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Trento

#staisulpezzo: la campagna per dire basta alla droga e all’alcool

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Stai sul pezzo è la campagna di sensibilizzazione promossa all’interno dell’alleanza daimuoviamoci, allo scopo di portare all’attenzione degli adulti la problematica sul consumo di sostanze stupefacenti da parte dei giovani.

Un progetto che vede il Comune di Trento, l’Apss e il Csv Trentino per la prima volta assieme per una campagna molto importante.

In Trentino, un quarto degli adolescenti viene a contatto con sostanze in grado di creare dipendenza e due terzi dei giovani consumano abitualmente bevande alcoliche, secondo quanto dichiarato dall’Azienda Sanitaria di Trento.

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Dagli insegnanti ai genitori, dagli allenatori e volontari delle società sportive, agli operatori culturali, una campagna che li mette sul “chi va là” affinché possano svolgere pienamente il proprio ruolo educativo seguendo nella crescita i giovani.

Ed è proprio questo l’obiettivo della campagna sui rischi che derivano dalle sostanze stupefacenti che partirà a Trento che vedrà il coinvolgimento di moltissimi soggetti tra cui il Centro Servizi Volontariato, il Comune di Trento e l’Azienda sanitaria.

Un impegno congiunto rivolto al mondo degli adulti affinché i problemi dello spaccio e del consumo delle sostanze stupefacenti non siano sottovalutati.

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L’obiettivo, come già detto, è quello di unire le forze, comunicare e sensibilizzare.

Da dove nasce la campagna #staisulpezzo – Negli ultimi anni si assiste ad una progressiva diffusione di forme differenziate di dipendenze patologiche sempre più spesso legate a comportamenti ricorrenti e/o compulsivi, tra cui gioco d’azzardo patologico, ma anche binge drinking, utilizzo di droghe cosiddette “leggere”, l’abuso nella connessione internet, l’intrattenimento di relazioni virtuali, il ritiro sociale (sindrome di Hikikomori), l’autolesionismo, etc… questi fenomeni sono ormai chiarimenti osservabili nella nostra città di Trento e coinvolgono sempre più precocemente i ragazzi e le loro famiglie.

Un’analisi condotta dall’educativa di strada nell’ambito dei progetti “I Panchinari e…” e del progetto “Unità di strada Contatto” e condivisa con il servizio Attività Sociali del Comune di Trento attraverso l’istituzione di uno specifico tavolo di lavoro nel gennaio 2017, dà conferma di quanto appena esposto.

Entrambi i progetti hanno rilevato la diffusione tra gli adolescenti e i giovani della città di evidenti problematiche di poli-consumi che fanno riferimento a problemi multidimensionali a cui allo stato attuale, si fa fatica a dare una risposta sistemica.

Il lavoro portato avanti dall’Educativa di strada mediate specifici progetti e grazie anche alla collaborazione con il Ser.D ha permesso, grazie all’incontro con numerosi adolescenti e giovani, di inquadrare il fenomeno dei poli-consumi: affianco alle dipendenze “più tradizionali” da sostanze psicotropiche (alcool, cannabis, cocaina ed eroina) si stanno diffondendo forme di dipendenza in senso più ampio, non solo quindi da sostanze ma da internet, cellulare, televisione, gioco d’azzardo, relazioni virtuali e cibo.

Per completare il quadro della situazione, si deve anche considerare la fragilità e il venir meno di alcuni fattori di protezione come la Famiglia e la Scuola; purtroppo il fenomeno del drop out scolastico e la fragilità delle famiglie, aggravata anche dalla crisi economica, rendono il quadro ancora più complesso e spingono verso la necessità di adottare un approccio sistemico e lungimirante, che non si limiti quindi a tamponare situazioni contingenti ma che miri, più in generale, a promuovere sani stili di vita.

Essere in buona salute significa sentirsi bene fisicamente, mentalmente e nelle relazioni interpersonali – e sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – definisce la promozione della salute come un processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Partendo da due questioni fondamentali, ovvero come si crea salute e cosa possiamo fare per restare sani il più a lungo possibile, la promozione della salute opera per motivare le persone a scegliere uno stile di vita sano in maniera consapevole e autonoma.

