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Trento

Fondi europei: in arrivo 150 milioni di euro per sanità, economia, lavoro, scuola

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Novità sul fronte dei fondi europei, per contrastare l’emergenza generata dalla pandemia.

Dopo che la Giunta provinciale ha approvato l’intesa con il Governo per una riprogrammazione anti Covid-19 di complessivi 51 milioni di euro dei Programmi Operativi FESR e FSE, il Presidente Maurizio Fugatti e il Ministro alla coesione territoriale Giuseppe Provenzano hanno sottoscritto un apposito protocollo d’intesa che ne da ora concreta attuazione.

La riprogrammazione prevede interventi nei settori della sanità, della scuola, del lavoro e del sostegno all’economia.

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L’accordo prevede che al fine di garantire la copertura di progetti non più finanziati dai Fondi europei, sia assegnato dallo Stato alla Provincia autonoma di Trento, attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020, un ammontare complessivo della stessa entità, 51 milioni di euro, al fine di consentire comunque l’effettuazione di tutti gli interventi FESR e FSE originariamente programmati.

L’accordo prevede altresì ulteriori benefici per la Provincia derivanti anche dall’assegnazione di nuove risorse FSC 2021-2027 per 22 milioni di euro oltre alla conferma delle risorse statali (17,85 milioni di euro) per gli interventi che la Commissione europea ha proposto ora di coprire interamente anziché al 50%

Gli interventi anti Covid-19 hanno la precedenza su ogni altro: nasce da qui l’esigenza, condivisa dalla Commissione europea, di consentire alle Regioni e Province autonome un diverso utilizzo delle risorse previste dal Fondo sociale europeo e dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

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In Trentino parliamo di 51 milioni di euro che verranno riorientati in questo modo: per l’emergenza sanitaria 13,5 milioni di euro: per l’istruzione 1 milioni di euro; per il sostegno alle attività economiche 13 milioni di euro; per il lavoro 23,5 milioni di euro.

“Si tratta – evidenzia l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli di un accordo positivo per la Provincia, che consentirà, a fronte di una riprogrammazione immaginata di 51 milioni di euro, di investire a regime sul territorio complessivamente 149,5 milioni di euro, mettendo a fattor comune le risorse e le opportunità offerte dalla Commissione Europea e dallo Stato. La riprogrammazione si inserisce nell’ambito della più ampia manovra anti Covid-19 varata dal Governo provinciale in una prospettiva di equilibrio rispetto alle possibili aree di intervento, e consente sia di affrontare le nuove esigenze derivanti dall’epidemia, con particolare riferimento a quelle delle imprese e del lavoro, sia di confermare gli investimenti già previsti sui due Programmi Operativi sia, infine, e questo è forse l’aspetto più sfidante, di acquisire nuove risorse al bilancio provinciale per nuovi investimenti al servizio del sistema produttivo e della ricerca trentino nonché delle politiche attive del lavoro”.

Vediamo in sintesi le voci di investimento previste dal Protocollo, valide per le Regioni e Province autonome:

Emergenza sanitaria (per complessivi 13,5 milioni di euro): spese sostenute da Centrali di committenza nazionali per l’acquisto di apparecchiature e materiali sanitari (Dipartimento Protezione Civile, Consip, Struttura Commissariale) e da Centrali di Committenza Regionali nonché da Agenzie regionali di Protezione civile e da Aziende dei Servizi sanitari regionali; Assunzione di personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale; aree sanitarie temporanee; rafforzamento di reti e presidi territoriali per la salute;

Istruzione e formazione (per complessivi 1 milione di euro): acquisto di beni e attrezzature per gli istituti e per i beneficiari finalizzato al superamento del divario digitale nell’accesso all’istruzione e alla formazione professionale (ad esempio laptop, software, e spazio digitale su server), adeguamento delle strutture o competenze nel mondo della scuola e delle istituzioni formative regionali;

Attività economiche (per complessivi 13 milioni di euro): istituzione o rafforzamento della dotazione di sezioni regionali del Fondo Centrale di Garanzia per il finanziamento di misure di garanzia per il sostegno al capitale circolante, di garanzia a sostegno della moratoria dei debiti delle imprese, per la concessione di prestiti a lungo termine a tassi agevolati; di garanzia anche attraverso i Confidi regionali per l’abbattimento dei tassi di interesse, ovvero rafforzamento di strumenti finanziari regionali finalizzati a sostenere la liquidità delle imprese e/o già attivati per sostenere soggetti con difficoltà di accesso al credito ordinario derivanti dall’emergenza da Covid 19, nonché strumenti previsti nell’ambito del temporary framework per sovvenzioni a fondo perduto a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi;

Lavoro (per complessivi 23,5 milioni di euro): Sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti del settore privato mediante finanziamento di ammortizzatori sociali e di strumenti di conciliazione fra lavoro, formazione e cura dei minori; sviluppo del lavoro agile; indennità di tirocinio.

La Provincia Autonoma di Trento si impegna a destinare fino a 22 milioni di euro per la rendicontazione di spese emergenziali anticipate a carico dello Stato.

L’individuazione di queste spese avverrà  con il supporto dell’Agenzia per la coesione territoriale.

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