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Trento

Firmato oggi il «Protocollo per il contrasto all’abusivismo commerciale e al lavoro nero»

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Oggi, martedì 7 luglio, alle ore 11.30, nella prestigiosa cornice della Sala Depero del palazzo della Provincia Autonoma di Trento ha avuto luogo, alla presenza del Commissario del Governo Sandro Lombardi, la cerimonia della sottoscrizione del protocollo a tutela dell’economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti, al lavoro nero e all’abusivismo commerciale

L’accordo è stato siglato tra i massimi rappresentanti di Istituzioni pubbliche, Enti, Sindacati, Associazioni di Categoria, d’imprese e di consumatori, Consorzi di produttori del Trentino e non solo, tra i quali, in particolare, oltre al Comandante Regionale Trentino – Alto Adige della Guardia di Finanza, Gen. B. Ivano Maccani, il Presidente della Provincia Autonoma Maurizio Fugatti, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Trento Sandro Raimondi, il Procuratore della Repubblica di Rovereto Aldo Celentano, il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Bort, il Rettore dell’Università degli Studi di Trento Paolo Collini ed altre 17 autorità.

Questo Protocollo rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero e qualità degli attori coinvolti, nonché per l’ambizioso obiettivo che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero/irregolare ed il “caporalato”, così come fortemente auspicato dal territorio trentino.

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Insieme agli attori sopra citati hanno preso parte alla firma dell’accordo anche i Direttori di INPS ed INAIL, i Presidenti nazionali di Codacons e Indicam, i Presidenti del Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino, del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, del Consorzio Tutela Vini del Trentino, della Federazione Trentina della Cooperazione, dell’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, di Coldiretti, di CIA, di Confagricoltura, di AcliTerra e dell’Associazione Contadini Trentini, nonché i Segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, anche in veste di rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e ADOC.

Questo ““Patto” a tutela dell’economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi, al lavoro nero/irregolare e all’abusivismo commerciale” rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero ed entità degli attori coinvolti, nonché per gli ambiziosi obiettivi che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero e irregolare ed il “caporalato”, così come fortemente auspicato dal territorio trentino.

L’iniziativa, partendo da un dato di fatto, ovvero “chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano” e dalla constatazione delle oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, ecc. di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, talvolta esponendosi al rischio di ritorsioni, ed ispirandosi anche ad una sempre più crescente “domanda di sicurezza”, si pone l’obiettivo di poter disporre e valorizzare sul territorio “sensori” qualificati, quali, in particolare, le associazioni di categoria, gli Enti Locali, i Sindacati, le Associazioni a tutela dei consumatori, ecc., tutelando, nel contempo, l’identità dei segnalanti.

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Altra peculiarità del progetto risiede nel coinvolgimento del mondo accademico trentino, non solo in termini di attrezzature e laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamento, ma di ricerca scientifica, applicazione di metodi innovativi e nuove tecnologie investigative, inclusa l’analisi di informazioni tramite algoritmi evoluti.

L’accordo, oltre allo scambio di informazioni, al supporto alle indagini, al raccordo investigativo ed all’assistenza logistica, tecnica e tecnologico – scientifica da parte della Provincia Autonoma, della Camera di Commercio e dell’Università di Trento, prevede la promozione di una vera e propria “cultura della legalità”, attraverso iniziative di formazione ed informazione rivolte ad imprese, associati, consumatori, utenti, studenti e cittadini in generale, nonché l’esecuzione di attività ispettive congiunte, soprattutto in relazione a fenomeni particolarmente complessi, concernenti il lavoro nero, con INPS e INAIL.

Un ruolo centrale assumerà la “Cabina di Regia”, presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino – Alto Adige, con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti preventivamente filtrate dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni di Categoria e Sindacali e dalla Provincia di Trento, per trasformarle in preziosi spunti d’indagine, per i Reparti della Guardia di Finanza dislocati sul territorio e le Procure della Repubblica.

Ancor prima della stipula sono già pervenute numerose segnalazioni riflettenti situazioni anomale, d’interesse sia sotto il profilo di possibili operazioni di riciclaggio che, nel delicato contesto del caporalato, del lavoro nero e/o irregolare.

In tale ottica, la Camera di Commercio di Trento ha già istituito, nel 2019, uno specifico “Sportello sicurezza”, a disposizione di imprese, artigiani, agricoltori ecc.., al fine di raccogliere le segnalazioni provenienti dai “sensori”, renderle “qualificate” ed inoltrarle alla “Cabina di Regia”.

Analogo sportello è in fase di attivazione, presso la Provincia Autonoma di Trento, per convogliare le segnalazioni degli Enti Locali, Sindacati, Associazioni di categoria e di tutela dei consumatori.

L’analisi dei dati e delle notizie già pervenuti ha permesso ai Reparti operativi di avviare delle attività ispettive, conclusesi con importanti risultati, e di stroncare, sul nascere, alcuni fenomeni illeciti, connessi, per lo più, all’illecita somministrazione e/o impiego di manodopera, nonché di individuare possibili tentativi di infiltrazione, nel tessuto economico trentino, da parte di soggetti di etnia est-europe.

Queste preliminari risultanze testimoniano la “bontà” dell’accordo, sia in termini di tempestività – in quanto garantisce la possibilità di conoscere e combattere, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio -, che di concreta attuazione della complessiva strategia, volta al contrasto di ogni forma di illegalità economico-finanziaria e di infiltrazione della criminalità, mirando a ricostruirne ed a colpirne gli interessi finanziari, economici ed imprenditoriali.

L’essere giunti a concretizzare questo strategico progetto, in questa delicata fase di progressiva ripresa delle attività economiche, ne aumenta l’assoluta rilevanza rispetto allo scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese”, nella delicata fase post emergenza.

Per essere più efficaci di fronte ad un “nemico” che cerca di ramificarsi, anche la nostra risposta si è ramificata, collegando una molteplicità di professionalità, energie, informazioni e perseguendo strategie investigative innovative.

Le regole sono chiare, vanno rispettate e sono valide per tutti. Con questo protocollo, sul rispetto delle regole, vigila un’intera comunità, con la quale la criminalità economico-finanziaria cerca di confondersi, nella quale cerca di infiltrarsi.

“Esprimo grande apprezzamento per l’accordo che viene firmato a Trento in materia di lotta alla contraffazione, un fenomeno che, secondo l’Unione europea, costa all’Italia oltre 10 miliardi di euro di fatturato l’anno”,  – dichiara dopo la firma dell’accordo il presidente di Unioncamere e Confcommercio Carlo Sangalli.

E ancora: “La collaborazione tra istituzioni in questo settore è fondamentale. La contraffazione costituisce una minaccia sempre più grave per le imprese e i consumatori e infligge grandi perdite in particolare al made in Italy, alle eccellenze italiane. La lotta alla contraffazione è uno dei compiti istituzionali delle Camere di commercio, perché questo fenomeno inquina le regole del mercato e penalizza gli imprenditori onesti. In particolare, con i Comitati provinciali per la lotta alla contraffazione le Camere effettuano una preziosa attività di monitoraggio e promuovono progetti di sensibilizzazione e programmi operativi per supportare le imprese e i cittadini. Porteremo all’attenzione del mondo imprenditoriale questa interessante iniziativa, per alimentare sempre più la cultura della legalità”.

 

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