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Piana Rotaliana

La scuola serale del Martini di Mezzolombardo ai tempi del Covid-19

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L’istituto Martini di Mezzolombardo, oltre alla formazione degli studenti in età scolare, offre un’opportunità formativa anche agli adulti che vogliono riprendere gli studi per conseguire un diploma (link all’articolo).

Al Martini è, infatti, attivo un corso serale per adulti ad indirizzo tecnico economico in Amministrazione, Finanza e Marketing (link).

Si è fatto un gran parlare, in tempi di Covid-19, delle difficoltà riscontrate dalla scuola per portare avanti la propria missione durante l’emergenza sanitaria, si è discusso dei problemi dei minori, dei professori, della didattica a distanza e della situazione degli alunni con disabilità difronte alla maggior segregazione forzata dovuta al virus, ma non abbiamo considerato il disagio vissuto dai lavoratori-studenti.

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I lavoratori-studenti che nonostante gli inderogabili impegni di lavoro e molto spesso di famiglia, cercano di migliorare la propria posizione nella società attraverso la formazione e la cultura, sono quelli che una volta terminato il lavoro, dopo una giornata pesante, invece di tornare a casa a riposarsi, aprono un libro, accendono un pc e danno fondo a tutte le loro energie per conseguire un titolo di studio.

Come hanno reagito i lavoratori-studenti alla prova del Covid-19?

Abbiamo chiesto al professore Giovanni Piccirella (insegnante di matematica e coordinatore del corso serale) dell’istituto Martini cosa è successo agli studenti del serale in tempo di pandemia.

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«In tempi di incertezza e crisi come quello che stiamo vivendo, accentuata ancora di più dall’emergenza sanitaria del coronavirus, si è più persuasi a tornare in formazione, a volte, re-inventandosi e provando a cambiare lavoro. 

L’esperienza singolare di quest’anno con l’emergenza sanitaria del Covid-19 e la relativa sospensione in presenza delle attività didattiche ha dato un’ulteriore spinta alla didattica a distanza che nei corsi serali è sperimentata già da alcuni anni. 

Sulla base dell’esperienza maturata al Martini in questa ultima parte dell’anno possiamo affermare che in linea di massima la risposta dei nostri studenti, in termini di partecipazione, è stata soddisfacente e l’attività didattica, rimodulata nei tempi e nei contenuti, ha proceduto senza grosse difficoltà.

In me, però, nonostante questa parvenza di normale alacrità, aleggia una certa tristezza. 

Mi sono comunque mancate le classi,  quei luoghi magici in cui l’apprendimento si nutre del rapporto umano tra docenti e studenti. Certo sarebbe limitante non utilizzare oggi, anche per la scuola, gli strumenti tecnologici che sono quotidianamente a disposizione della maggior parte di noi. Con la didattica a distanza negli ultimi mesi i dirigenti scolastici ma soprattutto i docenti hanno fatto un lavoro immane (in alcuni casi, addirittura superiore in termini di impegno e di ore-lavoro rispetto a quello tradizionale) per cercare di accompagnare gli studenti, anche se da lontano, in questo periodo delicato.

Da docente, da sempre appassionato di tecnologie informatiche, vorrei ribadire però che la scuola è tanto altro: è vedersi ogni mattino o ogni sera come nel nostro caso, di persona, conoscersi e riconoscersi, e farlo sempre con impegno e con serenità ma anche, non di rado, con sano spirito di sacrificio dopo una giornata di duro lavoro dell’adulto-studente.

Credo che la funzione della scuola, dunque, non si esaurisca solo nel campo degli apprendimenti, ma si esprima, in maniera connaturale, anche in quello relazionale. Poi nella scuola serale la componente relazione dell’apprendimento è fondamentale perché gli adulti non sono obbligati da nessuno a frequentare la scuola come avviene per gli studenti del diurno in età dell’obbligo. Al serale se non si riesce a costruire per prima una buona relazione, dopo poco tempo gli adulti spariscono letteralmente e non ti danno nemmeno la possibilità di avere una spiegazione della loro scelta di ritirarsi dalla scuola. Con una didattica esclusivamente a distanza dove la componente relazionale si riduce al lumicino questo rischio è dietro l’angolo.

L’insegnante al serale deve essere soprattutto un motivatore e ad ogni minimo tentativo dell’adulto di allontanarsi dalla scuola, va incoraggiato a non mollare, incentivando la stima del sé, va spronato a fare sempre meglio, cercando di instillare e di suscitare in lui la motivazione intrinseca all’apprendimento che attraverso uno schermo diventa molto più difficile suscitare.

Nonostante i disagi legati al distanziamento sociale, proprio la settimana scorsa si è concluso l’Esame di Stato in presenza che ha visto gli studenti di 5° AFMS raggiungere il tanto ambito traguardo dopo un anno atipico di intenso e duro lavoro. Ecco i nominativi di chi ce l’ha fatta ai tempi del coronavirus!

Aversano Errico, Azuni Virginia, Borz Francesca, Ciobanu Gabriela, Colombini Martina, Ferronato Rossella, Iqbal Bilal, Ricca Nicodemo, Teren Hanna, Tretyakova Veronika, Turdo Federico, Zambon Laura, Zanella Mayra.

Bravi ragazzi! Ad maiora semper».

I centri EDA (centri di educazione degli adulti) ed i corsi serali sono dedicati agli adulti che desiderano riprendere gli studi interrotti in età giovanile per completare un percorso scolastico, ottenere un titolo di studioimparare la lingua italiana per chi non è madrelingua (link agli istituti trentini).

A cura di Mario Amendola

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