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Trento

Ritiro candidatura Baracetti: epilogo di una storia scritta fin dall’inizio

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Oggi arriva l’epilogo di una storia già scritta fin dall’inizio. Baracetti con un post pubblicato sulla sua pagina facebook ha confermato il suo ritiro dalla corsa a candidato sindaco del centro destra.

La presentazione di Alessandro Baracetti da subito aveva creato stupore e soprattutto molti dubbi. Personaggio completamente sconosciuto senza nessuna esperienza e con scarsa conoscenza politica non aveva entusiasmato molti, e anzi, erano fioccate le critiche da tutte le parti.

La sua candidatura ha spaccato anche i partiti nazionali che avrebbero dovuto sostenerlo a spada tratta. Dentro la lega è crollato l’entusiasmo, in una tornata elettorale dove le possibilità di giocarsela alla pari sembrava finalmente essere arrivata.

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Anche dentro Forza Italia e gli alleati di Fratelli d’Italia è sceso il gelo, con il risultato di spaccare in due i movimenti tradizionalmente alleati con la Lega.

Molti degli stessi esponenti di questi 3 partiti dichiaravano una cosa in pubblico e l’esatto contrario in privato.

Gli unici ad uscire da questo grigiore politico che avrebbe portato al suicidio del centro destra sono stati Claudio Cia e il senatore Andrea De Bertoldi che dopo il lockdown hanno capito subito che qualcosa non tornava più. Onore a De Bertoldi che nell’estremo tentativo di salvare capra e cavoli ha persino commissariato il suo stesso partito scontrandosi con Francesca Gerosa.

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Le prime avvisaglie che Baracetti era l’uomo sbagliato nel momento sbagliato si sono avute durante le prime interviste dove alle domande dei cronisti le evidenti carenze politiche sono emerse in tutta la sua drammaticità.

La presentazione di Piazza Duomo ha peggiorato ancora di più la situazione. Baracetti è infatti apparso impacciato, senza idee, dimostrando poca autorevolezza e preparazione, in una giornata dove avrebbe dovuto lanciarsi sulla città per conquistarla trascinando con se tutti gli alleati.

L’estrema e triste rappresentazione di quella mattinata in molti addetti ai lavori aveva scatenato un senso di frustrazione e depressione ed il timore di dover sopportare la sinistra per altri 5 anni si è fatto subito largo.

Durante il lockdown Baracetti è completamente sparito dai radar, buttando alle ortiche l’occasione di pianificare e organizzare meglio un suo possibile team per affrontare così la dura campagna elettorale con molte frecce nel suo arco. Durante l’emergenza sanitaria i malumori e i disagi da parte delle forze della coalizione che avrebbero dovuto sostenerlo sono cresciute di fronte ad un candidato che avrebbe dovuto prendere in mano la situazione e che invece è svanito nel nulla.

L’ERRORE GROSSOLANO – La cacciata di Claudio Cia è stato l’incredibile errore che mai nessuno avrebbe mai commesso, nemmeno un bambino dell’asilo infantile. Il comportamento di Baracetti nei confronti di Agire per il Trentino ha aperto la porta per la discesa in campo di un certo Marcello Carli che senza questa golosa opportunità sarebbe probabilmente su qualche ciclabile ad allenarsi.

Ma ciò che stupisce ancora di più è che nessuno abbia messo un freno a Baracetti dopo la decisione di cacciare Claudio Cia dalla coalizione. L’assordante silenzio in quella serata di tutti i presenti li rende complici di una decisione strampalata e tragica dal punto di vista politico che alla fine potrebbe costare una sonora sconfitta

I VINCITORI – Ora viene facile dire: «ve l’avevo detto in tutte le lingue». Ma in realtà è proprio così. Claudio Cia e il senatore Andrea De Bertoldi, l’uno da fuori, l’altro da dentro la coalizione, hanno cercato di lavorare per rimettere in sesto le cose che l’impreparazione politica di molti esponenti del centro desta aveva creato.  Se Ianeselli uscirà sconfitto dalla campagna elettorale gran parte del merito sarà di questi due esponenti politici che negli ultimi mesi hanno tessuto una tela per ricostruire credibilità ed entusiasmo fra le forze antagoniste della sinistra.

GLI SCONFITTI – Lo sconfitto è Mattia Gottardi che ha voluto imporre a tutti i costi un «suo uomo» per la corsa alla prima poltrona del comune di Trento condizionando e tenendo in scacco per mesi la coalizione che per metà non credeva più in Baracetti. Miracolato e saltato sul carro del vincitore all’ultimo momento dopo aver insultato i leghisti per mesi, alle elezioni provinciali del 2018, Gottardi si è ritrovato un assessorato fra le mani dopo la tragica scomparsa di Rodolfo Borga. Ebbene, se lui fosse vivo non sarebbe di certo successo nulla del genere. Ora Maurizio Fugatti potrebbe prendere seri provvedimenti nei suoi confronti e ritirargli le deleghe rimaste del suo assessorato.

