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Val di Non – Sole – Paganella

Una chiara da bevuta e una non filtrata: il Santuario di San Romedio presenta la sue birre

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Un momento della degustazione delle due birre durante la presentazione del marchio di San Romedio

Il Santuario di San Romedio ha la sua birra. Anzi, le sue birre: una chiara, da bevuta, dal colore dorato (la “Romedius Helles”), e un’altra non filtrata, dal colore più scuro e dal sapore più intenso (la “Romedius Keller”). Con l’idea di offrire ai visitatori «una piccola emozione e un senso di piacevolezza del gusto», per usare  le parole di padre Giorgio Silvestri, priore di San Romedio.

Nel tardo pomeriggio di sabato lo spazio esterno al bar del santuario ha fatto da cornice alla presentazione del nuovo marchio di birra San Romedio, che viene prodotta e imbottigliata in Germania ed etichettata in Val di Non.

«Abbiamo voluto organizzare un momento conviviale per battezzare questo nuovo prodotto – ha esordito padre Giorgio – perché era da tanto che cercavamo di organizzare un progetto di questo genere. Ogni monastero, ogni convento, infatti, ha una propria etichetta, e a noi mancava. Così abbiamo selezionato le varie birre e, per non fare un torto a nessun produttore della valle, la scelta è ricaduta su un prodotto tedesco, il cui sapore punta ad accontentare un po’ tutti. Così i visitatori possono assaggiare una buona birra e vivere dei piacevoli momenti in compagnia».

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La parola è passata poi a Michele Incapo, mastro birraio che ha raccontato come si fa la birra, ovvero il processo che porta alla sua produzione, e a Cristian Hueller, esperto sommelier di birra, che si è concentrato invece su colori, profumi, aromi.

Padre Giorgio Silvestri presenta le birre di San Romedio

«Con questa iniziativa l’idea è di recuperare anche un’identità culturale andata perduta, cioè il legame tra il monastero e il prodotto birra – ha raccontato Incapo –. Perché la birra è sempre stata legata a luoghi di culto? Non dobbiamo vederla come bevanda alcolica, ma come alimento vero e proprio, fonte di sostentamento».

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Il mastro birrario ha quindi illustrato i passaggi del processo di produzione della birra, dagli ingredienti iniziali (acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito) fino alla nascita della bevanda che tutti conosciamo.

Il sommelier Hueller ha offerto poi un’analisi dei prodotti di San Romedio attraverso i sensi della vista, dell’olfatto e del gusto, raccontando la sua degustazione passaggio dopo passaggio per aiutare a comprendere fino in fondo le due birre che ben si abbinano a tutti gli alimenti tipici bavaresi.

Birre che per il momento sono commercializzate (al costo di 3,50 euro la bottiglia) solo al Santuario. Come detto, vengono prodotte in Germania da un birrificio, dalla grandezza paragonabile al Pedavena di Feltre, che vanta 130 anni di storia con proprie coltivazioni di malto e luppolo.

Le due birre di San Romedio tenute al fresco

L’etichetta è stata invece realizzata dall’esperta grafica Paola Botter di Treviso, legata da un bel rapporto di amicizia con padre Giorgio.

Dopo le descrizioni e i cenni di storia, è stata quindi la volta della degustazione da parte dei presenti, che hanno potuto apprezzare un prodotto di indiscussa qualità e salutare con un brindisi benaugurante l’inizio di una nuova pagina nella storia di San Romedio.

Al termine della presentazione si è tenuto un momento conviviale e di degustazione

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