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Arte e Cultura

Università anziani Trento, il nuovo anno accademico in tempi di Covid-19

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La UTETD, Università della terza età e del tempo disponibile, con sede a Trento e oltre ottanta sedi locali, sta lavorando per presentare ai suoi oltre seimila iscritti un rinnovato nuovo anno accademico 2020-2021 all’insegna delle novità. Sia quelle culturali sia quelle dettate dal Covid-19.

Diverse le modalità a seconda che la sede sia Trento o quelle locali. “Sulla sede di Trento stiamo lavorando per assicurare le lezioni in presenza che tengano in considerazione le norme anti Covid-19.  Per le sedi distaccate stiamo lavorando con i referenti che sono sul posto e con le amministrazioni comunali per capire quali sono le modalità migliori, cioè se in presenza o collegandosi in videoconferenza con lezioni che faremo a Trento. Chiaro che per ogni sede ci sarà un progetto personalizzato perché per le sedi che hanno pochi iscritti magari si possono trovare degli spazi sufficientemente ampi per poter continuare come gli anni scorsi. Sempre nel rispetto del distanziamento sociale previsto dai protocolli sanitari. Invece sedi che hanno tanti iscritti, come Riva del Garda, allora lì bisogna pensare a diversificare le attività, ad esempio fare dei corsi a numero chiuso” spiega Laura Antonacci, responsabile UTETD area università.

 E sarà necessario che gli studenti facciano una scelta dei corsi più mirata. Infatti, mentre gli altri anni si poteva frequentare “tutto”, quest’anno probabilmente bisognerà scegliere qualche corso in meno. In effetti, si constatava in UTETD che negli anni scorsi i partecipanti ai corsi non frequentano proprio tutto anche se si sono iscritti a più lezioni e laboratori.

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 Quest’anno la programmazione è un po’ più faticosa ma l’impegno del CdA della Fondazione Demarchi in un costante confronto con la responsabile dell’UTETD Laura Antonacci, con lo staff interno ed il corpo docenti, si sta adeguando a questi cambiamenti.  E grazie a questo impegno collettivo, la prestigiosa istituzione culturale e centro di aggregazione per gli studenti un po’ più attempati, non verrà meno al suo compito sociale e divulgativo, nonostante la pandemia.

Nelle parole di Laura Antonacci c’è determinazione e coraggio: “Il Covid-19 consideriamolo come una nuova opportunità e modalità per sviluppare sistemi di apprendimento”.

“Certo è che dobbiamo anche informare sulle regole sanitarie, infatti stiamo facendo tutta una serie di vademecum per gli iscritti e per i docenti, in cui ricordare le regole, quali igienizzare mani, mettere le mascherine, mantenere le distanze, etc. Il vademecum sarà dato all’atto di iscrizione e ai docenti quando viene fatta la lettera di incarico. Poi durante ogni lezione il docente ricorderà le regole sanitarie, e gli iscritti quando firmeranno la presenza firmeranno anche per la responsabilità per le regole antiCovid -19

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Inoltre non faremo pause nelle lezioni per evitare assembramenti nei corridoi, sarà ridotto l’orario di lezione quindi non più due ore ma una e mezza. Per i contenuti stiamo andando avanti e sviluppando il nostro progetto, le proposte e le tematiche” continua Laura Antonacci.

 Nel caso dei corsi più affollati sono previste più edizioni. Come per i corsi di storia tenuti dal Prof. Carlo Andrea Postinger che, ad oggi, ne ha in programma otto.

Diverso rispetto ai precedenti anche l’anno accademico che illustra la responsabile: “Abbiamo deciso di fare due periodi sia per Trento che nelle sedi: inizio ad ottobre fino a novembre, poi si riprende a febbraio fino ad aprile, inizio maggio. In modo che a dicembre, periodo già con molte vacanze, le persone stiano a casa e prevederemo, invece, dell’attività on-line. Se poi non dovesse tornare l’emergenza o se la situazione potesse essere più tranquilla, ci sarà sempre nelle sedi la possibilità, per quelle persone che non hanno la possibilità di collegarsi on-line, di assistere ai corsi nelle sale che le pubbliche amministrazioni metteranno a disposizione, sempre nel rispetto delle norme, ed assistere alle videoconferenze da Trento”.

 Questa modalità, tuttavia, rientra nella programmazione che sarà approfondita più avanti, tra settembre ed ottobre. Adesso la programmazione non è finita e richiede ancora tanta attenzione.

In UTETD, inoltre, si sta puntando anche molto sull’informatica, perché durante il lockdown ci si è resi conto che molti degli iscritti, soprattutto nelle sedi, non hanno grandi competenze in questa materia.

Da qui, ulteriore impegno dell’Università per cercare di capire come fare per formare chi ancora non sa fare quelle semplici azioni come scaricare un file, piuttosto che fare una videochiamata. Insomma, non si finisce mai di imparare.

 

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