IL CORAGGIO DI BISESTI – «Era arrivato il momento di dare uno scossone – dichiara il segretario della Lega Bisesti – il mio dovere è quello di ricompattare tutte le forze antagoniste alla sinistra. Ho capito che in caso di Ballottaggio Baracetti non sarebbe mai stato votato dagli uomini di Cia, Carli e la Zanetti e allora ho deciso di cambiare per il bene del centrodestra. Ora tenteremo di ricompattare tutti attorno ad un nuovo nome».

Seppur tardiva è arrivata una scelta sofferta ma necessaria. Probabilmente nessuno avrebbe avuto il coraggio di cambiare candidato a 10 giorni dalla presentazione delle liste. Bisesti ha invece avuto il coraggio di farlo nonostante le pressioni di qualche «amico» di Baracetti. E di questo bisogna riconoscerne il merito. 

La scelta del nuovo nome del candidato gravita fra il commercialista Condini e Andrea Merler. Entrambi in caso di ballottaggio verrebbero votati dalle altre coalizioni antagoniste al centro sinistra. Se così fosse potrebbe esserci una volata all’ultimo voto.

Claudio Cia dopo l’annuncio di Baracetti ha fatto sapere di aver molto apprezzato la decisione di Mirco Bisesti, che però arriva troppo tardi. «Noi infatti ci siamo già organizzati con simboli e materiale pubblicitario a sostegno di Marcello Carli nel quali crediamo ciecamente. Non riesco a gioire per la decisione di mandare a casa Baracetti, la mia è una vittoria di Pirro, dove alla fine rischiamo di perdere tutti»  – spiega Cia

«L’incredibile decisione della Lega di scaricare il candidato sindaco quando mancano meno di due mesi al voto, – dichiara invece Marcello Carli – oltre ad essere evidentemente poco rispettosa nei confronti di Baracetti (cui va la nostra sincera solidarietà personale) testimonia e certifica un livello di improvvisazione e di pressapochismo non adeguato alla nostra comunità. L’intera città è stata incredibilmente presa in giro per mesi in un dibattito virtuale con un candidato che in realtà non lo era. Pochi, francamente, a Trento potrebbero fare peggio della sinistra vetero-sindacalista di Ianeselli che rappresenta chi ha costretto la città all’immobilismo per 25 anni. La Lega – conclude Carli – oggi, ci è riuscita in un capolavoro di cattiva politica. Noi siamo e restiamo con ancora più entusiasmo energia l’unica vera alternativa a questo quadro desolante e pericoloso».

Così invece Francesco Agnoli segretario di «Si può fare»: «Apprendiamo del ritiro di Alessandro Baracetti nella corsa a candidato sindaco di Trento: la notizia arriva nello stesso tempo attesa ed improvvisa. Si è tergiversato, improvvisato, accelerato, frenato… era difficile immaginare che alla fine la macchina, a furia di sbandare, non uscisse di strada.  Siamo stati, in un certo senso, facili profeti, fin dal principio. All’uomo Baracetti, che ha sperimentato un po’ bruscamente la durezza della politica, i nostri più cari auguri, per la sua vita familiare e lavorativa.  Quanto a noi, stiamo costruendo una squadra di cui andiamo fieri: vorremmo fare della coerenza la nostra cifra distintiva.  La politica delle furbate, dei machiavellismi, dei trabocchetti non solo è disdicevole, ma neppure paga, nel lungo periodo (la vicenda del piccolo Machiavelli fiorentino, in visita a Trento solo pochi giorni orsono, la dice lunga).  Coerenza significa che ci siamo presentati ai nostri candidati ed ai nostri potenziali elettori con un progetto e con un candidato sindaco: Silvia Zanetti.  Lì rimaniamo. Dalla curva di Si può fare, un solo grido (scherzoso): “Zanetti forever”!»

Su quanto successo è intervenuta anche Michaela Biancofiore da sempre contraria alla candidatura di Baracetti: « Sono contenta che il centro destra autonomista abbia deciso di ricompattarsi , come da me ampiamente auspicato. Personalmente mi auguro che nella partita- ora davvero contendibile della vittoria di  Trento, facciano parte anche Agire dell’amico Claudio Cia e la candidata di “Cambiare”, Silvia Zanetti , vicina all’amico Grisenti.

Siamo innanzi ad una svolta storica, mi auguro che tutti gli amici che hanno animato il centro destra autonomista vincente alle ultime provinciali, ne capiscano la portata e capiscano che il Jolly che la  Lega proporrà, è frutto di un grande sacrificio e di un grande lavoro del segretario Bisesti , del commissario Urso , del Sen. De Bertoldi,  del mio impegno di dirigente nazionale  e di tanti che – anche meno noti, hanno lavorato per ottenere due risultati fondamentali : l’unità della coalizione, bissando la vittoria del 2018. In quanto membro del coordinamento nazionale di Presidenza. Mi sento di garantire che Forza Itali  appoggerà senza dubbio, il nome o i nomi che la Lega sottoporrà alla coalizione.
Mi auguro infine che Marcello Carli, importante leva per ampliare la coalizione e rendere certa la vittoria, prenda esempio da Baracetti e faccia una passo di lato, appoggiando il centro destra con la sua lista,  permettendo  a Trento e ai Trentini, una vera rinascita»

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