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Trento

Povo: cittadini sul piede di guerra

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Un topo morto proprio sotto l’insegna che indica l’abitato di Gabbiolo lasciato li ormai da tre giorni.

E’ l’emblema del progressivo degrado che coinvolge Povo e le sue frazioni con un susseguirsi di episodi di atti vandalici, furti e incuria che allontanano sempre più dall’idea di salotto della città.

E dire che la collina di Trento tutta, era così cara all’amministrazione comunale di centro sinistra. La filosofia è sempre stata la stessa: non intervenire sulle criticità per evitare problemi con la speranza che tutto si risolva da solo.

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Purtroppo non sempre è così e Povo ne è l’ennesima dimostrazione. Non solo il topo morto, ma anche marciapiedi occupati da sterpaglie – tutto documentato dalle foto dei residenti – erba non tagliata e poi a Oltrecastello hanno tagliato “ il bosco” che era cresciuto lungo la via, ma si sono dimenticati di portare via rami e foglie che si trovano ancora a bordo strada.

Permane il mistero dei cestini tolti dalla loro sede naturale e non più sostituiti cosicché è diventato ancora più difficile che la gente non abbandoni anche i piccoli rifiuti.

Senza tralasciare il fatto che non ci sono più i vecchi “ stradini” il cui compito era quello di tenere pulite le strade, compresi i catarifrangenti della segnaletica puliti tutte le mattine, sostituiti da cooperative che hanno ben altra cura del bene comune.

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