Affinché questo avvenga, è necessario intervenire sia a livello personale, rafforzando le risorse di salute, sia a livello strutturale, creando i pre-requisiti e le condizioni di vita che permettano di mettere in pratica stili di vita sani, facilitandone l’adozione come scelta responsabile e consapevole.

Obiettivi – Il progetto si pone come finalità rendere il mondo degli adulti consapevoli che è necessaria la prevenzione in ambito giovanile di comportamenti che possono portare a dipendenza da alcool, sostanze, abuso di internet e videogiochi, attraverso la sensibilizzazione a stili di vista sani.

Si intende aumentare la consapevolezza tra i giovani dei rischi e delle conseguenze sulla propria salute fisica e mentale provocati da sostanze, abitudini e comportamenti a rischio; allo stesso tempo si vuole agire sul mondo degli adulti supportando la Famiglia in quanto fattore importantissimo in termini di prevenzione e contrasto.

Un esempio di progettazione lungimirante in tema di prevenzione al disagio giovanile ci arriva dall’esperienza islandese, che due decenni scorsi aveva il tasso più alto di alcolismo giovanile in Europa ed attualmente è tra gli Stati più salutisti rispetto all’utilizzo di alcol e sostanze. L’esperienza islandese intreccia diverse azioni: introduzione di un “coprifuoco”, una maggiore collaborazione tra istituti scolastici e genitori, l’introduzione di divieti e la creazione di attività extrascolastiche che coinvolgessero gli adolescenti a tempo pieno soprattutto in ambito sportivo.

Anche nella città di Trento un’alleanza strategica tra famiglie, scuola, politiche sociali e sanitarie e sportive può cercare nuove forme di risposta e di prevenzione per i ragazzi.

La Campagna – qualita’ e coerenza progettuale – Obiettivo e target – La costruzione di una campagna sociale di comunicazione integrata – che avrà anche natura di “sensibilizzazione” – rispetto al delicato tema delle dipendenze dei giovani dalle nuove droghe.

La campagna è principalmente rivolta agli adulti che ci immaginiamo come i referenti della comunità educante. Naturalmente, permane lo scopo di sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto alla progressiva diffusione di forme differenziate di dipendenze patologiche a cui stiamo assistendo in questo periodo storico. L’altro grande target saranno i giovani stessi per cui bisognerà utilizzare registri comunicativi e strumenti differenti.

La costruzione del messaggio – Il messaggio chiave deve mirare a mettere sul “chi va là” quelle persone che ricoprono dei ruoli con funzioni educative (insegnanti, genitori, allenatori, formatori, etc.) e che sono a contatto con il mondo giovanile, per fare in modo che si accorgano di situazioni critiche in tempo e possano rivolgersi a chi di dovere per risolverle. #daimuoviamoci, lo slogan dell’alleanza per la promozione di stili di vita sani, viene qui declinato nel senso di “facciamo attenzione, stiamo allerta, facciamo qualcosa per…”.

Processo – Il processo che porta alla produzione della campagna sociale è costituito dalle seguenti fasi: il momento strategico generale, il momento organizzativo, il momento della ricerca con lo studio dei destinatari, il momento creativo, il momento produttivo e tecnologico, il momento media, il momento della trasmissione del messaggio. Molto importante per il nostro lavoro sarà la fase in cui ragioneremo sui destinatari della campagna; è fondamentale la ricerca dell’insight ossia la chiave d’accesso per coinvolgere il target, generando adesione nei confronti della tematica.

Gruppo di lavoro – Per gli elementi indicati nel processo, la composizione del gruppo di lavoro diventa cruciale. Oltre al coordinatore della campagna, per la parte creativa saranno coinvolti un copywriter (con specializzazione in antropologia medica), un’illustratrice, un fotografo, un social media manager e un videomaker. Il team creativo si confronterà già a partire dalla fase inziale con i referenti degli enti partner per la costruzione dei messaggi chiave.

