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Val di Non – Sole – Paganella

Joy Val di Non Alps, un’ottima stagione invernale ma dubbi sul futuro: «Servono garanzie da parte della Provincia per il piano d’investimento triennale». E l’assemblea viene sospesa

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Tutto sospeso, in attesa di capire che farà la Provincia.

Giovedì sera l’assemblea di Joy Val di Non Alps, alias Altipiani Val di Non spa, si è conclusa (o meglio, si è interrotta) con un “arrivederci” ai primi di settembre.

Nel frattempo si cercheranno di capire le intenzioni della Provincia riguardo al finanziamento (al 90%) del piano d’investimento triennale presentato dalla società che in Val di Non si occupa della gestione degli impianti di risalita e delle piste da sci. Un piano da 1,5 milioni di euro che da parte provinciale, almeno finora, pare abbia ottenuto solamente rassicurazioni verbali, ma nulla ancora di scritto o di certo.

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Nella sua ultima missiva, infatti, l’assessore Failoni avrebbe proprio scritto che il finanziamento deve ancora essere valutato.

Poche certezze, dunque, per il futuro di una società che, senza il contributo provinciale, farebbe fatica a programmare delle prospettive di crescita.

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Tanto che il presidente Ivan Larcher ha deciso di aspettare di conoscere le decisioni della Provincia prima di confermare la propria disponibilità alla rielezione. All’ordine del giorno, infatti, era previsto anche il rinnovo delle cariche sociali.

«Avvicinandosi il momento dell’assemblea, avevamo chiesto un documento scritto per avere rassicurazioni da parte dell’assessore provinciale – ha spiegato Larcher –. La comunicazione che ci è arrivata dice che, a parte il contributo di 200 mila euro che andava a coprire spese già sostenute per la partenza della stagione scorsa, gli ulteriori finanziamenti saranno valutati. Parliamo di un piano presentato mesi fa, condiviso da 10 Consigli comunali che lo hanno approvato tutti all’unanimità o quasi. Senza questo strumento non ci sarebbero i presupposti per fare investimenti e per affrontare il prossimo triennio con serenità. Per questo, se non dovessero arrivare garanzie, personalmente non me la sentirei di dare la disponibilità a portare avanti il lavoro svolto finora».

Concordi con le parole del presidente i Comuni capofila. Anzi, ancora più dura la posizione di Ruffrè-Mendola, con il vicesindaco Gianni Seppi che ha dato lettura di una lettera scritta dal sindaco Donato Seppi, assente per motivi familiari, nella quale “minaccia” di tagliare i fondi alla Joy Val di Non Alps se la Provincia non approvasse entro il 15 settembre il piano di finanziamento indispensabile per il futuro degli impianti.

«Dopo diversi incontri, telefonate, mail e quant’altro all’assessorato competente, riscontriamo la totale assenza di garanzie per il futuro della società impiantistica considerato che, a tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto risposte – sono le parole del sindaco Seppi –. Ora la situazione, davvero grave, impone prese di posizione pesanti, seppur serene, che pongano la Provincia nelle condizioni di prendere atto che, così come stanno le cose, causate esclusivamente dal totale e palese disinteresse per l’alta Valle di Non, non possono proseguire».

La posizione del Comune di Ruffrè-Mendola sarà portata in consiglio martedì prossimo 4 agosto e consiste, oltre alla sospensione immediata di ogni contributo comunale se non venisse approvato il finanziamento, anche nell’eventuale blocco della seggiovia della Mendola.

«Non intendiamo infatti procedere oltre nel contribuire, con denaro pubblico comunale, a mantenere in essere una situazione che non ha futuro e che si prospetta come una breve ma inesorabile agonia – prosegue Seppi nella lettera –. Mi auguro che tutto quindi si risolva al meglio entro la data stabilita. Aggiungo che anche la mia candidatura a sindaco segue la stessa logica. Presenterò lista e programmi entro le date stabilite dalla legge elettorale, riservandomi di ritirare la mia candidatura nella giornata del 16 settembre se il problema non verrà risolto».

Molto più moderate, ma sostanzialmente sulla stessa linea, le posizioni degli atri Comuni capofila.

«Siamo 10 Comuni e abbiamo chiesto un finanziamento su un piano da 1,5 milioni di euro – ha detto Luca Zini, vicesindaco di Cavareno – . Una cifra che un singolo Comune avrebbe chiesto per una sola opera di una certa rilevanza sul proprio territorio».

«Da parte dell’assessore Failoni ci era stato richiesto di impostare un piano di investimento che potesse farci crescere – sono le parole di Paolo Forno, sindaco di Predaia –. Abbiamo quindi portato avanti un lavoro di mesi per creare questo piano industriale che risponde a ciò che ci è stato chiesto: guardare lontano. Dieci consigli comunali lo hanno approvato e oggi abbiamo bisogno di garanzie. Anche perché la Val di Non dal punto di vista turistico potrà svilupparsi molto in questo periodo in cui la gente non cerca la grande stazione turistica, ma ha voglia di spazi ampi e di tranquillità. Abbiamo bisogno di una risposta seria e certa».

Tutti i soci presenti sono stati concordi, quindi, nel rimandare i seguenti punti all’ordine del giorno (piano di sviluppo e rinnovo delle cariche) a inizio settembre, dopo aver incontrato i vertici provinciali.

UN’OTTIMA STAGIONE INVERNALE – Prima di arrivare al punto “caldo” dell’assemblea, i soci avevano approvato con una sola astensione il bilancio al 31 ottobre 2019, chiuso con un utile di poco superiore a 6 mila euro, un valore della produzione di 704.482 euro e costi della produzione di 686.410 euro (i dettagli sono disponibili sul sito internet www.joyvaldinonalps.it).

Un’annata, quella del 2019, che ha visto una stagione invernale non particolarmente favorevole dal punto di vista delle precipitazioni, mentre quella estiva è stata estremamente positiva.

Dopo la lettura della relazione del collegio sindacale da parte di Gilberto Borzaga, si è passati all’annata in corso.

La stagione invernale ha visto passaggi complessivi in crescita e un aumento dell’incasso sugli impianti (circa 329 mila euro). Gli stagionali sono stati 840, i primi passaggi 30 mila e le piste nonese hanno ospitato 14 gare per un totale di 1.258 atleti.

«L’interruzione causata dal Coronavirus non ha inciso su un’annata invernale fantastica – ha detto il presidente Larcher –. Abbiamo chiuso un weekend prima rispetto a quanto programmato, quindi i “danni” sono stati limitati. I risultati ottenuti sono molto buoni con una crescita della Mendola, un lavoro ottimo svolto sul Monte Nock e numeri importanti anche in Predaia. Per quanto riguarda la stagione estiva, invece, ci sono state comprensibilmente delle difficoltà da affrontare, soprattutto a giugno. Ora siamo entrati a pieno regime, gli incassi sono buoni e credo ci siano i presupposti per portare avanti un lavoro soddisfacente nei prossimi mesi».

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