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Trento

Anomalie affido di minori in Trentino: la questione finisce sui banchi del parlamento

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L’annosa e contrastata questione dei minori strappati dalle loro famiglie si concentra ora sul Trentino grazie ad una interrogazione presentata da Maria Rizzotti, vicepresidente dei senatori di Forza Italia al ministro della Giustizia.

Nella premessa del documento si precisa che «a Trento si sono rilevate anomalie gravi in materia di rispetto delle leggi in ambito di affidamento. Sul punto, gli interroganti ritengono opportuno illustrare un caso eclatante  sul quale attenzionare il Ministro in indirizzo ovvero quello  dell’allontanamento del minore dalla sua mamma e il persistere dell’affidamento etero-familiare per 10 anni rispetto ai 24 mesi previsti, con possibilità di eventuale proroga»

Del fatto si sta occupando da anni Gabriella Maffioletti, Delegata regionale in Trentino di Adiantum, l’Associazione di aderenti nazionali per la tutela dei minori nonché l’Avv. Donatella Bussolati del Foro di Milano, che difende la madre. Sotto potete sentire le interviste delle due professioniste sull’incredibile caso.

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Tutta questa incredibile storia e i suoi protagonisti sarà raccontata  e diffusa nella prima puntata del format d’inchiesta «Famiglie Violate» che in via eccezionale sarà visibile sulla home page della nostra testata domani sera alle 20.30 per gentile concessione della Trentino Produzioni s.r.l. proprietaria di Voce24news la nuova web television trentina che comincerà la diffusione dei programmi subito dopo ferragosto. 

Ma torniamo a questa terribile storia. Attualmente è pendente un procedimento presso il Tribunale dei Minorenni di Trento (a ottobre 2020 dovrebbe finire l’ennesimo periodo di proroga dell’affidamento del minore) e presso la Corte di Appello.

L’avv. Bussolati ha evidenziato ad entrambe le autorità giudiziarie palesi conflitti di interessi (i giudici onorari che hanno decretato l’allontanamento del Minore, erano e sono dirigenti in cooperative; la prima, ancora oggi, si occupa di sottoscrivere le negative e non fedeli relazioni degli spazi neutri che dirige, affermando e confermando il bisogno di proseguire gli incontri protetti e il secondo di altro ente.

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Entrambi gli enti collaborano con un ente nel quale lavora come responsabile organizzativo il padre affidatario, il curatore del minore rappresenta, in procedimento connesso, anche la cooperativa , perdendo completamente l’imparzialità dovuta), l’infondatezza della CTU che senza somministrare alcun test alla madre, 12 anni fa, l’ha definita border-line in contrapposizione a ben altri 7 specialisti che asseriscono non essere presente, anche tramite testistica, alcun disturbo della personalità.

Gli stessi fatti sono in contrasto con una diagnosi di personalità border-line, infatti la signora ha una relazione di convivenza da ben 9 anni e da oltre 4 anni lavora stabilmente. Ancora nel procedimento sono presenti:  pregiudizi delle relazioni degli assistenti sociali e soprattutto della educatrice dello spazio neutro che dipingono una realtà deformata, interpretando in modo negativo comportamenti, frasi (come si evince dai numerosi video, registrazioni); una famiglia affidataria sterile che si atteggia come famiglia adottiva sostituendosi in toto alla madre cercando in ogni modo di metterla in disparte ( non viene avvisata del battesimo del bambino, dello stato di salute, di ogni scelta importante, viene messa in viva voce nelle telefonate anche se non richiesto dal Magistrato).

Si pensi che la famiglia affidataria nel mese di giugno 2020, prima di sapere se il tribunale confermerà l’affido, compra per il bambino un cucciolo di pastore australiano creando un ulteriore legame affettivo e una distanza dalla madre naturale.

E’ allucinante che dopo 10 anni la madre veda ancora il figlio due volte al mese per due ore ciascuna in incontri protetti, come nemmeno la peggiore delle madri!

L’origine stessa di questa storia ne ha comunque dell’assurdo. Per questo il senatore Maria Rizzotti chiede al ministro Bonafede se  ritenga opportuno l’invio di ispettori per verificare la gravità di quanto sopra riportato, cioè il radicato perdurare di forti anomalie in materia di affido di minori nella Provincia di Trento.

«La vicenda, di cui sono venuta a conoscenza grazie alla delegata regionale di Adiantum per la regione Trentino Alto Adige, Gabriella Maffioletti, ci riporta tristemente alla memoria i casi di Bibbiano in cui tanti bambini sono stati allontanati senza motivo dalle loro famiglie, secondo un intreccio perverso e ignobile tra giudici, assistenti sociali, genitori affidatari, psicologi e cooperative. Da 10 anni – spiega la senatrice  – anche in provincia di Trento c’è una mamma, che è costretta a vedere il figlio  di 10 anni solo due volte al mese e in incontri protetti. E’ inaudito che assistenti sociali  riportino una realtà ai magistrati completamente difforme dalla realtà oggettiva della situazione riferibile agli utenti, come evidenziato dall’avvocato di famiglia, Donatella Bussolati, e che si possa  decidere della vita di un bambino, che più volte ha espresso il desiderio di stare con la sua madre naturale senza audirlo  o riportare questo desiderio vivo del minore  all’esame del magistrato stesso. Ho chiesto pertanto – conclude la senatrice – che il ministro della Giustizia invii gli ispettori in provincia di Trento per verificare la gravità dei fatti e il radicato perdurare di forti anomalie in materia di affido di minori nella provincia».

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