Output– I prodotti principali della campagna di comunicazione sociale saranno: progetto grafico, spot radiofonico, video.

Tali output avranno una diffusione capillare attraverso diversi mezzi di comunicazione (spot video trasmesso nei cinema di Trento e Rovereto; spot radiofonico su radio Dolomiti; realizzazione grafica su billboard 6×3 in luoghi diversi della città. Grafica dinamica sui mezzi pubblici di Trento.

Originalità e trasferibilità dell’iniziativa- Economicità ed Efficienza  – La peculiarità dell’iniziativa consiste proprio nell’approccio sistemico del gruppo di lavoro promotore dove ogni attore in gioco, pur nel rispetto del proprio mandato istituzionale, decide di fare un passo in più per mettere a sistema la propria esperienza, punto di osservazione, ma anche strumenti e risorse, rendono il contrasto alle dipendenze in ambito giovanile, una sfida collettiva, con l’obiettivo di aggregare la Comunità su tema così importante per arrivare quindi a creare una vera e propria Comunità Educante.

La trasversalità della partnership, che prede in considerazione non solo gli attori istituzionali pubblici come il Comune (e all’interno di esso più servizi), l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Provincia Autonoma di Trento – Dipartimento salute e solidarietà sociale ma anche il mondo del non profit e del volontariato, le Famiglie, la Scuola, i singoli cittadini e in prospettiva anche il mondo del Profit, rende esplicita la volontà da parte degli attori coinvolti di affrontare il problema in tutte le sue dimensioni e di creare una responsabilità collettiva diffusa.

Significativo in tal senso quanto affermato da Federico Samaden (foto) dopo aver visionato e condiviso la campagna: “La droga è una via di fuga dalla vita, una tana in cui rifugiarsi per non affrontare le responsabilità dell’età adulta. Nessuna società può permettersi di sottovalutare questo problema affrontandolo superficialmente. Solo una grande unione di intenti tra tutto il mondo adulto può garantire un futuro più sano e sicuro ai nostri figli , ed è per questo che siamo contenti di questa iniziativa della città di Trento, che apre la strada a molte altre collaborazioni su tutto il territorio trentino, per costruire insieme una grande alleanza contro ogni tipo di sballo e a difesa della vita”.

L’aver creato un contenitore comune (#Daimuoviamoci!) garantisce un approccio anche più efficace ed efficiente, non solo perché evita inutili sovrapposizioni e doppioni, ma esalta le sinergie e rende l’impatto delle singole azioni, tra cui la presente campagna, ancora più significativo.

Dalla rete, dalla collaborazione attraverso un processo di co-progettazione con il Comune e con gli atri attori, ne deriva anche un “risparmio di spesa” perché ad integrarsi non solo punti di vista e know-how ma anche risorse economiche e soprattutto umane.

Nel lungo periodo inoltre, l’obiettivo di creare una cultura della salute come forma di contrasto alle dipendenze in ambito giovanili favorendo quindi stili di vita sani, non può che apportare benefici anche in termini di risparmio della spesa pubblica sia in ambito sociale che sanitario.

Accessibilità – Valore sociale aggiunto e impatto territoriale – Come si è già illustrato nella parte relativa ai target direttamente colpiti dalla Campagna, l’iniziativa si rivolge prevalentemente al modo adulto e al mondo giovanile con strumenti e “messaggi” differenti.

La Campagna sarà integrata, ossia metterà insieme più strumenti con l’obiettivo di usare strumenti specifici per ogni target e far sì che i “messaggi chiave” arrivino al destinatario mettendo in modo il cambiamento auspicato.

Anche i canali di diffusione della Campagna avranno un importanza strategica, anche in questo caso l’approccio sarà “integrato” ossia più canali adatto a ciascun target.

Infine, va da sé, che coerentemente con l’obiettivo di lungo periodo della creazione di una Comunità Educante, l’importanza della Campagna risiede nel fatto che il messaggio arriverà a tutti gli adulti e a tutti i giovani, con un effetto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

 

 

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