oltre 450 firme per portare il gas metano sul Monte Bondone

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C’è fermento sul Monte Bondone in queste settimane: a riscaldare gli animi sono i lavori di ampliamento della rete del gas metano (iniziati lo scorso mese), che interessano l’area di Candriai da località Camponzìn alle frazioni di Candriai e Pra’ della Fava.

Un progetto che però, nonostante la vicinanza con la parte alta del Monte Bondone, vede escluse le frazioni di Vanéze, Norge e Vason, località sempre più stabilmente abitate e quindi parimenti bisognose di questo intervento.

Tanto più che la condotta è già dimensionata per prevedere uno sviluppo della rete del gas metano in futuro, investimento che però, al momento, non risulta pianificato.

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E qui entra in gioco la Pro Loco Monte Bondone: di concerto con l’Associazione Operatori del Monte Bondone, l’associazione ha ritenuto urgente conoscere quanti proprietari di case, appartamenti, hotel e condomini fossero interessati all’allacciamento con il prezioso gas.

In 40 giorni sono state 467 le firme raccolte, relative a 458 proprietà immobiliari (compresi 12 condomini e un residence) e a 9 hotel.

Un numero che va preso in considerazione seriamente, secondo la Pro Loco Monte Bondone:“Abbiamo raggiunto un risultato di tutto rispetto che dovrebbe far riflettere chi ha il potere di decidere di estendere o meno la rete del gas metano sul Monte Bondone” commenta Sergio Costa, presidente della Pro Loco“considerando anche che la gran parte del gasolio che attualmente viene consumato nelle tre citate frazioni avviene a Vason, quindi a maggior ragione si dovrebbe estendere la rete del gas metano fino al valico, per poi raggiungere – in altro momento -, le caserme austroungariche delle Viote, quando sarà deciso il ruolo che dovranno avere.”

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La posizione presa dalla Pro Loco si inscrive in un’ottica più ampia di rilancio del Monte Bondone anche sotto il profilo energetico: la località, intorno a cui le proposte di sviluppo sono da decenni sul tavolo degli amministratori, potrebbe trovare una sua identità proprio nel segno della sostenibilità ambientale.

Spiega Sergio Costa: “Siamo ben disponibili ad una riflessione più strutturata e approfondita, come suggerito da Michele Lanzingher, per una ipotesi di Monte Bondone Fossil Free, proprio a partire da un progetto strategico e coerente con la dimensione Green Recovery che potrebbe orientare la percezione stessa del Monte Bondone come luogo ad alta sensibilità per uno sviluppo sostenibile. E per primi, come Pro Loco, candideremmo il Monte Bondone come progetto pilota.”

I vantaggi dell’allacciamento alla rete gas metano sarebbero innegabili, sia dal punto di vista ambientale (si è stimato che, solo per le tre citate frazioni, si eliminerebbe il trasporto 950 mila litri di gasolio su ruota pari alla circolazione di circa 190 camion all’anno) che sociale: si tratterebbe infatti di offrire un ammodernamento che inciderebbe notevolmente sulla qualità della vita dei centri abitati del Monte Bondone, migliorando i servizi alla cittadinanza e alle imprese, e contribuendo, nel medio termine, ad aumentare l’appetibilità diffusa del territorio.

E trovare una sua identità proprio nel segno della sostenibilità ambientale.

Spiega Sergio Costa: “Siamo ben disponibili ad una riflessione più strutturata e approfondita, come suggerito da Michele Lanzingher, per una ipotesi di Monte Bondone Carbon Free, proprio a partire da un progetto strategico e coerente con la dimensione Green Recovery che potrebbe orientare la percezione stessa del Monte Bondone come luogo ad alta sensibilità per uno sviluppo sostenibile. E per primi, come Pro Loco, candideremmo il Monte Bondone come progetto pilota. Vedremo cosa deciderà la Conferenza di Marsiglia del prossimo novembre per liberare le Alpi dai combustibili fossili e vedremo se l’argomento decisamente importante vedrà un report locale o uno spazio ad hoc nel prossimo Festival dell’economia.”

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